lunedì 10 luglio 2006

Valencia: nulla di nuovo

D) Terminato il viaggio papale a Valencia, quali sono le sue riflessioni?
R) Il viaggio in Spagna ha rappresentato per papa Ratzinger la prima occasione per constatare quanto vuoto si sia creato nella chiesa spagnola, quanta irrilevanza abbia ormai il suo messaggio. A livello di numeri, poi, si è trattato di un vero fallimento.

D) Più concretamente...
R) Papa Benedetto non ha una parola nuova; è di una monotonia sconcertante, non fa che ribadire alcune idee ossessive sulla famiglia e sul matrimonio, senza situare nel contesto e nei problemi di oggi. Un robot avrebbe più fantasia... Si tratta di una litania ammuffita, un canto che è avulso dalla realtà.

D) Davvero si è impressionati dal furore con cui se la prende con le coppie omosessuali... C'é qualcosa di inspiegabile in questo accanimento...
R) Si, sembra che sogni degli omosessuali ogni notte... Sono il suo incubo. In realtà non è del tutto così inspiegabile: la gerarchia si concepisce come la custode di un ordine immutabile e, nello stesso tempo, vede sorgere una coscienza individuale diffusa che manda in frantumi questo presunto ordine. Per la gerarchia la fede è vivibile solo all'interno di questo paesaggio, di questo "ordine naturale". Fuori è tutto desolazione, peccato, errore. La sua battaglia, quindi, è a tutto campo, dove qualcuno mette i passi fuori dal sentiero autorizzato. Questo papa non sa dubitare delle sue certezze perché, quando ascolta, in realtà lo fa solo per organizzare la sua risposta.

D) Non le sembra, don Barbero, che si stia configurando una chiesa di spettatori anziché di attori? Non è questa la chiusura definitiva delle finestre aperte dal Concilio Vaticano II?
R) Direi di più. La chiesa, ridotta a gerarchia, subisce uno snaturamento. La partecipazione, la condivisione delle responsabilità non è un lusso di qualche momento fortunato nella vita ecclesiale. Assolutamente no: se la chesa è essenzialmente comunità, questo travisamento spegne l'ecclesialità, soffoca e nega la struttura portante della realtà ecclesiale. I fedeli diventano spettatori e si diffonde lo "sbadiglio del popolo di Dio". In questo clima di esautoramento della comunità, i fedeli assisteranno sempre di più allo spettacolo religioso e ai teatri sacerdotali "come mucche che guardano passare un treno".

D) Ha fatto riflettere il comportamento di Zapatero che non ha partecipato alla messa papale...
R) Finalmente un politico che ha il senso della dignità e il coraggio delle proprie idee... Ha accolto il papa con rispetto, ha parlato con lui, ma non si è profuso in inchini o in baciamani. Come uomo, è stato coerente con le sue convinzioni. Perché, non essendo credente, avrebbe dovuto partecipare a un rito a lui estraneo? Imparino molti nostri politici che, atei in tutta la loro vita, diventano ipocriti chierichetti di circostanza. Questa è un'ipocrisia non solo italiana, purtroppo.

intervista a cura di Serena Corfù