lunedì 23 giugno 2008

La Commissione europea proporrà una "direttiva orizzontale" anti-discriminazioni.

Ricevo e pubblico


La Commissione europea proporrà una "direttiva orizzontale" anti-discriminazioni. Successo dell'Europa della tolleranza, dei diritti e della libertà. L'associazione radicale Certi Diritti ringrazia il commissario europeo Jacques Barrot.


Dichiarazione di Ottavio Marzocchi, responsabile questioni europee dell'Associazione Radicale Certi Diritti.


Certi Diritti esprime la sua più totale soddisfazione per la decisione della Commissione europea di promuovere la direttiva 'orizzontale' anti-discriminazioni che dovrà essere approvata il prossimo 2 luglio. Questo è quanto ha dichiarato il neo-commissario per la giustizia e gli affari interni Jacques Barrot nel corso dell'audizione tenutasi ieri sera in Commissione Libertà Pubbliche del Parlamento europeo a Strasburgo.

Barrot ha spiegato che mercoledi scorso il collegio dei Commissari ha dato mandato al Commissario per gli affari sociali Vladimir Spidla di promuovere la direttiva di completamento della politica europea anti-discriminazione basata sull'articolo 13 TCE, prevista dal programma di lavoro della commissione per il 2008 e richiesta in numerose occasioni dal PE.

"Le discriminazioni sono inaccettabili, e quindi anche l'omofobia é inaccettabile" ha affermato, assicurando che la Commissione proporrà una direttiva che copra tutte le discriminazioni (per orientamento sessuale, religione, età o handicap). Barrot ha fatto inoltre riferimento allo studio che l'Agenzia per i Diritti fondamentali sta compiendo su richiesta del PE in merito all'omofobia nell'UE ed ha anche promesso un'azione più incisiva della Commissione in favore dei rom, al fine di lottare contro il razzismo e promuovere l'integrazione." Ci sono tentativi politici di alterare i risultati di questo studio, vigileremo per denunciare gli autori.

L'Associazione Certi Diritti si augura che la direttiva cosiddetta 'orizzontale' copra il campo più ampio di settori, difatti oggi sono esclusi dalle normative europee antidiscriminazione quelli dell'accesso ai beni e servizi, l'educazione, protezione sociale, casa, l'immigrazione e l'asilo.