mercoledì 25 giugno 2008

A SETTEMBRE?

Ma siamo matti o ciechi? Aspettare a settembre per scendere in piazza è da paurosi e irresponasabili.

Ora, proprio ora, i prezzi volano alle stelle e il paese comincia ad avvertire che il caimano è tornato, che il dittatore sul trono spegne la democrazia. La favola del cavaliere buono sta per finire.

Ora, proprio ora, da subito, con iniziative concrete e locali occorre ritornare alla piazza. Ci sono le ferie? Intanto una parte non ci andrà, una parte è già tornata o tornerà presto e poi... perchè spegnere il cervello e l'impegno per luglio e agosto? Questa è una concezione rassegnata della politica.

Da tempo sappiamo che i dittatori alla Berlusconi e alla Ratzinger assestano i loro colpi di mano più duri in estate, quando cala l'attenzione. E' tempo di invertire questa cultura della rassegnazione e fare politica intelligente, attiva e puntuale quando i problemi urgono, non solo quando la temperatura scende.

Come si può attendere di spegnere a settembre un incendio se la casa brucia a giugno? Questa mancanza di coraggio umilia e tradisce coloro che credono nella democrazia e vogliono far parte di una opposizione fattiva e reale.