mercoledì 22 maggio 2013

Ignazio Marino. Un medico per una città malata

In una trasmissione televisiva di La7 Alemanno ha maldestramente tentato di mettere in cattiva luce il passato professionale di Ignazio Marino. Stupidaggini, certo, ma Il barbiere di Siviglia insegna bene che la calunnia è un venticello pericoloso. Anche se a me sembra davvero triste che alla calunnia dell'altro si debba ricorrere per fare campagna elettorale.
FILIPPO PERGOLA
CANDIDATO AL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA NELLA LISTA CIVICA MARINO

La candidatura di Ignazio Marino a sindaco della capitale è un buon esempio di rinnovamento della politica. Grandi sono stati in questi ultimi anni i guasti legati al distacco di élites politiche sempre più autoreferenziali dai problemi reali della città, dei cittadini normali e del Paese. Ci troviamo di fronte oggi alla possibilità di avere un sindaco, a Roma, che arriva alla politica da una carriera di grande prestigio e che intende mettere al servizio della città in cui vive da quando era un ragazzo la sua esperienza umana e professionale, le sue competenze organizzative e gestionali maturate all'estero (checché ne dica Alemanno: inutilmente aggressivo ed assai poco informato su questo punto) nella collaborazione con uomini come Thomas Starzl (il chirurgo che per primo, e con la collaborazione di Marino, realizzò dei trapianti riusciti di fegato) e in Italia nella messa in opera del Centro trapianti di Palermo. Libero dai condizionamenti che i gruppi di potere economico o politico esercitano su tanti (troppi) protagonisti della vita politica italiana, il medico Marino sarà, se verrà eletto, un sindaco che non ha bisogno di fare favori e di avere clientele ma solo un amministratore onesto deciso a governare nell'interesse della città e di chi la abita. Come fecero dei non politici come Nathan all'inizio del secolo e Argan negli anni '70. Con il sostegno, sempre, di chi pensa al bene comune invece che alla difesa degli interessi consolidati.
Luigi Cancrini
(L'Unità 18 maggio)