IL VATICANO CONTRO MARINO
CITTA' DEL VATICANO -«No a unioni gay, a coppie di fatto, ad aborto ed eutanasia; sì alla difesa della vita fin dal concepimento», ma anche «sì all'accoglienza dignitosa degli immigrati e rispetto per i fedeli di altre religioni». Ecco il "manifesto" che il Vicariato di Roma pubblica in vista del voto amministrativo su Roma Sette, l'inserto domenicale di Avvenire, per ribadire quei valori «non negoziabili» cari alla Chiesa, ma non condivisi da tutti i candidati. Un decalogo che suona come una bocciatura di Ignazio Marino, il candidato del centrosinistra a Roma. Al primo punto c'è la famiglia «fondata sul matrimonio fra l'uomo e la donna», avverte il Vicariato, che definisce «il riconoscimento delle coppie di fatto, soprattutto tra persone dello stesso sesso inutili provvedimenti, che non avrebbero alcun valore legale perché di competenza dello Stato e che rappresentano quindi solo uno slogan elettorale per conquistare voti». Segue la difesa della vita che va sempre rispettata «fino al suo termine naturale». Per cui no ai registri sul fine vita e sì all'assistenza «per coloro che si trovano a vivere la fase terminale della vita». Altre priorità: aiutare «le donne che desiderano avere figli»; garantire «il riposo settimanale dei negozi». (orazio la rocca)
(Repubblica 19 maggio)
Papa Francesco, che ha approvato questa presa di posizione come vescovo di Roma, su questo terreno è reazionario come Ratzinger. Non facciamoci illusioni.
Franco Barbero