sabato 18 maggio 2013

«L'intervento di Bagnasco apre una guerra di religione»

«L'intervento di Angelo Bagnasco è espressione del fatto che siamo ormai alla guerra di religione». Ne è convinto Andrea Morrone, costituzionalista dell'Università di Bologna, che di questo referendum si occupa da tempo.
Professor Morrone, cosa intende dire?
«Posto che tutti hanno diritto di esprimere la propria opinione, mi pare di poter dire che siamo arrivati allo stesso punto in cui ci si è ritrovati nel caso del referendum sulla procreazione medicalmente assistita: in quel caso, tuttavia, si invitò all'astensione per il fatto che era in gioco il valore sacro della vita. Che in questa consultazione non è in ballo: resta però la politicizzazione della contesa referendaria. Un intervento netto come quello dì Bagnasco, che non è l'ultimo dei prelati, è evidentemente un modo per dare un significato diverso al referendum. Non siamo più sul piano se sia giusto o meno finanziare le scuole private a Bologna ma ad una lotta di religione tra laici e cattolici».
Perché sostiene questo?
«E evidente che il ragionamento di Bagnasco estremizza la discussione, la sposta dal contesto bolognese. Se si rilegge il suo discorso si può rilevare che Bagnasco non difende il sistema integrato (come fanno i sostenitori del «B»che vogliono il mantenimento delle convenzioni, ndr) ma le scuole cattoliche. E diventa così chiaro a tutti che le scuole private sono scuole cattoliche. Lui sostiene che il Comune debba "salvare" le scuole confessionali».
Lo argomenta affermando che il sostegno dello Stato alle scuole cattoliche costituisce un risparmio per le casse pubbliche.
«E' sbagliato. "Senza oneri per lo Stato". La Costituzione è chiara su questo punto e vorrei ribadirlo ancora una volta. Lo Stato ha l'obbligo di finanziare la scuola pubblica, non la privata. In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo, è chiaro che le risorse pubbliche devono essere investite innanzi tutto nella scuola pubblica. Il privato può finanziarsi da solo».
Oggi (ieri per chi legge, ndr) è emerso Il giallo di un sondaggio telefonico sul referendum...
«Queste cose accadono quando la posta in gioco è alta».  
(L'Unità 5 maggio)