venerdì 28 novembre 2025

da Rocca del 01/12/2025

Pregare e praticare la giustizia

di Mariano Borgognoni


Dal 6 al 9 novembre si è tenuto a Cefalù un interessante convegno, promosso dalle Comunità missionarie del Vangelo con la collaborazione di Rocca dal titolo impegnativo ma necessario "Vita da vivere, la ricerca di un senso”. Mi è stato chiesto di intervenire con quelli che sono stati definiti "Pensieri da Assisi”. L'ho fatto con molto pudore.

1. Si può vivere la vita, trovando un senso nella condivisione di una ricerca e di un impegno comune per alleggerire il mondo da piccoli e grandi ingiustizie. Percorrere la strada ordinaria evocata negli stupendi versi con cui Jorge Luis Borges descrive i giusti: un hombre quecultiva  su jardin… el que acaricia un animal dormido… el que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho… Esas personas que se ignoran están salvando el mundo ( Un uomo che si prende cura del suo giardino... uno che accarezza un animale addormentato... uno che giustifica, o cerca di giustificare, un torto che gli è stato fatto... Queste persone che ignorano se stesse stanno salvando il mondo).

Non c’è solo il male radicale che con mille evidenze attraversa la storia, quel mistero dell'iniquità che tanto ha inquietato Paolo e che entra come un veleno nelle nostre viscere (perché faccio il male che non voglio e non faccio il bene che voglio?); c'è anche un mistero del bene per il quale il mondo continua ad esistere. C'è una “santità” del quotidiano, un farsi carico, un trovare senso nel prendersi cura di ciò che è fragile, uno scegliere di stare dalla parte sbagliata, nella prassi di ogni giorno e/o nell’impegno civile e politico: con chi ha più bisogno di aiuto e di giustizia.

2. Nella vita succede che ci siano delle svolte, che si presentino delle occasioni. Che spesso vengono ignorate per disattenzione o per paura o per ribrezzo. Anche a un giovanotto benestante di Assisi capitò una cosa del genere. "Quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d'animo e di corpo”. Questo fu il punto di rottura di Francesco non con il mondo, che continuò a frequentare e ad amare in e con tucte le sue creature, ma con una mondanità che escludeva, scartava, chiudeva nei ghetti, toglieva dalla vista la sofferenza e la miseria. Fu una spoliazione liberante vedere il mondo dal punto di osservazione delle periferie sociali ed esistenziali del suo tempo. E’ l'indicazione di una strada difficile ed entusiasmante. Per disegnare bene una società giusta bisogna mettere la punta del compasso li, fondarsi su quella che è stata definita "l'autorità di coloro che soffrono”. Poi ognuno sceglierà la sua strada.

3. Il 3 ottobre 2020, l'anno del COVID, non a caso, un altro Francesco, quello di Buenos Aires, davanti alla tomba del santo, firmò la Fratelli tutti, una grande enciclica. Non pochi e poche avrebbero preferito richiamare anche le sorelle… e avevano ragione. Questo resta un grande problema della Chiesa cattolica. E tuttavia è un documento prezioso. Perché ci parla di una fratellanza e di una sorellanza universali tra gli umani e anche tra tutti i viventi. Ci parla dell'uguaglianza, del bene comune, della destinazione universale dei beni, dei limiti sociali della proprietà, della prevalenza della forza del diritto sul diritto della forza, della casa comune da proteggere dall'aggressività della legge del profitto, della pace da costruire sul fondamento della giustizia e sulla luce guida della misericordia. Qualcosa che sembra lontana dalla politica. Anni luce da quella che oggi pare dominare gli scenari del mondo. Ma, non dimentichiamolo, ci può essere un'altra politica fatta di passione, solidarietà e mutuo soccorso, qualcosa di imprevisto. Non è un caso che la parabola che fa da riferimento all’enciclica è quella del buon samaritano. Molto di quel che di buono l'umanità ha realizzato trova la sua radice lì. Nel caricarsi sulle proprie spalle il prossimo in difficoltà, come singoli, come comunità, come società.