da Rocca del 01/12/2025
Salmo 85 - Giustizia e pace si sono baciate
di Lidia Maggi e Angelo Reginato
Angelo: oggi l’ira è il sentimento prevalente dell'anima come nell'agone politico. In questa età della rabbia, tutti sono adirati. E il salmista ci dice che lo è anche Dio! Visto che questo sentimento accomuna la terra con il cielo, non dovrebbe più fare problema l'attribuzione dell'ira a Dio. Come in terra, così in cielo? L’ira è un sentimento ambiguo: senza, il mondo diventa luogo di passiva rassegnazione all'ingiustizia; ma in preda all'ira, abitato da persone ossessionate dal desiderio di rivalsa, il nostro mondo sostituisce un'ingiustizia con un'altra, altrettanto nefasta.
Lidia: il salmo affronta l’ira di Dio e la discute, facendo intravedere come questa potrebbe avere effetti negativi. Quel sentimento che persino Dio conosce, a motivo della delusione per il comportamento ingiusto del suo popolo, per il desiderio di giustizia troppe volte frustrato, quel sentimento che reagisce alla vita offesa, mosso da un desiderio di vita, può produrre morte. E invece che scuotere, paralizza, come una sentenza definitiva di condanna, che fissa la situazione senza che si prospetti alcuna redenzione.
Angelo: se Dio non avesse contenuto la sua legittima ira, l'esperimento-mondo sarebbe finito col diluvio o alle pendici del Sinai, con l'adorazione dell’idolo. La storia della salvezza, narrata nelle Scritture, è anche storia di opposizione alla vita buona e di ingiustizie che gridano vendetta al cospetto di Dio. L'ira di Dio segnala questo fallimento; ma non è in grado di mostrare la via d'uscita.
Lidia: per questo il salmista ricorda a Dio che in passato, dopo l'ira, ha battuto la strada del perdono, operando per il bene del suo popolo, nonostante la sua iniquità. Ora, però, l'ira divina si prolunga, continua a farsi sentire nel corso di più generazioni. "Non tornerai a darci vita?”. Smetti l’ira per la nostra ingiustizia e vienici incontro con la misura della tua misericordia. Fin qui il salmista; poi la parola passa direttamente a Dio. E Lui cosa fa? Cede alla supplica? No, la ascolta e la ridiscute. Non c'è un tempo per l'ira e la giustizia ed uno per il perdono e la pace; un tempo per la verità ed uno per la bontà: tutti questi tempi devono stare insieme.
Angelo: Dio non può rinnegare la giustizia. E’ la giustizia l'ultima parola del Salmo. Ma si tratta di una giustizia che opera per rendere giusti - che giustifica! Una giustizia che non si arrende di fronte a un'umanità che fallisce il bersaglio di un mondo giusto. Per questo l’ira viene contenuta e cede la parola alla bontà. Quest'ultima, però, non assomiglia al colpo di spugna; piuttosto domanda che "la verità germogli dalla terra”.
Lidia: anche per Dio la gestione delle emozioni si rivela un'operazione difficile! Persino per Lui non è bene che sia da solo in questa necessaria elaborazione dei sentimenti. Come il divino scuote i nostri sentimenti, così il salmista osa scuotere Dio, in un dialogo di cui anche Dio ha bisogno. La verità, necessaria affinché si affacci la giustizia e venga meno l'ira, è un compito da svolgere insieme, in una storia dove sia noi che Dio proviamo a metterci in gioco.