lunedì 28 luglio 2008

“Operazione Miracolo”

Cuba, nonostante tutte le difficoltà economiche e politiche derivanti dal feroce embargo americano, riesce ugualmente a dar vita ad iniziative concrete di altissimo valore sociale, che dovrebbero aprirci gli occhi ed aiutarci a comprendere che, con la volontà a con l'impegno possiamo poco a poco uscire dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze del mondo del neoliberalismo.
Una di queste iniziative è "l'Operazione Miracolo", che ha portato e sta portando gratuitamente serenità a decine di migliaia di persone inferme per problemi di vista in vari Paesi dell'America Latina e in altri Paesi del Mondo e che ovviamente sta dando ottimi risultati anche in tutti i Municipi di Cuba...
A questo proposito desidero riportare alcune impressioni direttamente vissute in Cuba, nel Municipio di Bartoloé Masò in provincia di Granma, dove mi trovavo con Gabriella, compagna della vita, mentre stava svolgendosi l'Operazione Miracolo durata più di un mese e mezzo tra fine febbraio ed inizio aprile di quest'anno. Si tratta di un Municipio con 56.000 abitanti ed una estensione di oltre 600 Km quadrati, che in buona parte si estendono nella zona montagnosa della Sierra Maestra e che è conosciuto per la Città Scolastica Camilo Cienfuegos, che accoglie più di 5000 studenti, una delle prime opere della rivoluzione.
In questa Operazione erano presenti più di 40 medici ed infermieri specializzati in oftalmologia, che hanno visitato quasi 40.000 persone e ne sono state operate con successo più di 1200. Il tutto organizzato dal Ministero della Sanità e a livello locale da Municipio, in forma totalmente gratuita. Ci ha veramente impressionato la grande umanità e l'amore vero e disinteressato con cui siè svolta l'iniziativa.
Tutte le mattine gli specialisti viaggiavano in zone differenti del Municipio spostandosi con piccoli autobus o trattori nelle zone di più difficile accesso, raggiugendo anche a piedi, quando era necessario, i luoghi più remoti. I pazienti venivano visitati negli ambulatori o nei piccoli ospedali locali e, quando avevano difficoltà a muoversi, direttamente nelle loro abitazioni. Nel caso in cui i pazienti dovevano essere operati, venivano trasportati in un ospedalecon le apparecchiature opportune. A me e Gabriella si rimpiva il cuore di commozione nel vedere la semplicità e la dolcezza con cui i medici si rivolgevano e conversavano con i pazienti e a gioia e commozione di questi ultimi nel constatare i miglioramenti e, in certi casi, addirittura il totale recupero della vista.
Esperienze queste che non appaiono nemmeno in sogno a chi vive nei Paesi ricchi del Nord considerati primo Mondo e che però dovremmo avere il coraggio di chiamare ultimo Mondo. Credo che realtà come queste devono veramente spronarci nel prendere iniziative per passare dalla triste realtà impregnata di egoismo del nostro "Mondo di privilegiati" ad una realtà basata sulla solidarietà vera e sull'impegno di dare a tutti condizioni di vita accettabili e di creare veri rapporti di amicizia e condivisione. Questo non è certo facile, essendo continuamente bersagliati da una propaganda che esalta il potere ed il denaro, tuttavia non dobbiamo sentirci impotenti e rassegnati. Iniziative come quest'Operazione Miracolo devono far nascere in noi la speranza che se lo vogliamo e ci impegnamo con amore un Mondo migliore, ossia un Mondo nuovo, è possibile.

Enrico TURRINI