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martedì 7 marzo 2023

LA POESIA E LA REALTA' DELL'AMORE DI DIO PER TUTTO IL CREATO

 

Genesi 9,8-17

8 Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: 9 «Quanto a me, 

ecco io stabilisco la mia alleanza con i vostri discendenti 

dopo di voi; 10 con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, 

bestiame e bestie selvatiche, 

con tutti gli animali che sono usciti dall'arca. 

11 Io stabilisco la mia alleanza con voi:

non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, 

né più il diluvio devasterà la terra».

12 Dio disse:
«Questo è il segno dell'alleanza,
che io pongo
tra me e voi
e tra ogni essere vivente
che è con voi
per le generazioni eterne.
13 Il mio arco pongo sulle nubi
ed esso sarà il segno dell'alleanza
tra me e la terra.
14 Quando radunerò
le nubi sulla terra
e apparirà l'arco sulle nubi
15 ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e tra ogni essere che vive in ogni carne
e non ci saranno più le acque
per il diluvio, per distruggere ogni carne.
16 L'arco sarà sulle nubi
e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna
tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne
che è sulla terra».
17 Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell'alleanza 

che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra».

martedì 1 febbraio 2022

"SALVIAMO LA CHIESA"

 "SALVIAMO LA CHIESA" Hans Kung, (Ed. Rizzoli Milano 2011)

È il titolo del libro che il teologo cattolico Hans Kung  con amore appassionato, come un grido di amore verso quella chiesa per la cui conversione lavorò e scrisse tutta la vita.

Riporto qui alcuni brani:

Una  chiesa ormai priva di significato

“E non è solo, come si continua a sostenere a Roma, il risultato della crescente secolarizzazione, ma anche la conseguenza di uno sviluppo funesto interno alla Chiesa di cui Roma è responsabile. In alcuni luoghi ci sono ancora gruppi giovanili cattolici attivi e una vita parrocchiale che funziona grazie alla dedizione di fedeli valorosi. Ma la Chiesa sembra scomparire sempre più dalla coscienza delle Giovani generazioni. con ci si arrabbia nemmeno più per l'arretratezza della gerarchia in così tante questioni che riguardano la morale e il dogma.

 Non ci si interessa più della chiesa, che per la vita di molti giovani e ormai priva di significato. Ma in Vaticano quasi non ci si accorge di questo. Ci si vanta di numerosi pellegrini, anche se molti di loro sono semplici turisti, e si ritiene che la gioventù sia quella che incontra il papà nelle giornate mondiali" (Pag, 23)


L’obbedienza  gerarchica al primo posto

"Tutto ciò significa che a un futuro vescovo viene piegata la spina dorsale già molto tempo prima della consacrazione e inoculata l'assoluta obbedienza nei confronti di Roma.  Contemporaneamente, prima della nomina viene sottoposto ad un esame da parte della nunziatura competente per il suo territorio, volto ad accertarsi della sua ortodossia rispetto alle posizione Vaticane. L'esame consiste nel rispondere a un questionario (Io lo conosco) da cui si evince che il candidato deve comunque sempre essere d'accordo con l'enciclica Humanae Vitae,  approvare la legge  sul celibato  sacerdotale e rifiutare l'ordinazione femminile. Se non risponde in modo conforme alle posizioni vaticane la sua nomina diventa impossibile" (Pag,189)


Decadenza della Teologia

“Quando il teologo Michael Brock, in una dichiarazione pubblica ebbe il coraggio di dire apertamente che “Se si andrà avanti così Papa Benedetto distruggerà la Chiesa”. È stato costretto a fare pubblica ammenda, ma la minoranza conservatrice della Conferenza Episcopale tedesca, appoggiata da Roma a imposto lo stesso la destituzione di Brock contro il parere del suo vescovo Gebhard Furst, responsabile per i media (!) della conferenza stessa.

Con la crisi della Chiesa e dei suoi ministri va di pari passo la decadenza della teologia scientifica. Ovviamente si sono ancora numerosi teologi che lavorano con serietà e per fortuna anche sempre più teologhe. Ma nuove leve con idee proprie e di levatura pari a quelle dei teologi conciliari costituiscono ormai le eccezioni. D'altra parte come possono formarsi in un clima di sospetto, in cui l'indipendenza di pensiero e la creatività di spirito non sono le benvenute? Gli argomenti critici non si trattano quasi più gli autori scomodi vengono fatti passare sotto silenzio” (pag 181).


lunedì 22 novembre 2021

UN PROFILO STORICO DEL MAESTRO DI GESU'

 Il Battista e Gesù

A questo punto siamo nella condizione di capire che genere di svolta l'arresto e la morte del Battista dovettero rappresentare per Gesù. Giovanni era stata la fonte della sua convinzione che la fine dei tempi fosse imminente. Come scrive Pesce (2020 pag. 106): "Possiamo ipotizzare che Gesù fosse certo che il Regno sarebbe venuto presto perché credeva nel Battezzatore che ne predicava l'avvento". Nell'attività del suo maestro egli aveva riconosciuto l'adempimento delle profezie sul ritorno di Elia: Giovanni aveva iniziato con successo quell'opera di conversione e di risanamento di Israele che doveva aver luogo prima che divampasse l'ira del "giorno grande e terribile del Signore" (Mal 3,23-24; Sir 48,10).

Tuttavia, contro ogni aspettativa, Elia era perito in quella tribolazione escatologica che lui stesso aveva in qualche modo prefigurato-o almeno così dovete sembrare a Gesù-allorché parlava di quel misterioso battesimo si spirito e fuoco che avrebbe presto sommerso il mondo. La portata dell'inattesa morte di Giovanni non era però tale da invalidare lo scenario escatologico in cui Gesù credeva. Elia era pur sempre venuto e dopo il ritorno di Elia non vi poteva più essere nient'altro che la venuta di JHWH e del suo regno. E’ forse in questo modo che Gesù riuscì a superare la dissonanza cognitiva tra la sua fede nel Battista e la dura realtà: Giovanni aveva previsto che il regno avrebbe iniziato a farsi strada sotto i colpi dei violenti che vi si oppongono, sicché la sua morte, lungi dallo smentire la profezia, confermava che la sua venuta in potenza era in realtà più vicina che mai (Marco 9,1 dove il riferimento a coloro che non gusteranno la morte non allude a persone estremamente longeve ma a un nucleo di discepoli che non periranno durante la tribolazione). Israele tuttavia non era ancora pronto per quel giorno. L'iniquità, i soprusi dei ricchi e dei violenti, lo stato di miseria e oppressione di tanti, troppi figli di Abramo, tutto questo continuava a dilagare. Era pertanto necessario che la missione di Giovanni proseguisse, per quanto in una situazione come quella attuale, segnata dal massimo scatenamento delle potenze del caos, qualsiasi tentativo di implementare riconciliazione e giustizia e di radunare un popolo guarito e restaurato doveva necessariamente risultare fonte di divisione e conflitto: un portare la spada, un gettare fuoco sul mondo. E’ dunque affinché la causa del Battista continuasse che Gesù, all'udire che Antipa aveva rinchiuso il suo maestro nella fortezza del Macheronte, si incamminò verso la sua nativa Galilea. Per operare anche lì ciò che Giovanni, seguendo il corso del Giordano, aveva fatto per gli abitanti della Giudea, della Perea e della Decapoli: annunciare la venuta imminente di JHWH e del suo Regno (che Gesù verosimilmente riteneva ancor più imminente di quanto già non fosse agli occhi di Giovanni, al punto da attenderne l'irruzione immediata in occasione di quella festa di Pasqua che gli fu invece fatale.) Mettere in guardia gli empi dalla distruzione che tale giorno avrebbe rappresentato per loro, esortarli al pentimento purificando anzitutto il loro cuore tramite atti di giustizia e di generosità, specialmente a beneficio dei più bisognosi, per poi completare il loro “ritorno” con l'immersione che ne avrebbe purificato anche i corpi, permettendo loro di stare alla presenza della santità divina che di lì a poco avrebbe invaso il mondo. A questo programma Gesù aggiunse un elemento che non sappiamo se già fosse parte dell'attività di Giovanni, ma di certo divenne, per così dire, la specialità del suo discepolo: la purificazione taumaturgica dei malati e degli ossessi da quella fonte straordinaria di contaminazione che li rendeva cronicamente impuri e, per l'appunto, inadatti a stare alla presenza della santità divina.

Che la missione e la predicazione di Gesù costituissero in ampia misura un prolungamento di quelle di Giovanni è un'ipotesi che trova solido supporto nella tradizione gesuana, la quale attesta chiaramente la diffusa presenza nei suoi diversi rami, di tutti i principali motivi associati al Battista”.


Federico Adinolfi, "Giovanni Battista. Un profilo storico del maestro di Gesù"Carocci editore, Roma 2021, pagg. 158-159.

domenica 3 ottobre 2021

DA LIBRO DI SIRACIDE AL CAPITOLO 13, 1-23

Scritto ben 22 secoli fa!!  E ora?

"1 Chi maneggia la pece si sporca,
chi frequenta il superbo diviene simile a lui.
2 Non portare un peso troppo grave,
non associarti ad uno più forte e più ricco di te.
Come una pentola di coccio farà società con una caldaia?
Questa l'urterà e quella andrà in frantumi.
3 Il ricco commette ingiustizia e per di più grida
forte,
il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi.
4 Se puoi essergli utile, approfitterà di te;
se hai bisogno, ti abbandonerà.
5 Se possiedi, vivrà con te;
ti spoglierà e non ne avrà alcuna pena.
6 Ha bisogno di te? Ti imbroglierà, ti sorriderà
e ti darà una speranza, ti rivolgerà belle parole
e domanderà: «Di che cosa hai bisogno?».
7 Ti farà arrossire con i suoi banchetti,
finché non ti avrà spremuto due o tre volte.
Alla fine ti deriderà; poi vedendoti ti eviterà
e scuoterà il capo davanti a te.
8 Sta' attento a non lasciarti imbrogliare
né umiliare per la tua stoltezza.
9 Quando un potente ti chiama, allontanati;
egli ti chiamerà sempre di più.
10 Non essere invadente per non essere respinto,
ma non allontanarti troppo per non essere dimenticato.
11 Non credere di trattare alla pari con lui
e non fidarti delle sue molte parole;
12 con la sua molta loquacità ti metterà alla prova
e quasi sorridendo ti esaminerà.
13 Spietato chi non mantiene le parole,
non ti risparmierà maltrattamenti e catene.
14 Guardati e sta' attento,
perché cammini insieme alla tua rovina.
15 Ogni creatura vivente ama il suo simile,
ogni uomo il suo vicino.
16 Ogni essere si accoppia secondo la sua specie;
l'uomo si associa a chi gli è simile.
17 Che cosa vi può essere in comune tra il lupo e
l'agnello?
Lo stesso accade fra il peccatore e il pio.
18 Quale pace può esservi fra la iena e il cane?
Quale intesa tra il ricco e il povero?
19 Sono preda dei leoni gli ònagri nel deserto;
così pascolo dei ricchi sono i poveri.
20 La condizione umile è in abominio al superbo,
così il povero è in abominio al ricco.
21 Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici;
se il povero cade, anche dagli amici è respinto.
22 Se cade il ricco, molti lo aiutano;
dice cose insulse? Eppure lo si felicita.
Se cade il povero, lo si rimprovera;
se dice cose assennate, non ci si bada.
23 Parla il ricco, tutti tacciono
ed esaltano fino alle nuvole il suo discorso.
Parla il povero e dicono: «Chi è costui?».
Se inciampa, l'aiutano a cadere".



martedì 24 agosto 2021

MATTEO 19, 24

 "E' più facile che una fune entri nella cruna di un ago che non un ricco entri nel regno dei cieli".

mercoledì 4 agosto 2021

COMMENTO ALLA LETTURA BIBLICA DI DOMENICA 8 AGOSTO 2021

 GESU', PROFETA COMPAESANO, FIGLIO DI MARIA E GIUSEPPE.


Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,41-51

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

DALLA LEGGENDA ALLA STORIA

Se leggete nel vangelo questi versetti, vi accorgerete che prosegue il discorso enfatico e polemico , costruito dall'evangelista redattore, sul pane di vita. Se non sapesssimo che queste parole così taglienti e divisive , questo pesante aut aut rivolto a chi ormai è considerato fuori strada perché non vuole staccarsi dalla sinagoga, non sono mai uscite dalla bocca di Gesù , ne proveremmo un profondo sconcerto. Le scienze bibliche, su questo terreno ci offrono  conoscenze preziose. 
L'espressione "io sono" (29 volte in Giovanni) è un espediente letterario per indicare il riconoscimento che i discepoli fecero di Gesù in quanto testimone per eccellenza di Dio. 
Gesù resta sempre colui che "tutto ha ricevuto dal padre" per cui fanno sorridere le affermazioni facilone e diffuse dei teologi, anche progressisti, che in queste frasi enfatiche vedono già profilarsi l'ombra della divinità di Gesù.

UN GRAVE ERRORE DEI CRISTIANI
Tocco qui un tasto teologico che purtroppo le chiese ufficiali cestinano spesso e volentieri. Mentre le ricerche storiche ed esegetiche negli ultimi 300 anni hanno compiuto passi giganteschi, si leggono le affermazioni giovannee come pronunciamenti dogmatici: " Sarebbe un errore vedere nella formula "Io sono", usata in senso assoluto, l'affermazione di una identificazione con Dio...In questo caso, come del resto altrove, il Figlio non fa che affermare la sua intimità assoluta con il Padre" (G. Sloyan, Giovanni, Claudiana, p.133). "Un errore serio e grave che i cristiani commettono è quello di mettere Gesù al posto di Dio. Ciò avviene a scandalo degli islamici e degli ebrei e a confusione dei cristiani. Il Vangelo di Giovanni, non commette un errore di questo genere…." ( Idem p. 141).
Voglio dire con chiarezza che  troppi teologi, per una vita pacifica all'interno della chiesa, non vogliono prendere atto di queste centinaia di ricerche e continuano a leggere il Vangelo di Giovanni con gli occhiali del concilio di Calcedonia (451).

CHE COSA CI DICE LA STORIA?
Ma chi è questo Gesù che, nella fede, i discepoli hanno scoperto come pane che nutre le loro vite tramite la testimonianza delle sue opere e per mezzo del suo messaggio?

Questo Gesù di Nazareth è il figlio di Giuseppe di cui i contemporanei conoscevano il padre e la madre, i fratelli e le sorelle. Andatevi a prendere e leggetevi con attenzione i testi di Matteo cap. 13, vs dal 53 al 58 e di Luca cap. 4, vs. dal 16 al 30 oltre a Marco cap. 6 dal vs. 1 al 6. 
Gesù è nato in una numerosa famiglia ebrea e i suoi genitori lo hanno educato alla fede in Dio secondo la tradizione ebraica del loro popolo. E' impossibile capire il Gesù dei Vangeli, se non si tiene conto della sua ebraicità come uomo, come cultura e come fede nel Dio di Israele.

Essi ci ricollocano il giovane rabbi di Nazareth nel contesto storico della sua esistenza quotidiana. Messa da parte l'interpretazione fraudolenta e leggendaria dei "cugini" di Gesù e del padre putativo (tutte interpretazioni create ad arte per motivare il nascente castello dogmatico della verginità di Maria), resta il dato storico: Gesù non è accolto, il suo messaggio irriso proprio tra la sua gente, tra i conoscenti. Tanto Luca, che Marco e Matteo ricordano le parole del Nazareno: "nessun profeta è accetto nella sua patria" (Luca cap. 4 vs. 24), "tra i suoi parenti" (Marco cap. 6, vs. 4) e "nella sua casa" (Marco e Matteo).


DOVE CERCHIAMO I PROFETI?

Questo rifiuto che ha accompagnato l'esistenza storica di Gesù, svela un aspetto di piena attualità anche per i nostri giorni. Spesso anche noi siamo tentati di cercare la profezia e i messaggi del vangelo in contesti o in realtà di grande apparenza, in fenomeni di seducente teatralità. In una cultura dell'immagine in cui le "cose" e le persone valgono quanto più appaiono, questa deviazione e' ancora più facile. Siamo cosi' depistati, portati fuori strada.

Nei due testamenti biblici e' costantemente documentata una strada diversa; Dio sceglie persone deboli ed "invisibili", prive di importanza nel loro contesto sociale e culturale per regalarci testimoni e profeti. Mose' era balbuziente, Amos un contadino, Davide era il più piccolo dei figli di Iesse quando fu scelto da Samuele ("L'uomo guarda l'apparenza, ma Dio guarda il cuore", 1 Samuele capitolo 16), Maria e Giuseppe non erano dei notabili, i dodici erano gente del popolo.
Gesù non cadde mai nella trappola dell'apparenza: seppe vedere i segni di Dio e imparare dalla fede della povera vedova, dalla peccatrice in casa di Simone, dal centurione romano, dalla cananea......

Egli non cerco' i segni e la profezia del regno di Dio nei palazzi del potere o nelle magnificenze del tempio. Mentre i discepoli erano come abbagliati dalle bellezze delle pietre del Tempio, Gesù era tutto assorto nell'osservazione del gesto della vedova che deponeva i due spiccioli nella cassa.
La' sulle strade della Palestina si accorse dei movimenti di Zaccheo, dei giochi dei bambini, del grido del cieco, del contatto affettuoso della emorroissa che cercava una sorgente di pace e di benessere in quel "pazzo" profeta di Dio e dei poveri.

Gesù trovo' tanta fede nel centurione e nella cananea da restarne sorpreso; non aveva trovato tanta fede in Israe
le.

VOGLIO CORREGGERE LO SGUARDO

Certo, Dio resta libero, sovranamente libero di donarci i suoi segnali profetici come e dove vuole Lui.

Ma forse, imparando da Gesù, dobbiamo correggere lo sguardo. Forse le più belle testimonianze di fede possono essere raccolte tra le persone umili e semplici che non stanno negli spazi del successo e dell'immagine.
La nostra stessa chiesa quando dà spettacoli di grandiosità liturgiche, di teatralità da mondovisione, quando è presente, fulgente e osannata su tutti i video del mondo entra nella logica e nella pratica della spettacolarità.
Il "granello di senape" è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spasmodico tentativo di "occupare un posto in prima fila".
Si vedono in giro tante teste vuote che pretendono di farla da maestri alla nazione solo perchè ogni giorno sono in televisione.


I SEGNI PROFETICI NON MANCANO


Dio non ci lascia mancare i "segni" e i profeti. Forse, secondo la concezione biblica, noi non li vediamo perchè: i nostri cuori sono torbidi, indecisi: "Beati quelli che sono puri fin dentro il loro cuore perchè essi vedranno Dio" (Matteo cap. 5 vs. 8)

Ma forse non li vediamo perchè non vogliamo vederli. Preferiamo guardare fuori, lontano... quando i segni di Dio sono spesso molto vicini. Si tratta di superare l'accecamento da abitudine e l'accecamento da pigrizia. Quando il nostro cuore non vuole aprirsi a nuovi cammini i nostri occhi sono come fiori che restano chiusi anche al più bel sole dell'estate.

Ma Dio, appassionato e instancabile, l'unico che non si stanca mai di nessuno/a di noi ci aspetta, ci invita ancora. E ancora ci fa giungere segni, inviti, occasioni per risvegliarci alla vita vera.

 

venerdì 23 luglio 2021

SU ROCCA

Su Rocca del 15 luglio compare uno studio del teologo Paolo Gamberini su "Gesù pienezza dell'umano". Come tutti gli studi di Gamberini, merita attenzione.

Allo stimatissimo e caro Paolo Gamberini di cui riporterò l'articolo , aggiungerò qualche mia riflessione su "incarnazione e Cristo cosmico".

Tutto questo all'inizio di agosto.

Franco Barbero

giovedì 3 settembre 2020

"VI DARO' UN CUORE NUOVO"

 "Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi..."

(Ezechiele 36)

mercoledì 13 maggio 2020

DAL LIBRO DI SIRACIDE: IL RICCO E IL POVERO

[1]Chi maneggia la pece si sporca,
chi frequenta il superbo diviene simile a lui.
[2]Non portare un peso troppo grave,
non associarti ad uno più forte e più ricco di te.
Come una pentola di coccio farà società con una caldaia?
Questa l'urterà e quella andrà in frantumi.
[3]Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte,
il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi.
[4]Se puoi essergli utile, approfitterà di te;
se hai bisogno, ti abbandonerà.
[5]Se possiedi, vivrà con te;
ti spoglierà e non ne avrà alcuna pena.
[6]Ha bisogno di te? Ti imbroglierà, ti sorriderà
e ti darà una speranza, ti rivolgerà belle parole
e domanderà: «Di che cosa hai bisogno?».
[7]Ti farà arrossire con i suoi banchetti,
finché non ti avrà spremuto due o tre volte.
Alla fine ti deriderà; poi vedendoti ti eviterà
e scuoterà il capo davanti a te.
[8]Stà attento a non lasciarti imbrogliare
né umiliare per la tua stoltezza.
[9]Quando un potente ti chiama, allontànati;
egli ti chiamerà sempre di più.
[10]Non essere invadente per non essere respinto,
ma non allontanarti troppo per non essere dimenticato.
[11]Non credere di trattare alla pari con lui
e non fidarti delle sue molte parole;
[12]con la sua molta loquacità ti metterà alla prova
e quasi sorridendo ti esaminerà.
[13]Spietato chi non mantiene le parole,
non ti risparmierà maltrattamenti e catene.
[14]Guardati e stà attento, perché cammini insieme alla tua rovina.
[15]Ogni creatura vivente ama il suo simile,
ogni uomo il suo vicino.
[16]Ogni essere si accoppia secondo la sua specie;
l'uomo si associa a chi gli è simile.
[17]Che cosa vi può essere in comune tra il lupo e l'agnello?
Lo stesso accade fra il peccatore e il pio.
[18]Quale pace può esservi fra la iena e il cane?
Quale intesa tra il ricco e il povero?
[19]Sono preda dei leoni gli ònagri nel deserto;
così pascolo dei ricchi sono i poveri.

domenica 23 febbraio 2020

PER CAPIRE BENE IL SIGNIFICATO DELLA QUARESIMA

QUARESIMA: 40 GIORNI DI “REVISIONE”

Dal libro del profeta Isaia (58,2-7)

Così dice il Signore:
Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio:
Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?”.
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
Ecco voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
E’ forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?”

L'AMORE PER LA CHIESA

"Nel 1975 nel libro "La conversione della chiesa" dicevo che "i figli che osano rimproverare la loro madre non l'amano meno di quelli che per falsa pietà o per opportunismo le celano i propri mali" e aggiungevo: " L'amore alla chiesa non si misura dagli amori che si accumulano, ma dalle sofferenze che si sopportano per il suo bene".
Ortensio Da Spinetoli, La prepotenza delle religioni, Chiarelettere, pag. 86



giovedì 5 settembre 2019

MIDRASH

"Quando il Santissimo creò il primo uomo, lo prese e lo portò a vedere tutti gli alberi del giardino dell'Eden e gli disse: "Ammira le mie opere, quanto belle e splendide esse sono. Tutto ciò che ho creato, l'ho creato per te. 
Fa' quindi attenzione a non distruggere il mio mondo, perché se lo farai, non vi sarà nessuno a riparare ciò che tu hai distrutto".
Qohelet Rabbà

venerdì 16 agosto 2019

IL PROFETA ISAIA CI AUGURA LA BUONA NOTTE

"Non lo sai, non l'hai conosciuto?
Un Dio eterno è Yahvè
che ha creato i confini della terra.
Egli dà forza a chi è stanco,
accresce il vigore di chi è senza forza.
I giovani si affaticano e si fiaccano.
Coloro invece che sperano in Yahvè
rinnovano le loro forze.
Spuntano loro come all'aquila le ali,
corrono senza stancarsi
e camminano senza affaticarsi".
Isaia 40,28-31

mercoledì 14 agosto 2019

UNA GEMMA DI SAPIENZA BIBLICA

"Non dimenticate l'ospitalità: alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo". 

Lettera agli Ebrei, 13,2


martedì 30 luglio 2019

IL CUORE APERTO

Di che utilità è un occhio aperto, se il cuore è cieco. Si possono vedere molte cose senza osservarle: "Gli occhi erano aperti, ma non hai udito niente" (Isaia 14,20).
"La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: "Figliol d'uomo, tu abiti in mezzo a una casa ribelle che ha occhi per vedere e non vede, orecchi per udire ma non ode" (Ezechiele 12,1).

giovedì 11 luglio 2019

DUE COSE TI DOMANDO

"Io ti domando due cose,
non negarmele prima che io muoia;
tieni lontano da me falsità e menzogna,
non darmi né povertà né ricchezza,
ma fammi avere il mio pezzo di pane,
perché, una volta sazio, io non Ti rinneghi
e dica : "Chi è il Signore?", 
oppure, ridotto all'indigenza, non rubi
e abusi del nome del mio Dio".
Libro dei proverbi 30,7-9.

martedì 18 giugno 2019

L'UOMO ALLA RICERCA DI DIO

"Il tempio è forse diventato il mausoleo nel quale è tumulata la preghiera. Molti si danno da fare nella vigna della retorica, ma chi sa ancora pregare, o ancor più ispirare gli altri alla preghiera?
Molti sfoggiano grande perizia nel fabbricare e nell'esibire spettacolari fuochi d'artificio; ma chi è capace di far brillare una scintilla nelle tenebre dell'anima?".
                           Abraham Joshua Heschel,
L'uomo alla ricerca di Dio, pag,84

venerdì 14 giugno 2019

ESIGENZA

"Una certa concezione della carità
nei confronti  dei poveri ha per molto 
tempo dispensato dall'esigenza di giustizia
per gli oppressi".
J.M.Muller

martedì 23 aprile 2019

"HO IMPARATO"

"Nella mia vita di cristiano ho imparato a distinguere accuratamente chi ciancia  e parla di Dio e  chi "parla con Dio". Gli uni sono i professionisti della religione, gli altri i testimoni della fede".
Louis Urmin, poeta

giovedì 18 aprile 2019

CARO PROFETA, NON DESISTERE

"Figlio dell'uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le mura e sulle porte delle case e si dicono l'un l'altro: "Andiamo a sentire qual è la Parola che viene dal Signore". Vengono da te in molti, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano  le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro la al guadagno. 
Ecco, tu sei per loro come una canzone d'amore: bella è la voce e piacevole l'accompagnamento musicale. Essi ascoltano le rue parole, ma non le mettono in pratica. Ma quando ciò avverrà, ed ecco avviene, sapranno che c'è un profeta in mezzo a loro". (Ezechiele 33,30-33).