Dal
libro del profeta Isaia (58,2-7)
Così
dice il Signore:
“Mi
cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie,
come
un popolo che pratichi la giustizia
e
non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi
chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio:
“Perché
digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci,
se tu non lo sai?”.
Ecco,
nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate
tutti i vostri operai.
Ecco
voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.
Non
digiunate più come fate oggi,
così
da fare udire in alto il vostro chiasso.
E’
forse come questo il digiuno che bramo,
il
giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare
come un giunco il proprio capo,
usare
sacco e cenere per letto,
forse
questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?
Non
è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere
le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare
liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non
consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre
in casa i miseri, senza tetto,
nel
vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?”