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mercoledì 17 aprile 2024

OSSERVAZIONI CHE POSSONO ESSERE UTILI: MANCA TOTALMENTE LA SINOSSI

Nella riflessione di Mancuso, sempre interessante e stimolante, non sono riuscito a trovare nulla di nuovo, ma è certo che per molti cristiani/e questi "vai e vieni" dei testi evangelici sono poco percepiti e ancor meno interpretati.

Il pregio di queste pagine sta negli interrogativi aperti e, a mio avviso, la difficoltà di cogliere la "naturalezza" di queste memorie così diverse è, a parer mio, ciò che mi piace e parla di più alla mia fede. Questa è una sensibilità molto diversa da quella di Mancuso.

Un profeta come Gesù non poteva, con i suoi discepoli, stare in un solo "contenitore", una sola visione e versione. Queste differenze e contraddizioni sono il segno con cui gli Evangelisti hanno rispettato lo straripamento profetico di Gesù.

Una narrazione tutta ben connessa non mi invoglierebbe a cercare il Gesù storico. Perché fatti, narrazioni, e narranti sono realtà che si mescolano.

Consiglierei, anziché riferirsi e cercare le singole differenze e contrastanti narrazioni, di usare la SINOSSI greca e italiana che a me fu regalata nel 1972 quando ero in Olanda ed ero prete da qualche anno, molto immerso negli studi esegetici e in particolare cristologici.

Grazie per questa bella riflessione di Mancuso. Ma posso invitarvi a usare il metodo che valorizzi la SINOSSI che traduce le differenze e i contrasti e accende il fuoco della ricerca e della consapevolezza del limite delle nostre conoscenze?

La SINOSSI dei quattro Vangeli (io conobbi La SINOSSI di Angelo Poppi del '72), oggi, certamente ne esisteranno di migliori, ma questa opera mi accompagnò caldamente nella lettura in questi 60 anni scatenando in me una serie di interrogativi e insieme di sorprese.

Consiglio l'uso della Sinossi accanto ai preziosi commentari.

Grazie e buon cammino con la SINOSSI o meno. In ogni caso conta la fede, i nostri metodi debbono essere al suo servizio.


Franco Barbero, 17 aprile 2024


giovedì 1 febbraio 2024

L'INAUDITA PROSSIMITA' DI DIO DI BONHEOFFER E UNA RIFLESSIONE DI FRANCO BARBERO

 Comprendete l'ora della tempesta e del naufragio, è l'ora dell'inaudità prossimità di Dio, non della sua lontananza. Là dove tutte le altre  sicurezze si infrangono e crollano  e tutti i puntelli che reggevano la nostra esistenza sono rovinati uno dopo l'altro, là dove abbiamo dovuto imparare a rinunciare, proprio là, si realizza questa prossimità di Dio perché Dio sta per intervenire e, vuol essere per noi sostegno e certezza. 

Egli distrugge, lascia che abbia luogo il naufragio, nel destino e nella colpa; ma in ogni naufragio ci ributta su di Lui. Questo ci vuole mostrare: quando tu lasci andare tutto, quando perdi e abbandoni ogni tua sicurezza ecco, allora sei libero per Dio e totalmente sicuro in Lui.

Che solo ci sia dato di comprendere con retto discerminento le tempeste della tribolazione e della tentazione, le tempeste d'alto mare della nostra vita! In esse Dio è vicino, non lontano, il nostro Dio è in croce. La croce è il segno in cui la falsa sicurezza è sottoposta a giudizio e viene ristabilita la fede in Dio.

Da Riforma,  2 febbraio 2024

Questo messaggio di Dietrich Bonhoeffer ha una verità e una profondità insuperabili. E' il messaggio di chi non colloca Dio nei momenti in cui tutto sembra nella normalità  di un cammino umano. Aderisco totalmente al messaggio ma trovo ambigua l'espressione Dio è in croce. Certo Dio è vicino a Gesù che è in croce, ma questo unire Dio e la croce ha dato luogo a molte ambiguità teologiche, a volte ad una divinizzazione di Gesù.

Sono abusi teologici delle chiese. Il messaggio autentico di Bonhoeffer è ben altro. In qualche modo Dio ci è vicino proprio negli attraversamenti più dolorosi della nostra esistenza. Sono poi le chiese che hanno abusato di Gesù e della croce e... a Nicea nel terzo secolo Gesù viene reso divino, anzi Dio.

Nei 23 dogmi cattolici Gesù è in larga misura definito e invocato come Dio. Gesù ci ha insegnato a pregare solo Dio. Resto fermamente ancorato a questa prassi di Gesù

Franco Barbero


venerdì 29 dicembre 2023

TEOLOGIA DA NAZARET ALL'ALTO DEI CIELI

 Siccome la Chiesa cattolica ufficiale celebra il 1° gennaio come festa di Maria Santissima Madre di Dio, ho pensato utile proporre agli amici e alle amiche del blog una:


CONVERSAZIONE NELL’ALTO DEI CIELI


Sentite, sentite”… e ride a crepapelle. 

E’ Gesù che si prepara a fare una visitina sulla terra: “Vado e torno: ciao papà, ciao mamma, ciao Giacomo, Joses, Giuda, Simone, Debora e Rut…”.

Giuseppe dice a Maria: “Lo vedo un po’ teso… che ne pensi?”. “Anch’io lo vedo agitato e sta mattina mi ha confidato che ha saputo da Nazareth, il nostro bel villaggio con il quale ha sempre tanti contatti, che sulla terra succedono cose strane e che si dicono tante stupidaggini sulla nostra famiglia”.

Pensa, Giuseppe, io avrei concepito il nostro Gesù restando vergine (ride e si piega in due), tu saresti stato un vecchietto ormai impotente o castrato e lui ora sarebbe la seconda persona di una cosa che chiamano “la trinità”, una specie di triangolo sacro, un trio divino… E non basta, Gesù avrebbe fondato una religione che si chiama non so bene se papalesimo, mariane-simo, cattolicesimo o cristianesimo…”.

Ti capisco bene, Maria: c’è davvero da preoccuparsi. E noi non saremmo più quegli ebrei di Galilea? E questo figlio sarebbe addirittura diventato Dio? Sfido che sta mattina era piuttosto triste. 

Lui si è sempre indignato contro i fabbricatori di inganni e di menzogna… Io ricordo ancora i suoi discorsi mentre lavoravamo in bottega a Nazareth… Discuteva sempre con Giacomo e con Debora. 

Io li ascoltavo con piacere. E ti ricordi, Maria, come pregava? Però ho sempre pensato che lui, come temevi tu, sarebbe finito male…”.

Eh si, amore mio, caro Giuseppe, ne abbiamo davvero passate tante… fino alla croce; però Dio, il nostro Dio, lo ha salvato ed eccoci qui tutti riuniti nella Sua Casa Eterna…”.

Ora questa diceria che lui ha sentito per cui tu, Maria, saresti la madre di Dio, ha dell’incredibile: non riesco a pensare che abbiano inventato una simile sciocchezza”.

Lo credo, caro Giuseppe. Altro che madre di Dio…! Tu ricordi bene che fatica abbiamo fatto ad allevare la nostra famiglia: cinque figli e due figlie, tu in bottega e io in questa casa, nella strada, a lavorare, a rammendare, a cucinare… E poi questo Gesù che era una testa calda. Ricordi quel giorno in cui uscimmo tutti per fermarlo perché non si mettesse nei guai come il Battista? 

E io sarei la madre di Dio!?! Che bestemmia! Che delirio. Il profeta Osea ci insegnò che Dio è Padre e Madre”.

Eccome, Dio è Padre e Madre”, disse Giuseppe, “ma Dio non ha madre perché è l’origine di tutta la vita”.

Ma, guarda Giuseppe: io ho una infinita fiducia. Infatti le Scritture sono come un albero che fiorisce e trovano sempre lettori e lettrici onesti. Vedrai che questa menzogna verrà smascherata”.

Però, cara Maria, Gesù sta ritardando… e il suo viaggio si prolunga eccessivamente…”.

Giuseppe, non essere così ansioso: Dio ha sempre vegliato, custodito, accompagnato questo nostro figlio nei giorni della vita terrena. Vuoi che lo abbandoni ora? 

Si vede che Gesù fa tardi perché ha trovato tante imposture da smascherare… aveva in testa di fare come fece a Gerusalemme, rovesciando i tavoli dei mercanti del Tempio. 

Se ricordo bene, mi ha accennato ad un posto dove si trova un sinedrio imperiale, una “città santa” con dei sacri palazzi…”.

Hai ragione, Maria, da qualche giorno lo sentivo ripetere: “Vaticano, Vaticano, Vaticano” e poi citava il profeta Geremia: “Ne avete fatto una spelonca di ladroni”. Ora capisco…”.

Caro Giuseppe, anche qui nel mondo della Risurrezione Gesù resta quel figlio che generammo in quella dolce notte d’amore. E’ un profeta appassionato. 

Il suo fuoco non si spegne perché è il fuoco di Dio che arde nel suo cuore

Io, intanto, ora sono contenta di essere la tua sposa e la madre di questa bella famiglia… 

Altro che madre di Dio!”.


venerdì 22 dicembre 2023

PER LE FESTIVITA' NATALIZIE CHE STANNO INIZIANDO

 Luca 1,39-45

Visita di Maria a Elisabetta
39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, 40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo, 42 e ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! 43 Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me? 44 Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. 45 Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento».

 Un approccio corretto al testo , anzi ai vari testi natalizi

Da questi giorni fino all'epifania la liturgia ci racconta , a più puntate, Il dono che Dio ha fatto all'umanità attraverso la persona, la vita e il messaggio di Gesù con modalità letterarie edificanti. Chi pensasse che questi brani sono storie vere, cronache prendrebbe un abbaglio.

Ovviamente, non si tratta di cronaca storiche ma di miti e leggende teologiche che hanno lo scopo di porre la nostra attenzione sul messaggio di Gesù. Dunque, un primo passo importante può essere compiuto come un accostamento a questi testi  rispettandone il loro genere letterario.

 Elisabetta e Zaccaria sono due personaggi leggendari, costruiti da Luca che vuole dimostrare la superiorità di Gesù rispetto al Battista. In ogni caso, Luca rende spettacolare e miracolosa la nascita del Battista, che viene alla luce da genitori che erano oltre l'età fertile, una replica della storia di Abramo e Sara. La nascita di Gesù viene inventata in modo ancor più spettacolare, essendo figlio di una vergine messa incinta dallo spirito santo, cioè da Dio stesso in funzione di padre... racconti, La leggende e miti di questo genere abbondano in molte tradizioni religiose antiche.

 Il nostro problema come credenti non è tanto di sbarazzarsi dei miti, quanto di non prenderli alla lettera come è avvenuto per secoli e come avviene ancora nella predicazione di molti vescovi e preti in queste feste natalizie; compreso il Papa Francesco che ha mille doti ma non è certo un campione sul terreno dell'interpretazione biblica.

 Una cosa è la storicità di Gesù di Nazareth e la intramontabile forza del suo messaggio; ben altro è il genere letterario con cui si narrano la sua nascita e altri momenti della sua vita.

 Maria ed Elisabetta 

Ciò che il Vangelo di Luca con grande arte narrativa, ci racconta oggi non è un fatto storico, ma queste due donne sono l' espressione, attraverso il racconto mitologico, di chi sa accogliere i doni di Dio per compiere nella propria vita una missione.

 Queste persone, costruite mitologicamente diventano per noi testimoni, invito a rispondere alla chiamata di Dio mettendoci in movimento con audacia e fiducia. Il mito di Maria ed Elisabetta testimonia una singolare capacità di affrontare l'ignoto con totale fiducia in Dio.

Tra storia e mito non c'è conflitto.


Tutti i racconti della nascita e dell'infanzia che leggeremo nei Vangeli di Matteo e di Luca nei primi due capitoli, sono molto diversi tra loro ma celebrano il dono di Dio che è Gesù di Nazareth.

 Per gli studiosi della Bibbia come Barbaglio, Kung, Ortensio da Spinetoli, Lenaers, Spong….. è chiaro da molto tempo  che Gesù nasce a Nazareth in Galilea nella numerosa famiglia di Maria e Giuseppe. Non c'è nessuna vergine madre come non c'è nessun padre putativo. Maria e Giuseppe sono genitori reali.

La data esatta della nascita di Gesù non ci è nota.

 Il mito non è fatto per smentire la storia, ma per avvolgerla e sollevarla in una luce spirituale, che illumini e metta al centro la persona e il messaggio che i racconti vogliono proporre nella nostra vita di fede.


 Alcuni accenni di storia


 Il giorno 25 dicembre è stato scelto nel IV secolo, certamente certamente dopo il Concilio di Nicea del 325 per fare di Gesù il sostituto del dio "solis inviti" ( solstizio d'inverno) ricordando che Gesù è il sole che vince ogni notte.

 Abbiamo notizie per la prima volta del Natale nel calendario delle feste del cronografo romano di Dionisio Filocalo dell'anno 354….”, come Documentai  molto ampiamente nel mio libro "Più grande del nostro cuore", edizione Tempi di Fraternità 1987 da pagina 11 a pagina 16.

 La festa si diffuse molto lentamente tanto che l'imperatore Giustino secondo ( 565-578) si vide costretto ad imporla per tutto l'impero romano.  Evidentemente ai cristiani interessava poco festeggiare la nascita; a loro premeva seguire le tracce di Gesù.

 

Rigenerare i valori tradizionali


 Tutto questo discorso non vuole affatto spegnere in noi la poesia della festa o eliminare quei profondi valori che la tradizione Cristiana e culturale, anche a livello popolare, ci ha trasmesso.

 E' esattamente il contrario: si vuole rilanciare tutti gli aspetti positivi della festa natalizia in netto contrasto con la crescente banalizzazione che tutto profana con la superficialità e il mercato.

 La Sosta dal lavoro, le gioie del riposo e della convivialità, i canti della festa Il silenzio e la preghiera, il tempo per allacciare o approfondire i rapporti di parentela o di amicizia, la contemplazione della natura, dei suoi colori e delle sue voci, la dolcezza della notte e la timida estasiante ripresa del Sole, la meraviglia del Creato…. tutto questo è tesoro da non perdere, sorgente di vita personale e comunitaria.

 Sono valori da riscoprire e dar approfondire per amare i nostri giorni, impreziosirli di interiorità e di relazioni calde e costruttive.


Annotazione preziosa


 Voglio assicurare che queste considerazioni oggi sono patrimonio di un grande numero di teologi, teologhe e biblisti. Forse è abbastanza chiaro, almeno a me, perché non le comunico comunichino con chiarezza nella predicazione.

Se ti Inoltri su questi terreni diventi pericoloso per l'istituzione e poco gradito coloro che non vogliono essere disturbati nelle loro nicchie devozionali.


Franco Barbero  comunità cristiana di base

Pinerolo 22 dicembrec 2023

martedì 19 dicembre 2023

MANGIARE DIO

Mangiare Dio

Questo libro è una “storia dell'eucarestia”, opera molto  documentata di Matteo Al Kalak, Einaudi Editore, pagine 240, euro 28.

L’Autore è docente di storia moderna e di storia del Cristianesimo all'Università di Modena e Reggio Emilia.

La pratica di mangiare Dio scandalizzò molti pagani e molti cristiani, produsse contese e contestazioni quasi irremovibili, questioni oggi quasi incomprensibili. L'Eucarestia resta un Sacramento dai mille passaggi.

Il libro documenta aspetti ridicoli, contese teologiche in maniera documentata e  situata nelle contese delle varie correnti. Bisogna leggere per capire la storia in cui intervengono molti fattori. 

Al lettore sembra impossibile che le diverse posizioni abbiano cercato, appoggio nel miracolismo, nelle interpretazioni mistiche e soprattutto nelle elaborazioni di menti in cui lumeggia l'ignoranza totale delle Scritture. Si noti che la rigorosa esegesi dei passi è totalmente ignorata e prevale una visione molto materiale della presenza di Gesù in cui la fede, per un credente adulto, ha bisogno di riferimenti completamente diversi che qua e là compaiono ma vengono rimossi e allontanati dalle gerarchie che preferiscono mantenere nelle loro incompetenze teologiche, una disputa dominata da fattori fisici, psichici e visionari. In ogni caso la lettura di questo libro fornisce uno sterminato panorama di dispute, molte delle quali prive di riferimento alla Scrittura.

Franco Barbero, 19/12/2023


martedì 7 novembre 2023

CONDIVIDO

 La mamma di Gesù era solo la mamma di Gesù

Basta leggere i vangeli con un po' d’attenzione per rendersi conto che la mamma di Gesù era solo la mamma di Gesù, nient'altro che la mamma di Gesù. Credo che molti sacerdoti lo sappiano, anche il papa immagino lo sappia.  Ma non si può dire, si rischia di perdere milioni di fedeli, si rischia di vedere deserti i grandi santuari dedicati alle tante Madonne. Nessuno andrebbe più a Lourdes, a Fatima, al santuario di Guadalupe, al santuario di Loreto, nessuno per ottenere una grazia chiederebbe alla Madonna di intercedere presso il figlio (ma che significa? Il figlio per intervenire ha bisogno che glielo chieda la mamma?). Non si può dire. E' necessario continuare a credere che la mamma di Gesù sia una sorta di dea. Eppure Gesù non pronuncia una sola parola per far capire agli apostoli che la sua mamma sia qualcosa di diverso da una semplice mamma. Anzi, alle volte tratta la madre con un certo distacco. L'unico momento in cui Gesù sembra dare importanza alla sua mamma è quando, in agonia sulla croce, come se stesse tranquillamente conversando e non soffrendo pene atroci, dice a Maria: “Donna, ecco tuo figlio”, riferendosi a Giovanni. Ma siamo sicuri che Gesù davvero pronunciò quelle parole? Sicuro che nelle tremende condizioni in cui si trovava, aveva la forza di parlare e di farsi sentire?
Renato Pierri


Risposta di don Franco Barbero

Caro Renato,

certo, Maria era solo la mamma di Gesù e di almeno altri 6/7 figli e figlie che, chi conosce la Bibbia, trova già nei Vangeli a partire da Marco. Coloro i quali che sostengono che questi erano "cugini" e non figli veri sono ingannati da quei teologi che devono difendere i  dogmi. Basta saper leggere bene il testo greco e queste fandonie svaniscono.

Giuseppe non era un ossessivo asceta, ma un marito attivo affettuosamente e sessualmente.

Come si avvicina il Natale, la predicazione e i catechismi ribadiscono i dati della tradizione dogmatica. Certo, molti preti sanno bene queste cose, ma il comodo di una sistemazione ecclesiastica e lo stiperndio inpediscono di parlare chiaro secondo il dato storico. 

Natale, a parte l'esplosiomne commerciale che cosa ha ancora di cristiano? La festa di Natale che nacque dopo i secoli IV e V, ci pone davanti un bellissimo mito, una leggenda piena di significati: Dio ci manda sempre dei profeti .

La tragedia è che qui anche, i miti bellissimi e ricchi di  significato vanno letti e interpretati con intelligenza. Passare dal mito alla cronaca e al dogma significa gettare via il Vangelo e compromettere la fede. 

Sono sicuo che sopporteremo questa farsa liturgica e catechistica del natale che ogni anno si ripete sempre in peggio. La fede nel Dio di Gesù e negli insegnamenti veri che i miti ci trasmettono troveremo la forza di sopportare questa idiozia natalizia, tanto quella ecclesiastica quanto quella ccommerciale. Non è la capanna di Betlemme, mai esistita, ad interessarci, ma il cammino e la vita di Gesù, il maestro che Dio ha donato a noi e al mondo per una vita nuova.

Franco Barbero

lunedì 6 novembre 2023

L'ALTRO GESU'

 ".......Forse dovremmo riconoscere che l'interesse dogmatico per Gesù che domina degli ambienti teologici ed ecclesiastici non dice nulla all'uomo di oggi perché non offre alcuna significazioni per la sua vita. 

Il Gesù propinato in formule dogmatiche corrisponde a un tipo di uomo, di cultura e di società diversa da quella attuale .Oggi  l'interrogativo su Gesù   va di pari passo con quello sulle scelte della propria vita, sul senso e non senso del vivere quotidiano; altrimenti il problema Gesù non ha più nulla da dire.

O passiamo, come Paolo, al mondo dei pagani assumendone linguaggio, cultura, problemi, con tutto il loro spessore, lasciamo da parte disquisizioni d'ortodossia, accettando la vita in tutto il suo fluire oppure ci rinchiudiamo nella torre d'avorio del Gesù dogmatico , fedeli ad una ad una dottrina in tutte le sue minuziose articolazioni, ma senza assolvere nel mondo la missione urgente di un annuncio di liberazione". 


Tratto da :J.R.Guerrero, L'altro Gesù, Borla Ed. pgg.315-316


domenica 20 agosto 2023

COME HANNO COSTRUITO IL MITO MARIANO

 Benedetto XVI, nell’Udienza Generale del 2 gennaio 2008, disse: “Dopo ampia discussione, nel Concilio di Efeso del 431... venne solennemente confermata, da una parte, l’unità delle due nature, quella divina e quella umana, nella persona del Figlio di Dio (cfr DS, n. 250) e, dall’altra, la legittimità dell’attribuzione alla Vergine del titolo di Theotokos, Madre di Dio (ibid., n. 251). Dopo questo Concilio si registrò una vera esplosione di devozione mariana e furono costruite numerose chiese dedicate alla Madre di Dio”. Non possiamo fare a meno di domandarci: “Come mai Gesù non fece sì che questa devozione cominciasse da subito? Perché insegnò ai discepoli a pregare il Padre nostro e non anche la Madre nostra? Come mai dai discorsi di Gesù non trapela assolutamente la posizione eccelsa di Maria, “Madre di Dio”? Eppure l’occasione ci sarebbe stata. Nel Vangelo, Gesù tratta la madre persino con un certo distacco, quasi a non volerla coinvolgere nella sua missione, unica e irripetibile. Quando la madre nell’episodio della Nozze di Cana, essendo lei incapace di provvedere ai bisogni dei commensali, si rivolge a Gesù, lui risponde: “Che vuoi da me, o donna?” (Gv 2,4). Quando dicono a Gesù: “Ecco: tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e chiedono di parlarti” (Mt 12, 48), egli risponde: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?... Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre” (Mt 12, 49 – 50). E dire che proprio la madre aveva fatto la volontà del Padre, ma lui non dà agli apostoli l’impressione che si tratti di persona eccezionale. E’ una mamma, nient’altro che una mamma. A tal punto una semplice mamma da non capire neppure ciò che il figlio dodicenne diceva: “«Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, addolorati, ti cercavamo!». Ma egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?». Essi però non compresero ciò che aveva detto loro” (Lc 3,48 – 50). Gesù parla di sé, parla del Padre, mai della madre: “Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me” (cf Gv 14). In Giovanni (solo in Giovanni) Gesù, sulla croce, ha un pensiero per la madre straziata dal dolore: “Gesù, dunque, visti la madre e presso di lei il discepolo che amava, dice alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Quindi dice al discepolo:«Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo la prese in casa sua”. (Gv 19, 26 – 27 ). E da quell’ora, per parecchio tempo, nessuno diede grande importanza a Maria.

Renato Pierri

sabato 1 aprile 2023

ELABORAZIONE DEL GRUPPO RICERCA DI TORINO

 Chi è Gesù per Luca ?


Opera in due volumi,

sul modello delle biografie ellenistiche,

volta a dimostrare “l'esemplarità della vita di Gesù, così come quella della Chiesa”

e dimostrare che il movimento dei seguaci di Gesù non era una “minaccia per l'ordine sociale” e avrebbe meritato un migliore trattamento da parte del governo”

Correzione di Marco?


I racconti della nascita solo in Lc e Mt

Nei grandi personaggi la nascita è evento straordinario che prefigura la eccezionalità del personaggio.

Similitudini Mt/Lc: nascita verginale/a Betlemme. Differenze (genealogie,Mt annuncio a Giuseppe e non a Mari; Mt.: fuga in Egitto, Magi, Lc pastori).

Annuncio angelo: “figlio dell'Altissimo e re per sempre” 1,32.33 “figlio di Dio 1,35.

Battesimo: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” citazione da AT: Sal 2,7 “Voglio annunciare il decreto del Signore, Egli mi ha detto “Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato...” salmo di intronizzazione del re di Israele che richiama 2 Sam 7, 14 profezia di Natan a Davide di discendente che instaura regno stabile per sempre: “Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio” in senso di figlio adottivo, non biologico; richiama Is 42,1 “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio” (figura di instauratore del diritto e giustizia nella terra): in G si riuniscono le figure profetiche del figlio regale e del Servo.

In Lc genealogia risale ad Adamo, “figlio di Dio

Riconoscimento come Figlio di Dio dai dèmoni 4,34; 4,41; 8,28;

Cosa vuol dire “figlio di Dio” in un contesto giudaico (no filiazione fisica; popolo ebraico, re unto, elezione, investitura, attribuzione di particolare missione). “...Figlio di Dio” non significa altro se non l'uomo Gesù in quanto morto e resuscitato, in quanto avente peso salvifico per tutti gli uomini, in quanto centro del progetto di Dio. (Barbaglio)


Gesù profeta:

- Lc 1,5... nascita di Giovanni ricalcata sul racconto di Samuele I, 1-2 Storia di Zaccaria ed Elisabetta sterile che partorisce Giovanni in modo straordinario ricalca storia di Elkanà ed Anna sterile (l'altra moglie Peninnà ha figli) che fa voto e ottiene nascita di Samuele (termine con cantico di Anna da cui Magnificat);

- 4,16... discorso nella sinagoga di Nazaret, riferimento a Is 4,18, ad Elia ed Eliseo: profeta portavoce di Dio che richiama il popolo perché ritorni a Dio

ma Elia ed Eliseo sono mandati ai gentili perché Dio ha pronunciato il suo giudizio contro di loro per avergli voltato le spalle. Così Gesù è rifiutato da Nazaret.

uuki- 7,16 risuscita la figlia della vedova di Nain v. miracolo di Elia in I Re 17,17 e acclamazione della folla. “e lo consegnò alla madre”.

- pianto su Gerusalemme che uccide i profeti (13,32-34)

- 24,47 Il profeta rifiutato dalla sua gente, la missione si rivolgerà ai gentili, a tutti i popoli della terra.


Gesù Messia, Cristo

Proclamazione di Pietro 9,20 “Il Cristo di Dio” (messia, unto)

Proclamato re all'ingresso in Gerusalemme 19,38 dove si cita Sal 118

Davanti a Pilato 23, 3

Capo di accusa sulla croce 23, 38

Emmaus: attesa dei discepoli 24,21attesa della liberazione di Israele fallita; “noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele” spiegazione di Gesù 24, 26-27 “non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria? E cominciando da Mosé e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le scritture ciò che si riferiva a lui”; messia sofferente preannunciato dalle scritture.

Mandato finale ai discepoli 24, 46-47

In Atti discorso di Pietro a Pentecoste: all'inizio “Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli...che Dio stesso operò fra voi per opera sua... 2,22 conclusione con la proclamazione: “Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso” 2,36

Idem in At 5,30.31 discorso di Pietro davanti al Sinedrio “Il Dio dei nostri Padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati”

At 13, 32-33 discorso di Paolo nella sinagoga di Pisidia

L'esaltazione d Gesù con la resurrezione, contrasta con la dichiarazione angelica di Lc 2,11 (sono due tradizioni diverse)

Conclusione: Gesù uomo, grande profeta, messia inviato da Dio per la liberazione dei popoli (di tutti), liberazione per la sua resurrezione (e non per la sua morte) che dovrà soffrire per imperscrutabile disegno divino, preannunciato dalle scritture.


Testi di riferimento:

Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci, 2018, Gesù, il profeta rifiutato,. Il vangelo secondo Luca.

Romano Penna, Le molteplici identità di Gesù secondo il Nuovo Testamento, Claudiana, 2021

Mie annotazioni da vari testi.

 Testo redatto da Guido Allice

giovedì 26 gennaio 2023

PER NON CONTAMINARSI TEOLOGICAMENTE

Quando scrissi tanti anni fa il libro "Fuori dal  mondo non c'è salvezza" (Edizioni Qualevita, una rivista che leggo volentieri con l'Agenda dei giorni nonviolenti) gli Editori s'accorsero delle "eresie" cristologiche contenute da pagina 59 a pagina 99 e il libro scomparve dalla "segnalazione" della editrice stessa. 

Di tutto puoi scrivere ma non toccare i dogmi!

In realtà ho toccato in quelle pagine  scottanti, con una documentazione rigorosa, dei "temi" proibiti e, per salvare la rivista, posso condividere la censura. 

Chi volesse leggere queste pagine "proibite" richieda il volume telefonando al 3402441530.

Oggi, padre Spadaro, ha lanciato in TV il suo libro, con tanto di prefazione di papa Francesco. Ha inneggiato ai nuovi linguaggi, ma Giusepe e Maria non hanno fatto l'amore.

Sapete qual è il rischio? Che si adoperino linguaggi veri, che ridicano il dogma in termini suggestivi e moderni, ma i dogmi sulla verginità di Maria e sulla divinità di Gesù, "vero Dio e vero uomo" restino intatti e si dà l'impressione di veri cambiamenti. 

Franco Barbero 

mercoledì 25 gennaio 2023

LA FEDE CRISTIANA RIDOTTA AD UN PACCHETTO DI DOGMI

 "Da Bachofen: che il mito è l'esegesi di un simbolo e che questa esegesi può avvenire solo in forma di racconto. I nostri teologi , invece, sanno raccontare così poco , che hanno trasformato  la novella di Gesù, così fantastica e lieve, in un symbolom, che per essi significa "credo" - cioè in un pacchetto di dogmi".

Giorgio Agamben, Quel che ho visto , udito, appreso...

Einaudi Ed, pag,41, Euro 12.

giovedì 19 gennaio 2023

IL BISOGNO DI UN' ARTE NUOVA

 il Papa ha scritto un invito ad una nuova arte per esprimere la fede. C'è un bisogno enorme di un'arte nuova, che rispetti la storia del Nazareno.

 Forse tra gli artisti e le artiste ed esegesi storico- critica non esiste un rapporto solido e argomentato, ma è già un primo passo.

Ecco alcune delle parole di Papa Francesco:

“ Come parlare di Gesù? Quale linguaggio usare? Come presentare questo personaggio che ha cambiato la storia del mondo? E' una delle sfide del libro.

 Certo non con il linguaggio dell'abitudine. Il linguaggio della vera tradizione è vivo, vitale, capace di futuro e di poesia. Il linguaggio dell'abitudine è invece stantio, noioso, cerimonioso, ovvio.

La Chiesa deve stare attenta a non cadere nella trappola del linguaggio banale, delle frasi che si ripetono in modo meccanico e stanco.

Il Vangelo deve essere fonte di genialità, di sorpresa, capace di scuotere nel profondo. Il peggio che possa accadere è tradurre la potenza del linguaggio evangelico in zucchero filato: attutire l'impatto delle parole, smussare gli angoli delle frasi, addomesticare il senso del discorso.

 Quanto sono importanti le parole! Gli artisti, gli scrittori, proprio per la natura della loro ispirazione, sono in grado di custodire la forza del discorso evangelico.

 Oggi risuona nel mondo un"eco di piombo", per usare un'espressione del poeta gesuita Gerard Manley Hopkins.

Faccio un appello: in questo tempo di crisi dell'ordine mondiale, di guerra e i grandi polarizzazione, di paradigmi rigidi, di gravi sfide a livello climatico ed economico abbiamo bisogno della genialità di un linguaggio nuovo, di storie e immagini potenti, di scrittori, poeti, artisti di capaci di gridare al mondo il messaggio evangelico, di farci vedere Gesù". 


Da inserto Robinson di Repubblica 14 gennaio



Nota bene: Su questo punto abbiamo molto approfondito in comunità e spero di poter scrivere nei prosssimi mesi alcune riflessioni guardando al futuro.
Buona giornata 
Franco Barbero

martedì 27 dicembre 2022

IL FASCINO DEL VERO DIO PREVALE, BAMBINO O NO

Molti hanno seguito - penso - il dialogo tra Michela Murgia e Vito Mancuso.

Sinceramente mi ha coinvolto di più, con i suoi limiti, il percorso di Michela Murgia che, almeno se ho letto bene non fa di quel bambino un Dio.

Sempre oscillando tra eresia e ortodossia, alla fine quasi tutti tornano nel giardino dell'ortodossia, come fa Vito Mancuso con il suo "Ecco chi è il vero Dio bambino". Dunque vero Dio, bambino o meno!

Nella casa dell'ortodossia, sia pure con qualche ondeggiamento, si sta sempre meglio.

Franco Barbero

giovedì 22 dicembre 2022

L'ALTRO GESU'

 "Forse dovremmo riconoscere che l'interesse dogmatico per Gesù che domina negli ambienti teologici ed ecclesiastici non dice nulla all'uomo d'oggi perché non offre alcuna significazione per la sua vita. Il Gesù  propinato in formule dogmatiche corrisponde a un tipo  d'uomo, di cultura e di società diverso da quello attuale. 

Oggi l'interrogativo su Gesù va di pari passo con quello sulle scelte della propria vita, sul senso è il non senso del vivere quotidiano; altrimenti il problema Gesù non ha più nulla da dire.

O passiamo come Paolo, al mondo dei pagani assumendone linguaggio, cultura, problemi con tutto il loro spessore, lasciando da parte acquisizioni di ortodossia, accettando la vita in tutto il suo fluire, oppure ci rinchiudiamo, nella torre d'avorio del Gesù dogmatico, fedeli a una dottrina in tutte le sue minuziose articolazioni, ma senza assolvere nel mondo la missione urgente di un annuncio di liberazione".


J.R. Guerrero, L'altro Gesù, Borla Editore Pgg.315-316


martedì 20 dicembre 2022

GRAZIE : SIAMO NELLA STESSA BATTAGLIA

 Non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete;

né per il vostro corpo, di cosa vi vestirete …” (Matteo 6, 25)

Diceva lo scrittore Mark Twain: “Quando sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro: esplora, sogna, scopri”.

Sembra l’esortazione che Dio, tramite Gesù, rivolge a tutte e a tutti noi:

Gesù non è nato in una grande città, ma nella periferia di un villaggio della Giudea o addirittura di Nazar (a 11 km da Nazareth in Galilea), territorio malvisto dall’élite religiosa del tempo perché abitato solitamente da persone poco avvezze a frequentare il tempio e a dare la decima. Pertanto è nato nella periferia di un villaggio di periferia di una regione sospetta, che ha fatto dire a Natanaele (Giovanni 1, 46): Ma cosa può venire di buono da Nazareth ?. Inoltre, già alla nascita, è stato perseguitato insieme ai genitori ed è stato un rifugiato “politico”; Egli stesso ha detto di sé che “non aveva dove posare il capo” (Matteo 8, 20) per la precarietà della sua vita; è stato un disubbidiente della legge e uno che ha auspicato un capovolgimento dell’esistente (conversione = cambiamento di prospettiva = termine squisitamente politico!), un capovolgimento talmente estremo da essere condannato a morte dalle autorità come sovversivo.

Insomma, Gesù durante la sua vita non ha mai vissuto per salvaguardarsi, ma per annunciare al mondo la sua verità, la Verità del Vangelo, che chiede un cambiamento radicale e nonviolento di questo mondo fatto di violenza, di inganni, di ingiustizie, di odio, di invidia, di discriminazioni, di asservimento verso uomini spesso meschini che approfittano della loro forza per reprimere i più deboli. E la sua non è una verità qualunque, ma è la Verità di Dio !

Una verità che deve spingere la/il credente a cercare, ad approfondire, a non fermarsi, a non pietrificarsi col pensiero, a non accontentarsi di ciò che vede e che il potere o la tradizione o i tabù dicono che sia vero, a scoprire sempre nuovi orizzonti, ad incoraggiare altre e altri a fare lo stesso nella libertà e nella voglia di cambiamento, avendo alla base l’amore e il rispetto per il prossimo.

In altre parole: il credente deve sognare e lottare per la realizzazione di questo sogno, anche se l’intervento decisivo sarà quello del Signore; deve lottare per la trasformazione dell’esistente aborrendo questo mondo malato e lontano da Dio.

La Chiesa conformista, ubbidiente agli ordini anche assurdi del potere, che accetta le guerre, che accetta i compromessi della “realpolitik”, che non sogna “attivamente”, che non lotta per il cambiamento e la verità, che vuole farsi ammirare da chi conta dimenticando la forza imponente dell’amore e della lotta nonviolenta senza accomodamenti, rischia di essere, seppur involontariamente e nonostante magnifiche parole e riti solenni, un anticristo lontano dalla vera volontà divina.

Pertanto, il nostro augurio è che ciascuna e ciascuno di noi sia portavoce veritiero di quel Cristo, che è nato perché fossimo profeti di Amore, Giustizia, Libertà e Verità.

da Gudrun, Michele e Nino Gullotta

domenica 18 dicembre 2022

CONVERSAZIONE TRA MARIA DI NAZARET E GIUSEPPE SUO SPOSO

 CONVERSAZIONE NELL’ALTO DEI CIELI


“Sentite, sentite”… e ride a crepapelle. E’ Gesù che si prepara a fare una visitina sulla terra: “Vado e torno: ciao papà, ciao mamma, ciao Giacomo, Joses, Giuda, Simone, Debora e Rut…”.

Giuseppe dice a Maria: “Lo vedo un po’ teso… che ne pensi?”. “Anch’io lo vedo agitato e sta mattina mi ha confidato che ha saputo da Nazareth, il nostro bel villaggio con il quale ha sempre tanti contatti, che sulla terra succedono cose strane e che si dicono tante stupidaggini sulla nostra famiglia”.

Pensa, Giuseppe, io avrei concepito il nostro Gesù restando vergine (ride e si piega in due), tu saresti stato un vecchietto ormai impotente o castrato e lui ora sarebbe la seconda persona di una cosa che chiamano “la trinità”, una specie di triangolo sacro, un trio divino… 

E non basta, Gesù avrebbe fondato una religione che si chiama non so bene se papalesimo, marianesimo, cattolicesimo o cristianesimo…”.

Ti capisco bene, Maria: c’è davvero da preoccuparsi. E noi non saremmo più quegli ebrei di Galilea? E questo figlio sarebbe addirittura diventato Dio? Sfido che sta mattina era piuttosto triste. Lui si è sempre indignato contro i fabbricatori di inganni e di menzogna… Io ricordo ancora i suoi discorsi mentre lavoravamo in bottega a Nazareth… 

Discuteva sempre con Giacomo e con Debora. Io li ascoltavo con piacere. E ti ricordi, Maria, come pregava? Però ho sempre pensato che lui, come temevi tu, sarebbe finito male…”.

Eh si, amore mio, caro Giuseppe, ne abbiamo davvero passate tante… fino alla croce; però Dio, il nostro Dio, lo ha salvato ed eccoci qui tutti riuniti nella Sua Casa Eterna…”.

Ora questa diceria che lui ha sentito per cui tu, Maria, saresti la madre di Dio, ha dell’incredibile: non riesco a pensare che abbiano inventato una simile sciocchezza”.

Lo credo, caro Giuseppe. Altro che madre di Dio…! Tu ricordi bene che fatica abbiamo fatto ad allevare la nostra famiglia: cinque figli e due figlie, tu in bottega e io in questa casa, nella strada, a lavorare, a rammendare, a cucinare… 

E poi questo Gesù che era una testa calda. Ricordi quel giorno in cui uscimmo tutti per fermarlo perché non si mettesse nei guai come il Battista? E io sarei la madre di Dio!?! Che bestemmia! Che delirio. Il profeta Osea ci insegnò che Dio è Padre e Madre”.

Eccome, Dio è Padre e Madre” disse Giuseppe, “ma Dio non ha madre perché è l’origine di tutta la vita”.

Ma, guarda Giuseppe: io ho una infinita fiducia. Infatti le Scritture sono come un albero che fiorisce e trovano sempre lettori e lettrici onesti. Vedrai che questa menzogna verrà smascherata”.

Però, cara Maria, Gesù sta ritardando… e il suo viaggio si prolunga eccessivamente…”.

Giuseppe, non essere così ansioso: Dio ha sempre vegliato, custodito, accompagnato questo nostro figlio nei giorni della vita terrena. Vuoi che lo abbandoni ora? Si vede che Gesù fa tardi perché ha trovato tante imposture da smascherare… aveva in testa di fare come fece a Gerusalemme, rovesciando i tavoli dei mercanti del Tempio. Se ricordo bene, mi ha accennato ad un posto dove si trova un sinedrio imperiale, una “città santa” con dei sacri palazzi…”.

Hai ragione, Maria, da qualche giorno lo sentivo ripetere: “Vaticano, Vaticano, Vaticano” e poi citava il profeta Geremia: “Ne avete fatto una spelonca di ladroni”. Ora capisco…”.

Caro Giuseppe, anche qui nel mondo della Risurrezione Gesù resta quel figlio che generammo in quella dolce notte d’amore. E’ un profeta appassionato. Il suo fuoco non si spegne perché è il fuoco di Dio che arde nel suo cuore. Io, intanto, ora sono contenta di essere la tua sposa e la madre di questa bella famiglia… Altro che madre di Dio!”.

Padre, perdona loro perché non sanno quello che dicono: “Hai davvero ragione, caro Giuseppe.... del resto, siccome Gesù l'abbiamo fatto insieme, tu saresti il padre di Dio. Cose da capogiro".

Franco Barbero



venerdì 16 dicembre 2022

TUTTO E' DONO

Sarebbe sbagliato pensare che  il popolo vedesse Gesù come un Dio , ma non c'è dubbio che molte persone sperimentarono in lui la presenza di una mente e di uno spirito che le intrigava e le destabilizzava,ma che allo stesso tempo le seduceva. Gesù rifletteva su di loro l'immagine di un Dio “umano”, che si prende cura della nostra debolezza, della nostra sofferenza e della nostra immensa miseria. Un Dio, dunque che umanizza amando è che rende più umani coloro che amano.

 Gesù si considerò sempre come un povero che aveva ricevuto tutto da Dio. Insegnò che siamo tutti, in fondo ,mendicanti di Dio e che viviamo solo grazie all'abbondanza dei suoi doni e alla gratuita del suo amore. Nessuno possiede nulla che non provenga da lui; e nessuno è “qualcuno” per se stesso; nessuno è superiore o più importante degli altri, perché tutti siamo superflui e provvisori. Gesù dirà: “ Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date” (Matteo 10,8).

Visto, dunque, che tutto ciò che siamo e che abbiamo viene da altrove abbiamo un unico “dovere”: ridare e condividere con gli altri ciò che per grazia Divina abbiamo ricevuto”.

Bruno Mori, Per un cristianesimo senza religione, Gabrielli Ed. pag 207

giovedì 15 dicembre 2022

I GUAI DEL DELIRIO DOGMATICO

 Il delirio dogmatico uccide la fede

Bruno Mori, Per un cristianesimo senza religione Gabrielli editori 2022 pagina 256 € 18,50.

Si tratta di un libro che, nella palude teologica italiana, porta un linguaggio chiaro e onesto e vuole demolire il castello dogmatico per dare vita ad una comunità di fede sulla via di Gesù.
Pur con qualche affermazione che mi lascia perplesso e dissenziente, come a pagina 138 dove "Dio non parla più attraverso le Scritture ma solo attraverso la realtà del mondo", l'Autore dimostra un approccio a parecchie questioni in modo semplicistico e scontato.
Così pure affermare che Gesù non appartiene a nessuna religione ed è al di sopra e al di là di ogni credenza e confessione, non mi trova in sintonia (pagina 226) ed oggi è assolutamente comprovato dalle ricerche che Gesù era un credente ebreo.
Che sia ridicolo considerarlo cattolico e fondatore di una chiesa (pagina 226) è ovvio, ma negare che il Nazareno sia stato un ebreo e che abbia avuto anche la sua parte di ignoranza (Tamayo-Barbero) e abbia preso qualche "abbaglio" (Barbaglio) e sia per molti versi interno alla cultura del suo tempo, è una acquisizione che il dialogo ebraico-cristiano ha evidenziato. 
Parecchie altre affermazioni perentorie in realtà nelle bellissime pagine del libro si sciolgono.
Chiaro e tondo qui sono il discorso cristologico e la descrizione del delirio dogmatico. Questo lascia il posto all'affermazione appassionata del mistero che è Dio.
Le affermazioni, le allusioni, le immagini circa il Dio mistero sono "parlanti" in queste pagine.
Qui il demolitore del castello e il costruttore della casa hanno in comune la ricerca e l'adorazione del mistero amoroso che è Dio. Certo, ben oltre quarant'anni fa, le nostre comunità andarono alla demolizione dell'impianto dogmatico con questo stesso stile costruttivo.
Per molti ovviamente, parecchie pagine di questo libro  sono totalmente note e acquisite da tempo, ma  per nessuno la lettura sarà inutile. 
Qui si sogna, si spera, si guarda avanti al cospetto e immersi nella realtà che parla del mistero che è Dio Amore. Il che rappresenta la solidità e la costruttività di queste pagine che raccomando ad una lettura aperta ed intelligente. 

Franco Barbero

martedì 13 dicembre 2022

RICORDANDO ANNA MARIA

 Anna Maria Bermond ora è felice tra le braccia di Dio. Anni fa aveva scritto questo racconto per la celebrazione del Natale in Comunità. Desideriamo riproporlo  perchè ha saputo unire  dolcezza e realtà storica. Con tanto affetto e riconoscenza la ricordiamo.


DALLA LEGGENDA ALLA REALTA' POETICAMENTE DESCRITTA

La nascita di Gesù di Nazareth


Maria si voltò adagio sulla stuoia: non voleva svegliare Giuseppe. Lo sentiva dormire accanto a sé, con quel respiro profondo e regolare che le infondeva un senso di calma dolcezza. Dalla porta aperta, appena schermata dalla tenda, entrava il profumo della notte, una brezza tiepida. Maria desiderò esser fuori, a guardare le stelle, a respirare il fresco della notte.

Si alzò, silenziosa come un'ombra, fu fuori, nel piccolo cortile bagnato dalla luce della luna. Sedette sulla pietra levigata, accanto alla porta. Si cinse con le braccia le ginocchia e vi appoggio il capo. Che pace, lì fuori! Ascoltava i piccoli rumori che ricamano il silenzio: lo scricchiolio di un ramo, una folata di vento tra gli ulivi, un grillo insonne.

Una quiete profonda era entrata in lei e, in mezzo a quel lago di quiete, una pozza di felicità. Felice, era. Perché?

Ripassò la sua giornata, i suoi lavori di giovane mamma, la cura del piccolo Giacomo, i preparativi sobri dei pasti. Dalla bottega accanto arrivava lo stridio della sega maneggiata da Giuseppe, i colpi di martello e il profumo del legno. A cena, Giuseppe aveva dei trucioli tra i capelli ricciuti e Giacomo gli si era arrampicato in grembo, a toglierli ad uno ad uno. Mentre ripuliva il tavolo, Maria aveva ripensato alla sua breve vita di sposa, a quel matrimonio combinato da suo padre, a come aveva temuto Giuseppe e il suo potere di uomo e di marito, a come, per farsi coraggio, avesse pensato che bastava avere pazienza come ogni donna.

Quanti anni erano passati? Due? Tre? Erano stati anni buoni: Giuseppe era stato dolce con lei, inaspettatamente tenero e la sua tenerezza non si era spenta con il passare dei giorni. Anzi... Amava parlare con lei, giocava con il loro bambino, a volte le leggeva dei brani dei Libri sacri, e ne parlavano insieme e lui la incoraggiava. “Non so nulla di queste cose... diceva Maria all'inizio sono una donna...” Ma Giuseppe sorrideva:

“Fammi sentire cosa pensa una donna: voglio impararlo...”. E piano piano Maria gli aveva aperto l'anima. Giuseppe non era più per lei solo il capo della casa, lo sposo a cui si deve obbedienza: era diventato il suo amico, il suo compagno di parole, di preghiere, di giochi.

Quella notte le aveva fatto una domanda che mai nessuno le aveva posto: “Come vorresti la tua vita? Come la sogni?”.

Si era smarrita; non era tutto già stabilito e chiaro? Era una moglie. Una mamma.

Avrebbe avuto altri figli, se Dio lo voleva.

Sarebbe invecchiata con Giuseppe. Lo avrebbe accudito. E infine sarebbe morta, come tutti.

Che altro? “Racconti una vita che sembra triste. Monotona.” aveva obiettato Giuseppe e un'improvvisa voglia di pianto aveva punto Maria.

“Che altro potrei fare?”, aveva chiesto con ansia.

Giuseppe la guardava con occhi saggi, pensosi: “Questa stessa vita che hai detto – aveva sussurrato quasi a se stesso – questa stessa vita diventa meravigliosa, se la condisci con l'amore...”.

“Amore per Dio?”, aveva chiesto Maria.

“Per tutto. Per tutti. Perché Dio è amore e, quando ami qualcuno o qualcosa, Dio è lì vicino a te, io credo”.

Il cuore di Maria aveva tremato. “Io desidero così tanto dare amore…” aveva confessato e lo scopriva lei stessa per la prima volta, si erano abbracciati a lungo, in silenzio. In silenzio avevano fatto l'amore, con una dolcezza, uno struggimento, un abbandono quale mai Maria aveva provato. Le pareva di conoscere realmente Giuseppe per la prima volta.

“Vorrei che questa notte tu mi avessi dato un figlio...”, gli aveva bisbigliato.

“Forse Dio ci farà questo regalo... E come se fossimo alla sua ombra, non trovi? Come se Lui fosse qui vicino e ci benedisse...”.

Giuseppe era scivolato nel sonno. Lei no. Ora se ne stava lì, nel cortiletto bagnato di luna, nell'incanto della notte. La speranza che dall'amore di quella sera nascesse un figlio, un figlio speciale, pieno di amore come si sentiva lei, stava diventando una quieta certezza. Maria alzò gli occhi verso il cielo stellato. “La mia anima è piena di gioia e di amore. Ti ringrazio, mio Dio! - bisbigliò commossa – tienimi ancora nella Tua ombra...”.

E restò lì fuori ancora un poco, a contemplare il lento moto della luna, in un turbamento pieno di dolcezza.

Anna Maria Bermond