Comprendete l'ora della tempesta e del naufragio, è l'ora dell'inaudità prossimità di Dio, non della sua lontananza. Là dove tutte le altre sicurezze si infrangono e crollano e tutti i puntelli che reggevano la nostra esistenza sono rovinati uno dopo l'altro, là dove abbiamo dovuto imparare a rinunciare, proprio là, si realizza questa prossimità di Dio perché Dio sta per intervenire e, vuol essere per noi sostegno e certezza.
Egli distrugge, lascia che abbia luogo il naufragio, nel destino e nella colpa; ma in ogni naufragio ci ributta su di Lui. Questo ci vuole mostrare: quando tu lasci andare tutto, quando perdi e abbandoni ogni tua sicurezza ecco, allora sei libero per Dio e totalmente sicuro in Lui.
Che solo ci sia dato di comprendere con retto discerminento le tempeste della tribolazione e della tentazione, le tempeste d'alto mare della nostra vita! In esse Dio è vicino, non lontano, il nostro Dio è in croce. La croce è il segno in cui la falsa sicurezza è sottoposta a giudizio e viene ristabilita la fede in Dio.
Da Riforma, 2 febbraio 2024
Questo messaggio di Dietrich Bonhoeffer ha una verità e una profondità insuperabili. E' il messaggio di chi non colloca Dio nei momenti in cui tutto sembra nella normalità di un cammino umano. Aderisco totalmente al messaggio ma trovo ambigua l'espressione Dio è in croce. Certo Dio è vicino a Gesù che è in croce, ma questo unire Dio e la croce ha dato luogo a molte ambiguità teologiche, a volte ad una divinizzazione di Gesù.
Sono abusi teologici delle chiese. Il messaggio autentico di Bonhoeffer è ben altro. In qualche modo Dio ci è vicino proprio negli attraversamenti più dolorosi della nostra esistenza. Sono poi le chiese che hanno abusato di Gesù e della croce e... a Nicea nel terzo secolo Gesù viene reso divino, anzi Dio.
Nei 23 dogmi cattolici Gesù è in larga misura definito e invocato come Dio. Gesù ci ha insegnato a pregare solo Dio. Resto fermamente ancorato a questa prassi di Gesù
Franco Barbero