Don Franco Barbero racconta
Storie, storiacce, storielle
Si tratta di quelle storie che il nostro
don Franco ci ha narrato a partire dal lontano 1967. In un primo tempo avevamo
pensato ad un libro che le raccoglesse tutte, ora abbiamo preferito ricavarne
una pubblicazione per questo blog.
Nella veste di intervistatore, a porre
le domande è Francesco Giusti, membro storico della Comunità di Pinerolo.
Troverete le ”Storie…” il mercoledì e il
sabato, un breve segmento ogni volta.
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9. L’esperienza della commissione
catechesi (anni ’80)
A
partire dagli anni ’80, con la nascita dei primi figli di persone delle
comunità di Pinerolo e dintorni, abbiamo sentito l’esigenza di trasmettere la
nostra esperienza di fede ai nostri bambini e ragazzi.
Per
preparare un incontro di catechesi si partiva da un mio testo che veniva
rielaborato dai genitori e animatori che facevano parte della commissione
catechesi (tra le persone più presenti in quel periodo ricordo Gisella,
scomparsa prematuramente, Maria Grazia, sua cara amica, Giorgio, Carla e
Cesare).
Negli
incontri di catechesi i bambini e i ragazzi erano coinvolti in modo attivo: i
passi del vangelo venivano letti e commentati insieme e spesso i ragazzi
facevano disegni per rappresentarli.
Questa
esperienza è stata documentata in 4 libretti (“Il padre e i fratelli”, “Il
vento di Dio”, “Lazzaro vieni fuori” e “Con Dio verso la libertà”), che raccolgono
alcuni dei materiali e delle riflessioni prodotti in questi anni.
Sono
state organizzate anche uscite di catechesi e festa in luoghi belli dal punto
di vista paesaggistico.
10. Da Medjugorje a Pinerolo
(1983)
Voglio narrarvi ciò che mi è capitato il 20
ottobre 1983. In quel periodo il "fenomeno" Medjugorje era già stato
smascherato da molti teologi e credenti. Lo stesso vescovo cattolico della
diocesi di Mostar in Jugoslavia, mons. Pavao Zaňić, aveva dichiarato: “Avevo
chiesto che i fatti di Medjugorje fossero liquidati e lentamente soffocati, ma
tutto è rimasto come prima. È una grande vergogna!”
Era evidente che si trattava di una operazione
guidata da persone sofferenti mentali. Oggi è difficile che una persona
credente adulta non abbia compreso l'inganno che è alla base di certe
"credenze" religiose.
Il 20 ottobre 1983 ero reduce da viaggi e
dibattiti in cui ero stato invitato da piccoli gruppi per parlare delle
apparizioni di Fatima, Lourdes e Medjugorje. A questi incontri in genere era
presente qualche contestatore, devotissimo di queste madonne. Ricordo che
nascevano dialoghi molto interessanti e molto vivi.
Come concordato in precedenza il pomeriggio del
20 ottobre 1983 il campanello della comunità ha suonato e quando ho aperto la
porta mi sono trovato davanti due uomini e una donna.
Il loro parlare mi è apparso subito chiaro e il
loro messaggio è stato altrettanto esplicito: "Non veniamo da questa
zona, ma portiamo a lei un messaggio direttamente ricevuto dal gruppo dei
'veggenti' della Madonna: se, entro 14 giorni non tornerà a recitare il rosario
quotidiano e non dichiarerà in pubblico che i messaggi della madonna sono
autentici, cessando di parlare contro Medjugorje, come prete sarà gravemente
punito, avrà un incidente che lo condurrà alla morte. Sono parole infallibili
di Maria, la madonna in persona ci ha comunicato queste parole, noi abbiamo
solo il compito di ricordargliele".
Giulio ed Emma, due membri della comunità di
base, piuttosto turbati da questo messaggio ma, totalmente increduli, hanno
cercato, senza successo, di dialogare, per approfondire e conoscere il contesto
e i particolari. I nostri tre ospiti volevano solo eseguire l'ordine della
madonna.
A dire il vero, personalmente non sono stato
turbato e ho dichiarato, con poche parole e un sorriso, che non accettavo
l'ingiunzione e che non sarei ritornato alla superstizione del rosario.
Ci siamo salutati non prima di aver fissato per
sedici giorni dopo un nuovo appuntamento, per il mio funerale o per la mia
smentita della "profezia della madonna".
Così è avvenuto: al sedicesimo giorno ci siamo
incontrati nella sede della comunità. Si sono presentati solo due dei
cosiddetti 'missionari di Medjugorje”.
Li ho accolti insieme ad Emma e Giulio e, superato il momento iniziale di
imbarazzo da parte loro, ho preso la parola con calma e cortesia, come avevo concordato con la mia comunità: “Anch'io ho un messaggio che
intendo affidarvi a voce e per iscritto. Cara Madonna, mi spiace che
qualcuno ti faccia giocare
questa parte disonesta e giochi sulla tua presenza. In ogni caso,
ti dico che,
se hai lanciato
questa minaccia, sei una gran bugiarda!".
Il vostro coltissimo e coraggioso vescovo
diocesano ha dichiarato che è tutto un’illusione.
Come vedete la vostra delirante
"profezia" della Madonna, è un’invenzione, una produzione delle
vostre fantasie e dei vostri cervelli malati, ormai degni di essere buttati
nella carta straccia.
Rivolgendomi ai due interlocutori di Medjugorje
ho dunque detto: “É finito il tempo di usare la religione per fare paura e
intimorire i fedeli. In ogni caso, siccome la citata madonna non è mai esistita
e voi la usate per in vostri affari, chiedete a Dio la forza di separarvi dalle
superstizioni. Maria quella vera, quella storica che con Giuseppe generò una
numerosa famiglia, e tra questi Gesù, è una persona concreta, credente in Dio e
non la statuina di gesso che persone mentalmente disturbate credono di vedere e
sentire nelle cosiddette apparizioni. Tutte le apparizioni sono il prodotto di
menti malate. Rispetto le vostre patologie mentali, ma fatevi curare. La
Maria vera è tutta un’altra realtà.”