venerdì 14 agosto 2026

 ESSERE POETI A GAZA


Le trincee della parola

Segno stancamente e non intervengo mai nei dialoghi, sarebbe meglio definirli risse che avvengono nei social sulle vicende israelo-palestinesi nella numericamente insignificante, ma animata comunità ebraica italiana, talvolta pacati e tolleranti, spesso sguaiati, aggressivi e ciechi, quelli che cercano di difendere la posizione indifendibile dello stato d'Israele. Non diverse, ma di segno opposto le esternazioni dei filopalestinesi, nel considerare, in comizi, convegni, articoli e libri la situazione medio orientale, dove la legittima critica trascende nell'inventiva e nell’insulto o nell'omissione, non sempre involontaria, di aspetti essenziali per comprendere la realtà di cui si parla.

Si tratta ormai di una reazione generalizzata che accompagna buona parte delle pubblicazioni che trattano le vicende mediorientali.

Non sfugge a questa sorte, anche questa piccola antologia di poeti gazawi.

E’ quindi con timore e tremore che un lettore doppiamente particolare, si avvicina a questi testi, se è come loro poeta ed ebreo. É un terreno minato e difficile che richiede una sorta di pulizia mentale prima di addentrarsi, per accogliere parole gravi che stanno tra la morte e la vita, di poeti che scrivono con una materia che non è fatta d'inchiostro, ma di sangue. Sono 10 persone, di cui ire onne, tue sono esuli da Gaza e due sono morte sotto le bombe israeliane. Il libro s'intitola:

Il loro grido è la mia voce - Poesie da Gaza

(Fazi editore, 2025)

Gaza ha prodotto e produce molta poesia che in prevalenza passa sui social e ha sottopelle quella simbolica, nazionale e collettiva del massimo scrittore palestinese, Mahamoud Darwish. È in prevalenza di giovani e ha carattere testimoniale e personale.

Haheillah, Torino, Luglio 2026

 Francesco

*Ecco la tabella aggiornata con gli incontri di agosto e settembre*

- *Domenica 16 agosto ore 10*: eucarestia (prepara Maria Grazia B.)

- *Domenica 6 settembre ore 10*: eucarestia (prepara Ines)

- *Martedì 15 settembre ore 18*: gruppo biblico in presenza a casa di Luca Prola per l'introduzione alla lettura di Giobbe. Sarà attivato anche il collegamento on line (solito link).

- *Domenica 20 settembre ore 10/17*: incontro cdb Piemonte in presenza (presso sede Opportunanda a Torino) e on line 

- *Martedì 22 settembre ore 18*: inizia il gruppo biblico on line.

- *Venerdì 25 settembre ore 17*: inizia il gruppo biblico in presenza.

Domenica 16 Agosto 2026 ci incontreremo alle ore 10 per la celebrazione dell'Eucarestia.

Sarà possibile collegarsi a partire dalle ore 9.45.
In allegato troverai il testo che seguiremo preparato da Anna Campora e M.Grazia

Il link per collegarsi è:


Un abbraccio
Anna C. e M.Grazia

EUCARESTIA DEL 16 AGOSTO 2026

 

G. Grazie, O Dio, che permetti di incontrarci!

La celebrazione dell’Eucarestia ci offre l’occasione di vederci, di pregarTi, di accogliere la Tua Parola nel nostro cuore e di scambiarci delle riflessioni sulla nostra vita.

Grazie, non tutte e tutti hanno il dono di una Comunità e per questo Ti benediciamo, Dio della Vita e dell’Amore.

La riflessione che vi propongo oggi è questa: la nostra, per vari motivi, è una Comunità che si ritrova online, questo cosa comporta? Cosa significa? Certamente è una situazione nuova che va capita e affrontata, ma che nonostante tutto ci dona Speranza.

 

G Iniziamo con l’ascolto del Salmo 71

 

FIDUCIA IN DIO IN OGNI SITUAZIONE DELLA VITA

 

1 In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.

2 Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.

3 Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!

4 Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio,
dal pugno dell'uomo violento e perverso.

5 Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.

6 Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno:
a te la mia lode senza fine.

7 Per molti ero un prodigio,
ma eri tu il mio rifugio sicuro.

8 Della tua lode è piena la mia bocca:
tutto il giorno canto il tuo splendore.

9 Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

10 Contro di me parlano i miei nemici,
coloro che mi spiano congiurano insieme

11 e dicono: "Dio lo ha abbandonato,
inseguitelo, prendetelo: nessuno lo libera!".

12 O Dio, da me non stare lontano:
Dio mio, vieni presto in mio aiuto.

13 Siano svergognati e annientati quanti mi accusano,
siano coperti di insulti e d'infamia
quanti cercano la mia rovina.

14 Io, invece, continuo a sperare;
moltiplicherò le tue lodi.

15 La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare.

16 Verrò a cantare le imprese del Signore Dio:
farò memoria della tua giustizia, di te solo.

17 Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.

18 Venuta la vecchiaia e i capelli bianchi,
o Dio, non abbandonarmi,
fino a che io annunci la tua potenza,
a tutte le generazioni le tue imprese.

19 La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo.
Tu hai fatto cose grandi: chi è come te, o Dio?

20 Molte angosce e sventure mi hai fatto vedere:
tu mi darai ancora vita,
mi farai risalire dagli abissi della terra,

21 accrescerai il mio onore
e tornerai a consolarmi.

22 Allora io ti renderò grazie al suono dell'arpa,
per la tua fedeltà, o mio Dio,
a te canterò sulla cetra, o Santo d'Israele.

23 Cantando le tue lodi esulteranno le mie labbra
e la mia vita, che tu hai riscattato.

24 Allora la mia lingua tutto il giorno
mediterà la tua giustizia.
Sì, saranno svergognati e confusi
quelli che cercano la mia rovina.

G. Non è stato facile per me scegliere i brani biblici inerenti alla riflessione che ho voluto proporre.

Ho scelto questi : Matteo cap 18,20-22

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".
21Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: "Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?". 22 E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

 

Atti degli apostoli cap 2, 42-47

Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. 43Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

 

PICCOLA RIFLESSIONE

 

Ogni volta che ci incontriamo online, mi pongo questa domanda: ”Ma questa è una Comunità anche se non si incontra in presenza?”

Ha senso una Comunità che si ritrova online?

Ma siamo una Comunità?

Mi soffermerei nel versetto in cui dice 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".

Vivo questo come una certezza perché nei nostri incontri ricevo sempre speranza e fiducia. Forse è per me l’unica occasione in cui mi sento ripetere che Dio ci accompagna e ci ama.

Ma subito dopo mi scontro con i versetti degli Atti degli Apostoli che ci presentano una Comunità ideale:

46Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

La presenza fisica ci manca ma come non tenere conto delle distanze che ci separano?

Il nostro collegamento, che avviene grazie a Sergio e Antonella, ci permette comunque di incontrarci e di annullare le distanze che ci separano. Ci permette di mantenere viva, in qualche modo la lettura biblica e la celebrazione dell’Eucarestia. Di continuare a ricevere gli stimoli che Franco ci dona ogni volta che può partecipare ai nostri incontri.

Mi accorgo anche che la nostra piccola Comunità online vada “custodita”, vada fatta crescere.

In questo periodo io ho dato un contributo molto misero e voglio ringraziare chi tra voi ha tenuto vivo il nostro gruppo postando sul blog i Canoni delle eucarestie, scrivendo gli impegni sul gruppo dei messaggi della Comunità e partecipando assiduamente agli incontri.

Per esperienza so bene che basta un niente perché una Comunità chiuda i battenti…Dobbiamo RESISTERE INSIEME!

E ora abbiamo il tempo per esprimere i nostri pensieri e le nostre proposte.

 

INTERVENTO DI ANNA CAMPORA

Maria Grazia ci ha interpellati e io, ora veterana di questo gruppo, che ho fatto parte da subito (isolamento per il Covid) della comunità che conoscevo da tempo, provo a rispondere alle sue domande. Siamo una Comunità? Ha senso una Comunità che si

trova online? Ebbene, all’ inizio non mi sono posta il problema, quello di cui avevo urgente necessità era poter partecipare all’Eucarestia in un contesto di persone, solo alcune conosciute ma sotto la guida di Franco.

Ora invece dopo quasi 6 anni mi trovo a chiedermi: che cosa è diventato quel gruppo di persone che, dopo defezioni ed aggiunte, si è trasformato, trovando una modalità nuova, stimolante di pregare, di partecipare all’ Eucarestia, di riflettere sulla Parola di Dio? Mi sono anche chiesta perché io sono rimasta nonostante i

cambiamenti, ho imparato a confrontarmi, a vivere quei momenti come indispensabili per crescere nella mia fede, ho sentito e capito che la diversità delle persone, delle sensibilità, dei retroterra, dell’età era una ricchezza e se la lontananza aveva creato subito un certo disagio, riducendosi, il gruppo ha acquisito in responsabilità, rispetto, e si è rinforzato, rendendo veri i versetti di Matteo.

Che cosa fa di un gruppo una comunità? Online? Certo non la struttura che è anomala forse, non la partecipazione a eventi, la condivisione, siamo tutti lontani viviamo in contesti molto diversi, paesi o città, regioni, il nostro percorso è caratterizzato dalla novità ma anche dalla convinzione di aver bisogno di arricchire la

nostra fede con il contributo di altri, di sentirci uniti dalla chiamata di un Dio che ci accoglie nel nostro impegno a continuare insieme ad altri a cercare la sua volontà sulla strada di Gesù di Nazaret.

Lo facciamo semplicemente, vivendo un cristianesimo marginale.

A volte vorremmo uscire dallo schermo per abbracciarci, ma siamo riconoscenti per essere stati aiutati a resistere e, cogliere

L’ opportunità e accettare il cambiamento che per molti di noi

è diventato obbligato.

Siamo diventati comunità lentamente, con qualche difficoltà di comprensione, qualche stanchezza, ci siamo trovati uniti in momenti molto dolorosi e tristi quando abbiamo via via perduto persone molto care, dopo 6 anni siamo cambiati e ora mi sento di rispondere che tutto questo ha fatto sì che un gruppo eterogeneo di

persone poco conosciute è diventata COMUNITA’ che dobbiamo “custodire”, anche se siamo pochi, ma Gesù ha detto “due o tre”, quindi, sì siamo una Comunità anche se online, e dobbiamo RESISTERE INSIEME.

 

PREGHIERA EUCARISTICA

 

1 Eccoci, o Dio, dopo aver cercato tra le parole umane della Bibbia, il tuo messaggio, ora desideriamo celebrare la tua lode e condividere il pane nel ricordo di Gesù.

 

2. Aiutaci, o Dio, a donare quel poco

che è nelle nostre possibilità,

non di più, non di meno.

Tu sai come siamo fatti e per questo sostienici:

Siamo fragili, ma Tu ci hai donato un cuore che è in grado di saper vedere quando lo mettiamo in movimento.

1 In quell’incontro con Gesù ognuno ha messo a disposizione quel poco, ma una “briciola” vicino all’altra ha creato la festa, l’incontro, la rete e infine la benedizione e la lode:

Grazie, o Dio, quando i nostri cuori aprono e intrecciano le nostre mani !

 

G. Per ricordarci di questo, spezziamo insieme il pane, in memoria dei gesti, delle scelte e della strada che ci ha indicato Gesù che durante il viaggio della sua vita ha sempre vissuto fidandosi e affidandosi a Te.

In quella cena Gesù prese nelle sue mani il pane della mensa e, dopo avere alzato gli occhi al cielo per benedire il Tuo Santo nome, lo divise dicendo: “Prendete e mangiatene tutti. Questo pane che spezziamo e mangiamo, sotto lo sguardo di Dio, è il segno della mia vita, riassume il significato della mia esistenza. Se ogni giorno voi condividerete i doni che vi ha fatto, davvero farete corpo con me, sarete il mio corpo, la mia vita nel mondo.”

G. PREGHIERA DI CONDIVISIONE 

PADRE NOSTRO

PREGHIERE SPONTANEE

 

BENEDIZIONE FINALE

 

Quando dormo, la Sua sollecitudine veglia

e ristora la mia anima,

affinché ogni mattina

io veda nuovo amore e bontà.

 

Se non ci fosse stato il mio Dio,

se il suo volto non mi avesse guidato,

da tante angosce io non sarei guarito.

Ogni cosa attende il suo tempo,

l’amore di Dio è in eterno.

                                                                                                             (Dietrich Bonhoeffer)

 

Anna, M.Grazia, per la Cdb di Pinerolo, Via Città di Gap

 

 da Tempi di Fraternità di agosto-settembre 2026

di Giorgio Bianchi

Micol Meghnagi, ALL’OMBRA DELLA SHOAH. DECOLONIZZAZIONE E POLITICHE DELLA MEMORIA (Ed. Fandango)

Micol Meghnagi è una sociologa, ricercatrice e saggista nata e cresciuta a Roma, proveniente da una famiglia ebrea fuggita dalla Libia nel 1967 in seguito ai pogrom li verificatisi. Ha conseguito un Msc (Laurea magistrale internazionale) presso la London School of Economies and Political Science. Tra le sue pubblicazioni figura "All'ombra della Shoah. Decolonizzazione e politiche della memoria".

Questa sua opera si inserisce in un dibattito sempre vivo per rispondere alle domande: E’ possibile tenere insieme la memoria della Shoah con quella dei genocidi nel Sud Globale? Le genealogie della sofferenza sono destinate a competere tra loro o possono essere pensate in forme capaci di coesistere in pace?

Riportiamo alcune frasi tratte dal suo libro.

L'attacco di Hamas nel sud di Israele del 7 ottobre 2023, è stato rapidamente inscritto, nell'immaginario di ampi segmenti della popolazione ebraica, entro l'orizzonte di ripetizione di una nuova Shoah. Fin da subito è apparso evidente che lo Stato di Israele avrebbe fatto leva su quella memoria per legittimare la propria risposta politica e militare.(pag.22)

La storia contemporanea della Palestina può essere dunque compresa nei termini di una guerra coloniale condotta contro una popolazione indigena, allo scopo di costringerla a cedere contro la sua volontà la propria terra ad un altro popolo. (pag. 45)

Persino gli accordi di Oslo furono accusati di apologia del nazismo dalle forze della destra sionista più intransigente che marciavano tra le strade di Tel Aviv e di Gerusalemme muniti di manifesti con l'immagine di Rabin (allora primo ministro di Israele assassinato nel 1995 da uno studente israeliano di estrema destra -N.d.r.) ritratto come Adolf Hitler. (pag. 54)

Nel 1948, di fronte alla spoliazione dei palestinesi come popolo e nazione, Meir Viari, esponente della sinistra israeliana, denunciava come una mistificazione morale l'idea di giudicare la violenza come "vendetta dei sei milioni", chiedendosi se fosse accettabile "consentire ai mascalzoni di nascondersi al riparo dei sei milioni per assassinare a cuor leggero un arabo isolato e indifeso" (pag. 74)

Questa interpretazione rafforza una singolarità secondo la quale senza lo stato di Israele nella sua struttura attuale, nessun ebreo al mondo sarebbe al sicuro: una retorico presentata come preoccupazione genuina, ma capace di diventare giustificazione politica cosi radicata da escludere la possibilità di una sicurezza ebraica non fondata sull'espropriazione di milioni di palestinesi. (pag. 120)

Di fronte all'avanzata delle destre post fasciste e xenofobe e alla crisi strutturale del modello delle democrazie liberali, l'idea di un occidente democratico mostra i propri cedimenti. Il costo di questi fallimenti trova a Gaza una delle sue espressioni più tragiche. (pag. 137)

A differenza dell'Olocausto, la Nakha non appartiene al passato, ma si prolunga nel presente come politica di negazione dell'esistenza palestinese. La Nakba è un trauma non concluso che incombe tanto sulla vita dei rifugiati palestinesi, quanto sulla società israeliana la quale tenta di rimuoverlo ma continua a confrontarsi con la sua presenza includibile. (pag. 146)

giovedì 13 agosto 2026

 dax Franco Barbero "Senza chiedere permesso", ed. Mille, 2021


mercoledì 12 agosto 2026

 da Domani del 02/08/2026

SUL BLOCCO A SCHENGEN OPPOSIZIONI COMPATTE: CINICA PROPAGANDA

di Francesco Crippa

Meloni spacca l'Europa per isolare Madrid

«Esodi fuori controllo»

Sui migranti la premier va all'offensiva con una lettera firmata da 22 paesi.

Cinque stati mancano all’appello: pesa soprattutto l'assenza della Francia.

 da Domani del 01/08/2026

IN UE IN FUMO UN’AREA GRANDE COME IL LUSSEMBURGO

di Novella Gianfranceschi

Gli incendi in Europa?

Così la crisi climatica li ha resi più estremi

Il World Weather Attribution ha calcolato quanto i roghi che hanno devastato i paesi siano stati favoriti dal surriscaldamento, che li ha resi fino a 20 volte più probabili in Ue.

lunedì 10 agosto 2026

da Franco Barbero "Senza chiedere permesso", ed. Mille, 2021 


sabato 8 agosto 2026

Care amiche e amici della Comunità,

ecco il canone preparato da Manuela Brussino per la celebrazione eucaristica di domani.

La celebrazione inizierà alle ore 10, ma ci si potrà collegare già dalle ore 9:45, al solito link:

meet.google.com/ehv-oyaj-iue

___________________________

DAVANTI A TE OGNI GIORNO
 

P. Saluto all’assemblea
 

L. Dio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la Tua parola, che con la Tua sapienza hai formato l’uomo e la donna perché dominino sulle creature fatte da Te e governino il mondo con santità e giustizia e pronunzino giudizi con animo retto, dammi la sapienza che siede in trono accanto a Te e non mi escludere dal numero dei Tuoi figli e delle Tue figlie, perché io sono tuo servo e figlio della Tua ancella, uomo debole e di vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini, mancandogli la Tua sapienza, sarebbe stimato un nulla. (Sapienza 9,1-6)
 

SILENZIO
 

LETTURE BIBLICHE


Esodo 34,5-7
5 Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6 Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione.
 

Matteo 13,27-29
27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 28 Ed egli rispose loro: un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.
 

Luca 13,6-9
«Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: «Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?». Ma quello gli rispose: «Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'anno a venire; se no, lo taglierai»»

RIFLESSIONE

INTERVENTI LIBERI
 

T. O Dio, che conosci il numero dei nostri anni e percepisci anche i palpiti dei nostri cuori, accompagna i nostri giorni con il Tuo amore.
1. Rimettiamo anche oggi tutta la nostra vita davanti a Te, anzi nelle Tue mani. La Tua compagnia non viene mai meno.
2. Tu sei il custode che non s’addormenta, sei il pastore che guida i nostri passi donandoci acqua che disseta e cibo che nutre.
1. Tu hai in serbo per noi l’olio prezioso che tiene accese le nostre piccole lampade e profuma i nostri giorni di speranza.
2. Sii Tu, o Dio, lampada per i nostri passi quando le tenebre, il freddo e le nebbie rischiano di farci smarrire la giusta direzione.

T. Tu, o Dio, che fai nascere i nostri amori, custodisci e accompagna i nostri giorni.
Donaci di gustare la dolcezza dei Tuoi doni e costruire insieme sentieri di solidarietà.
G. Eccoci ora alla memoria di quel pasto che Gesù condivise con i suoi discepoli.
T. Egli, dopo aver alzato gli occhi a Te, Dio dal quale proviene ogni dono, sciolse il suo cuore in parole di lode al Tuo nome e Ti glorificò. Le sue mani divisero il pane tra quegli uomini e quelle donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea. “Prendete - disse - e mangiatene tutti. Questa è tutta la mia vita: dare gloria a Dio e condividere ogni bene che Egli ci ha dato. Se farete questo, allora davvero vi ricorderete di me, porterete la memoria di me nel mondo”. Poi prese la coppa del vino e di nuovo alzò gli occhi e il cuore in un inno di lode a Te, o Dio suo, e disse: “La mia vita è stata messa a disposizione fino al sangue, senza tirarmi indietro.
Fate anche voi così: siate disponibili a condividere. Il ricordo di me vi spinga alla disponibilità”.
 

PREGHIERA DI CONDIVISIONE
 

Preghiere spontanee
 

PADRE NOSTRO
 

1. Benedetto sei Tu, Dio commosso e appassionato, che adorni i nostri occhi con le lacrime per esprimere il dolore e non soffocare la gioia.
2. Benedetto sei Tu, che ami la vita. Tu hai seminato ovunque la nostalgia di Te e hai deposto nel mondo i segni del Tuo amore.
1. Benedetto sei Tu, Dio innamorato, che non Ti stanchi mai delle Tue creature e ci avvolgi, ci attendi, ci perdoni.
 

Preghiera finale
O Dio, roccia dei nostri cuori feriti, parapetto sull’erto sentiero e parete sull’abisso, mano amica nell’intrico dei sentieri fallaci, sii per noi la luce che non si spegne mai. Tu, lontano come le irraggiungibili stelle, sei più vicino del soffio del vento. Da Te riceve forza la nostra debolezza e nel Tuo nome ci rimettiamo in cammino.
Amen
_________________ 

Manuela Brussino
per la Comunità Cristiana di Base di Via Città di Gap, 13 - Pinerolo
Canone tratto dal libro delle preghiere eucaristiche, pag. 28 - 02.08.2026

 da Domani del 01/08/2026

Ci siamo subito abituati a non leggere di Palestina

di Ahmed Marouani

Da qualche mese la parola Palestina sembra scomparsa dai titoli dei giornali. L'urgenza, l’ostinazione, l’ostentazione con cui tale parola “faceva notizia” fino a qualche tempo fa, hanno lasciato il posto a una distratta routine, o almeno a una sorta di sospensione.

Se a qualche pazzo venisse in mente di fare una ricerca filologica sul numero delle volte in cui la parola Palestina è stata adoperata nella cronaca di questi anni, compilando delle liste sotto le diverse voci: partiti politici, giornali, persone, ecc. si troverebbe davanti a una statistica che a suo modo darebbe perfettamente idea del clima politico e morale in cui siamo vissuti: e peccato che a tale indagine verrebbe a mancare l’apporto dell'uso orale che si è fatto di questa parola. Infatti, la parola Palestina è stata nella maggior parte dei casi usata demagogicamente, per obbligo, per moda, per moralismo, per necessità. Mentre in Europa si combattono false battaglie di avanguardia, laggiù, in Palestina, si combatte una guerra di retroguardia cioè si combatte prima di tutto per quelle cose minime ed elementari che sono la libertà e l’indipendenza. L'Occidente ha educato se stesso a conoscere solo i conflitti che possono essere tradotti nel linguaggio del mercato dell'informazione. Ogni dolore deve avere il ritmo di una stagione, ogni tragedia la durata di un titolo, ogni vittima il tempo di una notifica.

Quando la sofferenza resiste a questo calendario, smette di essere un fatto politico e diventa rumore di fondo. E’ una delle più sofisticate forme di censura che il nostro tempo abbia escogitato: non proibire di vedere ma consumare lo sguardo a renderlo incapace di distinguere. Forse il vero scandalo non è che la Palestina scompaia dalle prime pagine. Il vero scandalo è la rapidità con cui la nostra coscienza accetta questa scomparsa come un evento naturale.


 da Domani del 01/08/2026

Milano

E’ morto don Antonio Mazzi, aveva 96 anni


E’ morto don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus. Si è spento all’età di 96 anni, nella sua storica casa all’interno del Parco Lambro a Milano. Con Exodus, il sacerdote ha costruito una rete di comunità dedicate al recupero di giovani con dipendenze e problemi familiari. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie.

 da il Manifesto del 2 agosto 2026

IL MESSAGGIO È CHIARO: NESSUNO IMPEDIRÀ A TEL AVIV DI CONTINUARE AD OCCUPARE LA STRISCIA

di Eliana Riva


La risposta di Israele al «piano di pace»: bombe sui campi sfollati di Gaza


È arrivata direttamente dai cieli di Gaza la risposta israeliana al (ri)annunciato accordo sul cosiddetto «piano di pace». L’hanno sganciata gli aerei di Tel Aviv sui campi affollati di tende, vicino agli ospedali.

Appena Hamas ha accettato i termini del disarmo, facendoli coincidere con quelli del ritiro israeliano dalla Striscia, l’esercito ha annunciato una serie di bombardamenti contro presunti «depositi di armi». Cinque in un giorno, secondo Tel Aviv, come sempre senza fornire alcuna prova. Non ci si spiega perché questi attacchi sarebbero avvenuti solo e proprio ora, un giorno dopo la notizia dell’accordo di disarmo.

Il messaggio politico, invece, è inequivocabile: nessun accordo limiterà la libertà di Israele di bombardare, uccidere e occupare, né consentirà a uno Stato o a una forza internazionale di sostituirsi all’esercito. Un messaggio che doveva raggiungere i destinatari a prescindere dall’esito delle operazioni militari. Tant’è vero che i resoconti di medici e testimoni da Gaza parlano di due depositi di farmaci colpiti.

A DEIR AL-BALAH il segno lasciato dal bombardamento è un enorme cratere che affiora tra un affollatissimo campo di tende, proprio vicino all’ospedale dei martiri di al-Aqsa. Il dottor Khalil al-Daqran, medico della struttura, ha descritto l’attacco come un «crimine atroce». Parlando all’agenzia Reuters ha raccontato che Israele ha bombardato di notte, distruggendo completamente il deposito che conteneva soprattutto medicinali per i pazienti in dialisi, rari a Gaza a causa dell’assedio di Tel Aviv. Secondo il ministero della salute di Gaza, l’attacco ha danneggiato altri due depositi di medicinali e l’ambulatorio dell’ospedale.

I bombardamenti di ieri hanno fatto almeno quattro vittime. Il mese di luglio è stato il più sanguinoso dall’inizio dell’anno, con 152 palestinesi uccisi, di cui 21 bambini. Dall’inizio del cosiddetto «cessate il fuoco», in ottobre, Israele ha ammazzato almeno 1.222 persone nella Striscia. Nello stesso periodo il ministero della salute ha fatto sapere che sono stati recuperati i cadaveri di 804 palestinesi uccisi in precedenza. Eppure, i bombardamenti non sono abbastanza e la fame nemmeno, per buona parte dei rappresentanti del governo israeliano. Anche se il premier Benyamin Netanyahu non ha ancora commentato ufficialmente l’accordo raggiunto da Stati Uniti, Egitto e Qatar con Hamas, alcuni dei suoi ministri hanno respinto la proposta in toto, tornando anzi a rilanciare lo sfollamento forzato.

Immancabile, a tal proposito, il commento social del ministro della sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, che tra le minacce ai prigionieri palestinese e la difesa di coloni e soldati violenti, trova il tempo anche di commentare, a suo modo, la politica internazionale.

DOPO I FATTI di Ceuta, il suprematista ebraico si è rivolto, infatti, con un post in spagnolo su X, direttamente al primo ministro Pedro Sánchez, chiedendogli in maniera provocatoria di accogliere «anche» i palestinesi di Gaza.

Pochi minuti dopo è tornato sulla politica interna, dichiarando sempre via social che «la bozza di accordo pubblicata dal Board of Peace non è accettabile». Per Ben Gvir il problema non è tanto la questione del ritiro dei militari dalla Striscia, quanto l’impegno a fermare i bombardamenti: «Le uccisioni mirate a Gaza devono continuare», ha scritto, aggiungendo che è necessario «incoraggiare l’emigrazione, attuarla». Mentre i media israeliani – così come il presidente Trump – attendono una dichiarazione ufficiale di Netanyahu, segnalano in queste ore che «alti funzionari» avrebbero già chiarito la posizione del governo: contrario al piano di disarmo nella sua formulazione attuale e, di conseguenza, al ritiro dell’esercito dalla Striscia.

INTANTO, I POGROM dei coloni diventano sempre più violenti. A Surif, a nord-ovest di Hebron, uomini provenienti dall’insediamento di Bat Ayin hanno attaccato case e abitanti, incendiato un’automobile, danneggiato un’altra e tentato di dare fuoco a un’abitazione. Tre palestinesi sono rimasti feriti. Poco lontano, coloni armati scesi da Adora hanno assaltato Idhna sotto la protezione dei soldati israeliani, colpendo case e veicoli e impedendo alle ambulanze della Mezzaluna rossa di raggiungere la zona.

Nel governatorato di Ramallah, tre giovani palestinesi sono stati picchiati e colpiti al volto con spray urticante. A Beitillu, un uomo e sua moglie sono stati aggrediti mentre lavoravano nella propria fattoria e trasportati in ospedale.