giovedì 3 settembre 2026

SIGNORE, CERCACI

(Supplica comunitaria)

 

1) Signore, cercaci con il Tuo occhio buono,

                       con il Tuo sguardo amico,

                       con la Tua voce invitante

 

2) Signore, cercaci quando noi non cerchiamo Te,

                       quando Ti abbiamo allontanato dal cuore,

                       quando fuggiamo la Tua parola,

                       anziché cercarla.

 

1) Signore, bussa alla nostra porta con dolce insistenza

              quando inseguiamo cose vuote e vane,

              quando beviamo a sorgenti di acqua inquinata.

 

2) Signore, cercaci nei giorni della gioia

                 perché la riconosciamo come un dono Tuo

                 e possiamo benedire di cuore il Tuo nome.

 

1) Signore, attendiamo da Te il dono della gioia

per continuare a sorridere alla vita,

per vedere i fiori che nascono sui sentieri

e per scoprire le sorgenti di felicità e di speranza.

 

2) Signore, attendiamo da Te il dono della speranza

per saper camminare anche nelle notti più buie,

per assaporare l'alba che ci riporta il bacio del sole,

per credere che Tu ci vieni incontro dal futuro.

 

T) Signore, attendiamo da Te la mano amica e forte

che ci guidi sui sentieri dell’amore solidale,

che ci spinga a seminare sulla roccia e a spargere nel vento,

che ci dia tanta voglia di costruire pezzi di felicità.

 

T) O Signore, Tu sei l'acqua fresca e dissetante del pozzo,

sei Tu l'acqua profonda che cura le nostre superficialità,

sei l'acqua nutriente che guarisce i nostri vuoti.

 

1. Non sia il nostro cuore un deserto arido e secco,

ma una terra irrigata e seminata a piene mani da Te.

Non sia una casa vuota in cui si insediano gli idoli,

ma un laboratorio di idee, di progetti. di propositi.

 

2. O Dio, che semini nel vento sempre nuovi germi di vita

e spingi l'umanità ad abbattere i muri della divisione,

fa’ che le nostre esistenze si mettano a servizio della pace

coltivando, vicino e lontano, la giustizia e la fraternità.

 

FRANCO BARBERO, 2a Edizione La bestia che seduce, 1990


da Pressenza del 01/09/2026

MSF: “Ricerca su cure e prevenzione non lasci indietro i bambini”

di Medici Senza Frontiere


In un commento pubblicato oggi su The Lancet, MSF dimostra che l’attuale epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo sta colpendo i bambini in modo sproporzionato.

MSF inoltre chiede a tutti gli attori coinvolti nella ricerca su trattamenti e strumenti di prevenzione contro il virus Bundibugyo di garantire una reale inclusione dei bambini negli studi previsti sulle contromisure mediche e un accesso tempestivo a formulazioni pediatriche dei farmaci attualmente in studio, in particolare per la profilassi post-esposizione orale (PEP).

Al 4 agosto 2026, tra i casi confermati con malattia di Ebola da virus Bundibugyo per i quali era disponibile l’età, la percentuale di bambini sotto i 5 anni che, dopo la diagnosi, sono morti era significativamente più alta rispetto a quella degli adulti.

Il ritardo nell’inclusione dei bambini negli studi clinici, la mancanza di indicazioni sul dosaggio pediatrico e i dubbi sulla sicurezza sono ostacoli già noti nell’accesso alle contromisure mediche per bambini, donne e ragazze in gravidanza o allattamento.

Attualmente, lo studio EBO-PEP, avviato il 14 luglio 2026, sta valutando l’antivirale orale obeldesivir per prevenire il contagio dopo un’esposizione ad alto rischio al virus Ebola Bundibugyo. Se si dimostrasse efficace, potrebbe rappresentare uno strumento pratico e utilizzabile su larga scala per proteggere le persone che hanno avuto un contatto recente con un caso di Ebola.

“Troppo spesso l’inclusione dei bambini nello sviluppo delle contromisure mediche durante le emergenze di salute pubblica viene relegata alle note a margine. Ma oggi, con i bambini esposti a un rischio sproporzionatamente elevato di morire se contagiati nell’attuale epidemia in RDC, la loro inclusione è fondamentale” afferma il dottor Neal Russell, consulente pediatrico di MSF.

Sebbene i bambini di peso inferiore a 30 kg (di età pari o inferiore a circa 12 anni) siano esclusi dallo studio nella sua progettazione originale, è probabile che venga presto approvata una modifica al protocollo volta a includere i bambini di peso superiore a 20 kg. Rimangono però esclusi i bambini sotto i 20 kg, indicativamente di 6 anni o meno, a causa della mancanza di una formulazione pediatrica disponibile di obeldesivir e dell’assenza di dati pubblicati che supportino la frantumazione o la dissoluzione delle compresse.

Per chi resta escluso, lo studio prevede un sotto-protocollo con remdesivir per via endovenosa. Tuttavia, un trattamento endovenoso quotidiano per 10 giorni è molto difficile da gestire operativamente durante un’epidemia, soprattutto nei bambini più piccoli.

Gilead, l’azienda farmaceutica che produce obeldesivir, ha recentemente espresso la disponibilità a fornire formulazioni pediatriche del farmaco. Resta però da capire quando potranno iniziare gli studi con le formulazioni orali pediatriche.

“Ricercatori, finanziatori e altri attori devono sostenere con urgenza un sotto-studio pediatrico sull’obeldesivir, a partire dalle indicazioni di dosaggio già disponibili, e accelerare la valutazione di altri antivirali orali e anticorpi monoclonali come profilassi post-esposizione. Dobbiamo produrre ora le evidenze necessarie affinché i bambini possano accedere a trattamenti preventivi efficaci insieme a tutti gli altri, non quando l’epidemia sarà finita – conclude Russell di MSF – Gilead si è impegnata a produrre obeldesivir in formulazione pediatrica. Auspichiamo che fornisca una tempistica chiara e accelerata e che gli attori coinvolti possano organizzare al più presto studi pediatrici con questa formulazione, o con compresse per adulti opportunamente adattate, affinché tutti i bambini a rischio possano essere inclusi negli studi che valuteranno quali opzioni di profilassi post-esposizione siano più pratiche, tempestive ed efficaci”.

da Pressenza del 02/09/2026

Ancora violenze dei coloni in Cisgiordania

di ANBAMED


A Nablus, un gruppo di coloni hanno tentato di incendiare nella notte una moschea nella città di Beita. Secondo fonti locali, sentite da Anbamed, i coloni hanno appiccato il fuoco a una stanza vicino alla moschea Nur al-Din Zanki dopo aver fallito nel tentativo di sfondare le porte della moschea, e hanno anche imbrattato il luogo con scritte razziste contro i palestinesi e gli arabi.

Le truppe dell’esercito di occupazione hanno compiuto ieri 36 attacchi e rastrellamenti in tutte le province della Cisgiordania, con l’arresto di 39 attivisti.

Gli ulivi palestinesi minacciano la sicurezza di Israele. E l’esercito li sradica. Ieri, le truppe di occupazione si sono accanite con bulldozer sugli ulivi nella strada che collega Arraba e Yaabud, ad ovest di Jenin.

Qusra

25esimo giorno di assedio delle tre famiglie palestinesi da parte di coloni e esercito. L’occupazione militare israeliana sta utilizzando l’assedio per sfollare le tre famiglie, limitando il loro accesso ad acqua, elettricità, cibo e altri beni di prima necessità.

La storia dell’assedio risale al 21 gennaio 2026, quando i coloni ebrei israeliani hanno stabilito un avamposto a 500 metri dalle tre case. Poi i coloni hanno eretto una tenda a 20 metri dall’abitazione della famiglia Hassan. La tenda, fin dal momento in cui fu montata, divenne un punto di accesso per le visite dei coloni e un punto di partenza per molestie e attacchi alle case dei palestinesi.

La signora Hassan ha dichiarato in un’intervista: “Le nostre case si trovano a Jabal Ras al-Ain e sono isolate dal resto della città, a circa un chilometro di distanza. Ora, l’esercito israeliano ha trasformato le nostre case in una zona militare chiusa, impedendoci di uscire o entrare, di andare al lavoro, di visitare i familiari o di andare in ospedale senza previa autorizzazione. Spesso, i coloni ignorano questa autorizzazione e ci attaccano anche dopo averla ottenuta”. Ha aggiunto: “L’assedio ha avuto un impatto devastante sulle nostre vite. Non possiamo uscire per comprare da mangiare e i coloni ci attaccano quotidianamente. Hanno interrotto la fornitura di elettricità e acqua, e siamo riusciti a ripristinarle solo pochi giorni fa. Quando mia figlia si è sentita male, sono riuscita a portarla fuori grazie a un po’ di coordinamento e ho chiamato un’ambulanza. Tuttavia, il primo tentativo è fallito perché i coloni si sono opposti all’ambulanza. Il giorno dopo, hanno cercato di rovesciare l’ambulanza e ci hanno aggredito mentre stavamo andando via, mettendo a rischio le nostre vite”.

Hassan aveva lasciato temporaneamente la sua casa per far curare la figlia di due anni e mezzo. Al suo ritorno, ha scoperto che l’esercito di occupazione aveva trasformato la sua casa in una caserma. Lei, suo marito e le loro due figlie hanno trascorso un’intera settimana dai vicini. Ha proseguito, con la voce piena di angoscia: “L’esercito di occupazione ha lasciato la nostra casa e, al mio ritorno, ho trovato tutto devastato. Viviamo sotto assedio, sia da parte dell’esercito che dei coloni, che ci lanciano pietre contro”.


 

 

mercoledì 2 settembre 2026

 

Tempo del Creato e Festa della Creazione

Il tradizionale appuntamento liturgico ecumenico prende il via il 1° settembre

1° settembre – 4 ottobre, al via il Tempo del Creato, il tradizionale tempo liturgico legato a riflessioni sulla nostra Terra e sulla necessità di salvaguardarla. Dedicato alla preghiera e alla cura della Terra, viene accompagnato da un dossier di materiali curato ogni anno dalla GLAM (Commissione globalizzazione e ambiente della Fcei). Quest’anno per la prima volta viene aperto da una nuova celebrazione liturgica perché la Consultazione sui testi comuni (Cct) ha adottato ufficialmente la Festa della Creazione, nota anche come “Festa della Creazione in Cristo”, inserendola nel Lezionario Comune Riveduto (Rcl) per un periodo di prova di tre anni.

Considerando che il lezionario definisce il calendario di molte chiese protestanti, si tratta di una svolta storica nell’ecumenismo cristiano, frutto di un processo di anni.

La versione ampliata di questa festa, che inizierà a essere celebrata dunque il 1° settembre 2026, è frutto di un processo teologico che ha coinvolto diversi organismi cristiani a livello globale negli ultimi anni. Ampliando il simbolismo teologico della festa con un ricco insieme di letture bibliche, questa proposta eleva la dottrina della Creazione in una posizione di maggiore rilievo nel culto cristiano, colmando una lacuna nel calendario liturgico delle Chiese che in precedenza non celebravano il ruolo di Cristo nella creazione del mondo. L’annuncio segna la prima aggiunta di una nuova festa al lezionario comune dalla sua pubblicazione nel 1983, quando furono adottate due nuove celebrazioni — le feste del Battesimo del Signore e di Cristo Re, ispirate alla pratica cattolica romana.

L’aggiunta di una nuova festività al lezionario rappresenta una pietra miliare storica per il movimento ecumenico. È il risultato di un processo teologico durato decenni, che ha visto la partecipazione di molti leader religiosi e di diverse organizzazioni cristiane a livello globale, tra cui una serie di recenti conferenze ecumeniche ad Assisi. Si ispira alla tradizione ortodossa orientale di iniziare il nuovo anno liturgico il 1° settembre – una tradizione che risale al V secolo – e più recentemente alla proclamazione, da parte del Patriarca ecumenico Dimitrios, di tale data come Giornata di preghiera per il creato.

«Si tratta di un evento raro, poiché non è facile né rapido aggiungere nuove festività al lezionario», ha osservato il vicesegretario generale della Lutheran World Federation per le relazioni ecumeniche, il professor Dirk Lange. «La Lwf sostiene e promuove da molto tempo la celebrazione. Ci auguriamo che diventi una celebrazione ampiamente condivisa in tutte le chiese cristiane, rafforzando la nostra vita spirituale e la nostra risposta comune alle urgenti sfide che il nostro mondo si trova ad affrontare oggi».

Domani, 28 agosto 2026

Rimozione per questione di opportunità

Ranucci fuori, TeleMeloni centra l’obiettivo. Ma ora è il caos

O Dio, nostra sorpresa

 

O Signore,

mostraci qualche tratto del Tuo volto.

Tu fosti una sorpresa per il Tuo amico Abramo

quando fermasti la mano che colpiva Isacco.

 

Tu fosti una sorpresa per la Tua figlia Sara,

che vide la sua sterilità tramutarsi in fecondità,

quando poté innalzare al cielo il figlio Isacco.

 

Tu fosti una sorpresa per tutta l'arca di Noè

che sembrava votata alla dispersione e alla deriva,

quando regalasti la gioia e la luce dell'arcobaleno.

 

Tu fosti una sorpresa gioiosissima per i Tuoi figli

che gemevano sotto la dominazione del Faraone,

quando apristi una via nel mare e un sentiero nel deserto.

 

Tu fosti una sorpresa per tutti i Tuoi profeti

che sentirono nella propria carne tanta debolezza,

quando rendesti viva nel mondo la loro parola.

 

Signore,

metti dentro di noi uno spirito nuovo,

regalaci un nuovo modo di guardare alla vita,

donaci un cuore nuovo che sappia desiderare e volere

le "novità", le gioie e i valori che Tu ci proponi.

 

Signore,

Tu conosci l'insipienza dei nostri cuori,

la bassezza e la superficialità di molti nostri desideri.

La nostra fede tremula e la nostra volontà fragile

stanno davanti a Te per essere guarite dal Tuo amore.

 

Siamo come Giona, incapaci di aprirci ai Tuoi orizzonti,

e spesso rifiutiamo la gioia di una vera conversione.

Insegnaci a gustare e stimare ciò che vale davvero

dentro il sentiero della nostra vita quotidiana.

 

Dio di Gesù e Dio di tutto il mondo:

noi riponiamo fiducia nell'opera delle Tue mani.

Tu continui ad operare nel mondo e nei cuori.

Per questo il mondo può essere sicuro del Tuo sorriso,

ma il Tuo sorriso non ci basta.

Ci occorre una Tua presenza attiva.

 

F. Barbero, La bestia che seduce, 3a ristampa, 1994