Riflessioni e commenti di don Franco Barbero
venerdì 31 luglio 2026
giovedì 30 luglio 2026
da Pressenza del 27/07/2026
Ancora un record per l’azzardo
di Giovanni Caprio
L’affare dell’azzardo nel nostro Paese sembra non avere limiti di crescita: nel primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto i 45 miliardi e 440 milioni, con un incremento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando aveva già toccato un record con 38 miliardi e 755 milioni. Stiamo parlando di una cifra incredibile certificata dal Bollettino statistico trimestrale dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che lascia supporre che alla fine di quest’anno si infrangerà un altro record e la raccolta dello scorso anno di 165 miliardi e 345 milioni, stante la crescita del primo trimestre, potrebbe essere polverizzata e arrivare a sfiorare i 200 miliardi. E’ soprattutto l’azzardo online a crescere, arrivando a 23 miliardi e 172 milioni (nel 2025 si era fermato a 20 miliardi e 253 milioni). Anche slot machine e videolottery aumentano, passando da 5 miliardi e 291 milioni a 7 miliardi e 870 milioni. Per lo Stato, invece, più o meno sempre gli stessi introiti: 2 miliardi e 682 euro a fronte dei 2 miliardi e 483 milioni dello scorso anno. Le perdite per i “giocatori”, invece, crescono, arrivando a 5 miliardi e 713 milioni, rispetto ai 4 miliardi e 484 milioni del primo trimestre dello scorso anno.
Sulla base dei dati dello scorso anno, tra le Regioni in cui si gioca di più, troviamo il Lazio che si posiziona al terzo posto assoluto con 17 miliardi e 449 milioni di euro, preceduto solo da Lombardia (26 miliardi) e Campania (21 miliardi e 562 milioni). E all’interno del contesto regionale, il territorio di Roma e provincia si conferma tristemente in testa alla classifica delle aree metropolitane italiane per volume complessivo di gioco, staccando nettamente Napoli (11,4 miliardi) e Milano (9,4 miliardi). Nella provincia capitolina, come ha sottolineato la Caritas, la raccolta è arrivata a 12 miliardi e 858 milioni di euro con una crescita di oltre mezzo miliardo rispetto ai 12 miliardi e 356 milioni del 2024. Una cifra spaventosa che equivale a più di 3.000 euro spesi pro capite, calcolando nel totale anche i bambini e i neonati. Nella sola Roma Capitale, sono stati giocati 8 miliardi e 527 milioni: al primo posto si piazzano i cosiddetti giochi di abilità o skill games (4 miliardi); seguono le scommesse sportive (1,2 miliardi), le Videolottery (887 milioni), i “Gratta&vinci” (704 milioni) e le slot machine Awp (501 milioni).
La Caritas ha aperto da marzo scorso presso il centro d’ascolto diocesano, in via di Porta San Lorenzo 7, nei pressi della Stazione Termini, uno sportello per giocatori d’azzardo e familiari. In appena quattro mesi sono state ascoltate una trentina di persone e una decina hanno accettato di iniziare un percorso. Più uomini, solo due donne, soprattutto dai 50 anni in su, pochi i giovani. A operare all’interno del centro di ascolto diocesano attualmente sono quattro persone: uno psicologo coordinatore del servizio, un assistente sociale, un educatore e un altro psicologo. Ma non si occupano solo di azzardo: sono infatti aperti all’ascolto dei senza dimora e delle persone che chiedono l’accesso alle mense e all’accoglienza. Lo sportello per l’azzardo dopo i primi colloqui indirizza ai Serd (i servizi pubblici per le dipendenze patologiche del Sistema Sanitario Nazionale) o ai servizi privati convenzionati, come varie associazioni che svolgono questo tipo di attività. Finora la maggior parte delle persone sono state accompagnate e orientate ai Serd. Successivamente si prende un appuntamento con un avvocato del servizio legale gratuito della Caritas, che incontra il giocatore patologico, insieme a un operatore sociale, per approfondire tutti gli aspetti amministrativi, economici e legali prodotti dalla dipendenza da azzardo. Successivamente, se la situazione è particolarmente grave, insieme all’avvocato si propone alla persona di iniziare un percorso di amministrazione di sostegno. La Fondazione antiusura Salus populi romani è parte integrante del progetto. Alla persona viene detto che nel momento in cui accetta di fare tutto questo percorso si può anche sottoporre la sua situazione alla Fondazione per un percorso di sdebitamento, di ristrutturazione del debito e di gestione di tutta la parte economica.
“L’azzardo, denuncia Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma, è l’esaltazione ipocrita del potere del denaro e della sorte che sfrutta un’intelligenza davvero diabolica per apparire un gioco. A questo si aggiungono il letargo e la miopia della politica e delle istituzioni pubbliche; ridotta se non complice è l’attenzione dei media, a causa dell’ingente investimento pubblicitario che produce l’industria dell’azzardo. Nonostante l’enorme somma di denaro sottratta all’economia reale, la disgregazione sociale e la disperazione che c’è dietro di essa, con tantissimi giovani, anziani e famiglie travolti dai debiti causati dal “gioco” che producono distruzione di patrimoni e a volte di vite, tutti continuano come se niente fosse. Nonostante esistano divieti a qualsiasi forma di pubblicità, il mondo dello sport, in modo particolare i club di calcio della Serie A e i grandi colossi del betting mantengono intatti i propri legami economici attraverso la strategia dell’infotainment. Di fronte a un forte dibattito politico volto ad ammorbidire o abolire tali restrizioni, la Conferenza Episcopale Italiana, insieme a Caritas e alla Consulta nazionale antiusura, è intervenuta per chiedere, al contrario, un’applicazione rigida e l’inasprimento dei divieti”.
da Pressenza del 27/07/2026
Stop alla pulizia etnica di Israele in Cisgiordania
di Amnesty International
Israele sta conducendo una sistematica campagna di pulizia etnica nei confronti delle comunità beduine palestinesi e delle comunità pastorali nella Cisgiordania occupata. Attraverso l’espansione illegale delle colonie, la violenza dei coloni sostenuta dallo Stato e le politiche di apartheid, le autorità israeliane cercano di formalizzare, nell’ambito della propria legislazione, l’annessione illegittima dell’Area C della Cisgiordania occupata e di procedere al trasferimento forzato della popolazione palestinese da tale territorio. Agisci ora per fermare la pulizia etnica di Israele nella Cisgiordania.
Qual è il problema?
Quella del trasferimento forzato della popolazione palestinese dalla Cisgiordania occupata è una politica portata avanti dai governi israeliani che si sono susseguiti negli anni e il pilastro principale del sistema di apartheid imposto da decenni.
Il governo israeliano in carica dal 2022 ha accelerato la politica di pulizia etnica dell’Area C della Cisgiordania occupata. Comunità intere sono oramai sradicate ed esposte al rischio di trasferimento forzato.
“Quanto sta accadendo rappresenta una cancellazione di persone, alberi, edifici e di ogni elemento connesso con la presenza palestinese ad opera dei coloni con il sostegno militare” – Muntaser al-Maliki, residente di Kufr Malik nella Cisgiordania occupata.
Molti Stati evitano volutamente di intervenire di fronte a queste gravi e continue violazioni dei diritti delle persone palestinesi. Questa loro grave mancanza d’azione ha di fatto concesso a Israele un ampio margine di impunità, favorendo la commissione di molteplici violazioni e gravi crimini ai danni della popolazione palestinese tra cui il genocidio nella Striscia di Gaza, la pulizia etnica e l’apartheid. Quest’impunità deve cessare immediatamente.
Firma l’appello e sollecita la presidente del Consiglio a imporre sanzioni mirate nei confronti di autorità israeliane direttamente coinvolte nella pulizia etnica e a vietare il commercio, gli investimenti o il sostegno finanziario che contribuiscono a mantenere l’apartheid e l’occupazione illegale.
mercoledì 29 luglio 2026
Sorrido: Domani
Un giornale che apprezzo scrive che il governo Meloni aiuta la mafia. Corretto. A me sembra che Meloni fa parte della mafia, non solo, la Meloni ne fa parte e più cerca di nascondere questa profonda relazione costitutiva della sua personalità, più questa relazione emerge in questo suo ballerinismo che è la sua “persona”.
Io vivo in una città, Pinerolo, dove vedo l’incarnazione della mafia galoppante e pure capacissima di apparire un’opera per il bene comune. Meloni vorrebbe farci credere di essere una persona che lavora per il popolo italiano; lei si agita per far vedere di fare politica. In Europa non la stima nessuno, abbracci, viaggi e sproloqui sono stati capaci di far emergere la sua nullità politica reale e il giornalismo serio ha messo in luce la sua psiche che vaga alla ricerca almeno di una comparsa.
In Europa in realtà è la Signora nessuno, in giro per il mondo, tra viaggi, baci e abbracci, è simpatica come ballerina alla ricerca di una bella figura. Il cervello politico è in esaurimento e così, tra una cosa e l’altra, la sua vita è un teatrino, una comparsa che sa usare tutte le pose e infiniti eloqui che dicono: “Ci sono”. Ma in realtà sono eloqui, politicamente sproloqui, del ballerino che si fa notare. Nel mondo politico hanno capito che a Lei preme solo comparire e la politica è altro. Molti credono al suo teatrino, ma lei nasconde la sua nullità nel fare spettacolo. Lei è convinta che fare sapettacolo vagante sia fare politica.
Franco Barbero, 23 luglio
da Adista del 18/04/2026
Il cristianesimo laico di Ortensio da Spinetoli
di Augusto Cavadi
Nell’eccezione corrente (fuori dai confini ecclesiali cattolici) il termine “laico” suggerisce un’antitesi, un’opposizione a “cristiano” o più ampiamente a “religioso”. In questo senso polemico, Ortensio da Spinetoli non è stato un “laico” perché – entrato nell’Ordine dei Frati minori Cappuccini, in cui è stato anche consacrato presbitero – non ne è uscito formalmente sino alla morte, avvenuta nel 2015 quando egli era novantenne, nonostante da molto tempo vivesse ormai fuori dai conventi presso una modesta famiglia di Recanati che lo aveva accolto fraternamente.
Ma c’è un altro significato di “laico” che prescinde dalla dialettica oppositiva, polemica, con ciò che è “sacro” o “santo” ed è invece definito da una costellazione di qualità positive: la sincera ricerca della verità, la libertà da pregiudizi e dogmatismi, il coraggio di criticare qualsiasi teoria (anche se la si è condivisa sin dalla nascita), la pazienza di condividere con il dubbio su tutto ciò che non s’impone con evidenza, il rispetto per chiunque esprima idee diverse dalla propria, l’amore per le bellezze naturali e artistiche… In questa seconda accezione Ortensio da Spinetoli è stato sinceramente e profondamente “laico”.
Ciò gli fa onore e spiega la varietà delle persone con cui è stato in relazione durante la vita: credenti, agnostici, atei di ogni strato sociale, professione o mestiere. Molti sono stati e sono i preti, i frati, le suore che – per un’inclinazione intuitiva – hanno testimoniato simili aperture. Ciò che caratterizza la figura di Ortensio è che egli non si è limitato a testimoniare soggettivamente che si può essere “laici” e “cristiani”, ma ha anche offerto le giustificazioni teologiche di questa postura esistenziale. Da studioso competente ha dimostrato come una lettura scientificamente attrezzata dei vangeli rende non solo legittimo, ma addirittura inevitabile vivere la fede laicamente. “laicità credente” o, se si preferisce, “fede laica” non sono ossimori: dimensione “laica” e dimensione “religiosa” si possono, anzi si devono, coniugare in se stesse perché sono state incarnate già nella persona di Gesù di Nazareth – quale almeno ci è possibile conoscere nelle pagine del Secondo Testamento.
da Confronti di giugno 2026
Nulla di fatto al summit tra Trump e Xi
Secondo quanto riportato da Reuters, il presidente statunitense Donald Trump lo scorso maggio ha lasciato Pechino dopo due giorni di colloqui con il presidente cinese Xi Jinping, segnati da toni cordiali, ma da risultati politici limitati. Il vertice, accompagnato da una forte cornice simbolica e diplomatica, non ha prodotto svolte significative né sul commercio né sul dossier Iran, nonostante le aspettative di Washington di ottenere un sostegno cinese per la fine del conflitto.
Gli Stati Uniti hanno parlato di intese preliminari su alcuni scambi agricoli, ma senza dettagli concreti né passi avanti su questioni strategiche come i semiconduttori o le terre rare.
Sul piano politico, il confronto ha evidenziato una distanza sostanziale tra le priorità delle due potenze. Trump ha insistito su possibili aperture economiche e accordi industriali, mentre Xi ha rilanciato l’idea di una “stabilità strategica costruttiva” nei rapporti bilaterali, segnando un cambio di linguaggio rispetto alla precedente impostazione basata sulla competizione. Il momento più sensibile del summit è arrivato a porte chiuse, quando il leader cinese ha avvertito che una gestione errata della questione di Taiwan potrebbe portare a un’escalation del conflitto.
Un messaggio che ha pesato sull’incontro, mentre da parte americana è stata ribadita la linea della “ambiguità strategica”. Sul fronte iraniano, Pechino non ha assunto impegni concreti, nonostante le richieste statunitensi di utilizzare la propria influenza su Teheran per favorire una soluzione diplomatica. Analisti internazionali segnalano che la Cina continua a considerare l’Iran un partner strategico in funzione anti-occidentale.
HO PIANTO E PREGATO PER RANUCCI
In un quadro parlamentare e televisivo indecente, pieno di ignoranti e persone prive di cultura, di servi e serve del “padrone americano”, come il nostro Presidente del Consiglio che prende ordini e poi sa soltanto dare baci e fare abbracci e forse fare altro in modo da completare il quadro indecoroso della sua figura e di tutta la sua vita, come trapela ed è ben visibile a chi presso di Lei e presso ai suoi simili sta per fare soldi e carriera, se togli la apparenza, la persona non è altro che il giocattolo di Netanyhau e del Capo Supremo.
Il nostro parlamento e governo non sono che servitori della banda dei due assassini Usa, innamorati solo della carriera e dei soldi. E’ difficile trovare più di 20 persone pulite.
LA PARTE PEGGIORE
La parte peggiore del popolo italiano, a mio avviso ben informato, il Parlamento ha bisogno di un corso di Etica personale e sociale perché i discorsi seri del Presidente della Repubblica, veraci, puntuali, documentati e rispettosi delle istituzioni, vengono letti e interpretati come discorsi e consigli del nonno della repubblica e non come richiamo al rispetto delle leggi istituzionali. C’è tanto lavoro da fare perché il popolo italiano sia preso sul serio, nelle richieste di un Parlamento che guardi alla giustizia più che ai continui festini, che pronuncia promesse che sono costruire ed esprimere un “discorso nazione” che in realtà è retorica compiacente e parole che fanno parte di una locuzione da mercaro delle illusioni.
Franco Barbero, 16 luglio 2026
da Confronti di giugno 2026
Varsavia riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso
Dopo che a novembre la Corte di giustizia dell’Unione europea ha emesso una sentenza che obbligava la Polonia a registrare i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti in altri Paesi dell’Ue, anche se la legge polacca non lo consentiva, lo scorso maggio le autorità di Varsavia hanno annunciato di aver riconosciuto per la prima volta nella storia della nazione a maggioranza cattolica un matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato in Germania.
martedì 28 luglio 2026
da Confronti di maggio 2026
I numeri del suicidio in Italia
In Italia, ogni giorno si tolgono la vita in media 10 persone, oltre 300 al mese.
Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il fenomeno è in costante crescita. Nel 2021 e nel 2022 – gli anni più recenti monitorati – il tasso di suicidi è salito a 0,74/0,75 ogni 10mila abitanti. Si tratta di un lieve aumento, ma i livelli restano inferiori rispetto al triennio 2011-2013, quando l’indice superava lo 0,80.
in particolare, nel 2022 sono stati registrati 3.934 suicidi: un incremento evidente rispetto all’anno precedente, in cui se ne erano verificati 3.870.
Nonostante questo, il Paese attualmente non dispone né di un piano nazionale integrato per la prevenzione del suicidio, né di un sistema di monitoraggio in tempo reale. Infatti, a fine 2025, non esistono dati ufficiali dal 2023 e i report presenti online sono spesso pubblicati con anni di ritardo.
L’assenza di informazioni causa un problema significativo: se i numeri non vengono raccolti, studiati e resi pubblici è difficile comprendere la portata del fenomeno e, di conseguenza, elaborare misure strategiche e soluzioni adatte a contrastarlo.
Proprio per sopperire a questa mancanza, la Onlus di divulgazione scientifica Brain Research Foundation (Brf) ha deciso di aprire un osservatorio nel 2021. Lo scopo è monitorare i suicidi e quelli tentati, tramite l’analisi delle notizie di cronaca locali e nazionali.
Tra gennaio e agosto 2024, gli ultimi mesi rilevati, i ricercatori hanno contato 416 suicidi e 420 tentativi.
Basando la propria raccolta su fonti secondarie, come giornali e siti web, è probabile che l’osservatorio consideri solo gli avvenimenti che riesce a verificare direttamente, escludendo i casi non riportati dai media. Il risultato è che i suoi dati pur essendo disponibili quasi in tempo reale, restano parziali e imprecisi, soprattutto se confrontati con quelli che potrebbe diffondere l’Istat.
Quest’ultimo, infatti, elabora le informazioni ufficiali provenienti dai certificati di morte compilati dai medici, ottenendo archivi più completi e affidabili.
Ad esempio, la Brf riporta che nel 2022 sono avvenuti 595 suicidi, mentre l’Istat – come discusso in precedenza – ne registra 3.934.
Tutto ciò, però, non vanifica il lavoro svolto da fondazioni, organizzazioni, laboratori e istituti di indagine sparsi sul territorio italiano che, anzi, è cruciale per colmare il vuoto alimentato dall’indifferenza delle istituzioni.
Invito alla lettura biblica
Ho ricevuto in dono da Cesare due libri:
1) Lidia Maggi e Angelo Reginato –
Ma chi siamo noi? La questione identitaria nei libri
di Rut e Giona – Claudiana 2026;
2) Ernesto Borghi -
Il discorso della montagna – Giustizia e Libertà
Claudiana 2026.
Mi raccomando la lettura, e chi non riuscisse ad averlo passi da me in Via Porro 16 a Pinerolo.
E’ proprio il tempo di darsi a letture nutrienti.
E’ preziosa la lettura biblica. Pochi giorni fa ho incontrato la comunità di Rivalta, un gruppo molto fedele alla lettura biblica, che sta per iniziare la lettura degli Atti degli Apostoli. Ci siamo ritrovati a Pinerolo. Che gioia constatare che la comunità non ha mai mollato la lettura biblica che tiene in vita il cammino di fede da molti anni.
Franco Barbero
da Tempi di Fraternità di maggio 2026
Inno alla materia (del gesuita paleontologo Pierre Teilhard de Chardin - Jersey 8 agosto 1919)
BENEDETTA sii tu, aspra Materia, sterile gleba, dura roccia, tu che cedi solo alla violenza e ci costringi a lavorare se vogliamo mangiare.
BENEDETTA sii tu, pericolosa Materia, mare violento, indomabile passione, tu che ci divori se non t’incateniamo.
BENEDETTA sii tu, potente Materia, Evoluzione irresistibile, Realtà sempre nascente, tu che, spezzando ad ogni momento i nostri schemi, ci costringi ad inseguire, sempre più oltre, la Verità.
BENEDETTA sii tu, universale Materia, durata senza fine, Etere senza sponde, triplice abisso delle stelle, degli atomi, e delle generazioni, tu che travalicando e dissolvendo le nostre anguste misure, ci riveli la dimensione di Dio.
BENEDETTA sii tu, impenetrabile Materia, tu che, ovunque tesa tra le nostre anime ed il Mondo delle Essenze, ci fai languire dal desiderio di forare il velo senza cucitura dei fenomeni.
BENEDETTA sii tu, mortale Materia, tu che, dissociandoti un giorno in noi, c’introdurrai necessariamente nel cuore stesso di ciò che è. Senza di te, o Materia, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strazi, noi vivremo inerti, stagnanti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio. Tu che ferisci e medichi – tu che resisti e pieghi – tu che sconvolgi e costruisci – tu che incateni e liberi – linfa delle nostre anime, Mano di Dio, Carne del Cristo, o Materia, io ti benedico.
TI BENEDICO, o Materia, e ti saluto, non già quale ti descrivono, ridotta o sfigurata, i pontefici della Scienza ed i predicatori delle Virtù, Un’accozzaglia, dicono, di forze brutali e di bassi appetiti, ma quale tu mi appari oggi, nella tua totalità e nella tua verità.
TI SALUTO, inesauribile capacità d’essere e di trasformazione in cui germina e cresce la Sostanza eletta.
TI SALUTO, universale potenza di ravvicinamento e d’unione, che lega tra di loro le innumerevoli monadi ed in cui esse convergono tutte sulla strada dello Spirito.
TI SALUTO, sorgente armoniosa delle anime, cristallo limpido dal quale è tratta la Gerusalemme nuova.
TI SALUTO, Ambiente divino, carico di potenza Creatrice, Oceano mosso dallo Spirito, Argilla impastata ed animata dal Verbo incarnato. Per raggiungerti, o Materia, bisogna che, partiti da un contatto universale con tutto ciò che, quaggiù, si muove, sentiamo via via svanire nelle nostre mani le forme particolari di tutto ciò che stringiamo, sino a rimanere alle prese con la sola essenza di tutte le consistenze e di tutte le unioni. Se vogliamo possederti, bisogna che ti sublimiamo nel dolore dopo averti voluttuosamente stretta fra le nostre braccia. O Materia, tu regni sulle vette serene ove i santi pensano di evitarti, carne così trasparente e nobile che non ti distinguiamo più da uno spirito. Portami su, O Materia, attraverso lo sforzo, la separazione e la morte. Portami dove sarà finalmente possibile abbracciare castamente l’Universo. Giù, sulla sabbia ridiventata tranquilla, qualcuno piangeva. “O Padre mio! Padre mio! Quale vento folle lo ha dunque rapito!”. E per terra giaceva un mantello.
N.B. Quando Elia fu rapito in cielo sopra un carro fiammeggiante, Eliseo, suo discepolo ricevette il suo mantello, segno della continuità della missione profetica.
lunedì 27 luglio 2026
E’ sera...
E’ sera. Ho sentito con dolore ciò che anche una televisione “americana” come la nostra non può completamente falsificare e nascondere. Ho pregato Dio che trovi due profeti capaci di imitare la Giuditta biblica e aiuti noi cristiani a comprendere che il “buonismo”, ormai dogma cattolico, non consente altro che permettere ai tiranni di continuare nei loro progetti di morte e violenza, che ogni giorno causano nuove migliaia di persone morte e vite spezzate, solo per il capriccio dei tiranni che abitano il nostro tempo e la loro sete di potere.
...Poi è arrivata Sarya, che mi aiuta nei miei bisogni quotidiani e che mi chiama Padre, e il mio cuore ha avuto un balzo di felicità.
Grazie, o Dio d’amore e di giustizia. Solo da Te viene la forza di proseguire questa strada con speranza, con piccole opere, con spirito comunitario, con tanta gioia e con lo sguardo al Sole di giustizia che si fonda in Te.
"Voi siete testimoni”
da “Come la samaritana" – 2009
di Franco Barbero
Ecco la consegna di Gesù che la “comunità” di Luca si prefigge di vivere: “Essere testimoni”. Il passaggio è netto per noi oggi: dalla chiesa dei documenti e delle encicliche alla comunità della solidarietà e della giustizia, da una “comunità appartata” ad una comunità coinvolta nei problemi del mondo. Non si tratta di un vago discorso sullo stato delle chiese cristiane. Si tratta di interrogarci e di verificare fino a che punto la prassi di vita di Gesù sta contagiando e cambiando in profondità la mia piccola personale esistenza.
da Confronti di Maggio 2026
Caregiver familiari: un lavoro invisibile
di Valentina Paiano
I caregiver familiari in Italia, stimati in milioni, reggono gran parte del peso della cura per persone fragili, tra sacrifici personali, carico economico e burocrazia complessa.
<<Il 12 febbraio 1995, alle ore 2.00 la mia vita ha virato verso una direzione a me sconosciuta. Venti terribili giorni in cui la mia compagna, amica, confidente di una vita quasi ventennale, cade in un coma profondo dal quale tu non sai se ne uscirà. Ho provato apprensione, sgomento, frustrazione perché colei che io avevo definito “il bastone della mia vecchiaia”, in un attimo era diventata una bambina bisognosa di amorevoli cure e di tanta attenzione. Non è più stato un rapporto fra moglie e marito>>.
Un cambio di relazione
Luigi (nome di fantasia per tutelarne la privacy) non racconta un “prima” e un “dopo”: mette un chiodo nel tempo, un’ora esatta, e da lì fa scorrere trent’anni di cura. La sua storia contiene già una delle fratture più dure: la persona amata resta viva, ma torna diversa, e la relazione deve reinventarsi.
<<Da quel momento le cose via via sono andate migliorando. Le cure psicologiche, fisioterapiche e logopediche iniziavano a dare i loro frutti, ma il percorso di riabilitazione non lasciava dubbi: non sarebbe più stata la persona volitiva, capace, intelligente, pragmatica e meravigliosa della quale io mi ero innamorato. Paola era diventata l’esatto opposto di quella che avevo sposato. Una persona come me, che non ha avuto figli, ha solo due pozzi dove attingere aiuto: parenti e amici>>.
La malattia non porta via solo funzioni. Cambia le relazioni e i ruoli. Cambia la grammatica dell’intimità. <<Un giorno Paola decise di non andare più al lavoro perché non si sentiva più utile. Da allora, mi sono trovato a doverla gestire 24 ore su 24 da solo. Negli anni la situazione è ulteriormente peggiorata e sono iniziati i nostri “pellegrinaggi” nelle varie Aziende sanitarie alla ricerca di una cura per un tumore ovarico – prosegue Luigi -. Gli spazi che mi ero ricavato dopo il pensionamento sono via via scomparsi. Ho capito che la mia vita avrebbe avuto un andamento che non avevo neanche lontanamente pensato. La mia quotidianità è monotona: sveglia alle 4.00 per la terapia, alle 6.30 colazione e farmaci, poi spesa, pranzo, riassetto, terapie pomeridiane. Mi mancano le passeggiate, mi mancano i progetti che avevo per il mio futuro.
domenica 26 luglio 2026
Siamo solo operai del regno e testimoni
O Dio,
roveto ardente che non Ti consumi,
aiutami a togliermi le “fasciature” e le sicurezze che rendono insensibile il mio piede alle gioie, alle spine, alle voci, alle speranze che arrivano dalla terra della nostra vita quotidiana: la terra che è santa perché Tu ce la doni e perché Tu hai deciso di abitare per sempre con le Tue creature.
Ma non esiste nessuna “terra santa” all’infuori della nostra vita quotidiana. Lì ci chiami all’incontro, al cammino, all’impegno con l’orfano, la vedova, lo straniero, il sofferente mentale…
Tu che in Gesù ci hai donato il vero maestro di accoglienza, di discernimento e di perseveranza, liberaci dalla tentazione di cercare la bacchetta magica, ma educaci nel costruire, con pazienza e fiducia, giorno dopo giorno, anno dopo anno, i piccoli passi e i piccoli progetti di giustizia e di solidarietà: aiutaci ad aprire i nostri cuori.
Franco Barbero – da “Come la Samaritana” – 2009
Che dono Dio mi ha fatto
Ho il cuore rotto dalle notizie di guerre e morti. Non c’è giorno che i due principali responsabili di questa situazione, Netanyahu e il Presidente degli Stati Uniti, non contino vittorie e progetti di conquista. Merita ancora vivere in un mondo così? Qualche volta questa inquietante domanda mi crea momenti di desolazione profonda. Ma poi, come mi è successo, il sorriso della cara e vecchissima giornalaia con il suo <<Ciao Franco>>, con il suo saluto ridente e l’incontro in strada, anch’esso mattutino, in compagnia di Najate, di una donna che da un po di tempo mi regala il suo sorriso, e che ogni volta abbraccio con gioia, e così facciamo quattro parole sui dolori, le sofferenze e le gioie della vita, hanno acceso una fiammata di gioia.
Sui giornali che leggo ogni giorno con impegno appassionato, risaltano in modo brutale le nefandezze e le violenze che i tiranni di questo nostro tempo continuano a compiere.
A me che partecipo con convinzione di fede, di impegno politico e sociale, al gruppo che vuole porre fine a questa situazione, mi fa profondo dispiacere constatare che spesso, anche all’interno della mia stessa comunità, non c’è condivisione, ma derisione di questi miei pensieri. Molti miei scritti al riguardo, fatti in questi ultimi mesi, scritti dove non si rimuoveva il tema della pace e la preghiera di cui sono praticante assiduo, perché Dio può convertire da ogni patologia di violenza. Scrissi una lettera a Netanyahu per ricordargli che Dio è sempre disposto a indicare una nuova strada, anche ai dittatori, sperando e pregando per la sua conversione e la continua violenza e morte che semina sulla povera gente del popolo palestinese. In me non una parola o espressione di odio, ma la speranza in Dio. Non sò come questo mio scritto sia sparito, o forse lo so….
La lettera era scritta con amore, senza alcun sentimento di odio e solo per invitare il “potente tiranno” ad aprire il suo cuore al Dio dell’amore.
C’è chi ha fatto sparire questa lettera ed ora è introvabile e forse distrutta.
Franco Barbero
da Mosaico di Pace di giugno 2026
...dal Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia...
Il raccolto del Signore
di Gianluca Fiusco (responsabile della comunicazione della Chiesa Evangelica Luterana in Italia)
La terza seduta del 29° Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, riunito a Roma dal 30 aprile al 3 maggio 2026, è stata la fotografia di una Chiesa che sta cambiando, che sa di dover cambiare, e che ha scelto di farlo senza cedere alla fretta né all’angoscia.
Un Sinodo luterano non è un consiglio di amministrazione, anche se a chi non lo conosce dall’interno potrebbe sembrarlo: si parla di bilanci, di sedi, di quote societarie. Ma la forma sinodale è, in sé, una dichiarazione teologica. Dice che le decisioni non cadono dall’alto, che la comunità è soggetto e non oggetto della propria vita. In un’epoca in cui le istituzioni faticano a giustificare la propria autorità, questo non è un dettaglio. E’ la sostanza. Il motto sinodale – “All’opera per il raccolto del Signore” (Mt 9,37-38) – è stato declinato nel culto d’apertura da Kirsten Thiele, vice decana uscente, con una franchezza raramente udita in un’assemblea ecclesiastica: “Forse abbiamo troppi bagagli. Gesù chiedeva bagagli leggeri”. Un invito non ornamentale: descriveva la condizione reale di una Chiesa che deve scegliere cosa portare nel cammino che viene, e cosa lasciare sul ciglio della strada. (…)
Comprendere la fede luterana non è semplice in Italia. Si tende a confonderla mettendo insieme tutto e tutti: il protestantesimo italiano, l’evangelicalismo americano che benedice le guerre, o il pentecostalismo che fa rumore. Non è così. I luterani hanno una storia teologica secolare, una tensione permanente tra grazia e responsabilità, una tradizione sinodale che è l’opposto del protagonismo. E portano il peso di una storia complessa – che include certo il silenzio delle Chiese tedesche di fronte al nazismo ma anche e soprattutto la resistenza di chi, come Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano, pagò con la vita la scelta di non tacere. Questa storia non viene rimossa: viene portata, come si porta una ferita che ha insegnato qualcosa di fondamentale.
Una Chiesa che non fa mistero dell’importanza che le risorse hanno per l’impegno sociale oltre che ecclesiastico, ma che parte dall’ascolto dei beneficiari dei microprogetti sociali che ha scelto di sostenere, che riduce le sedi perché la realtà lo chiede, che prega insieme alle altre Chiese cristiane – sta dicendo con i fatti cosa significa essere Chiesa oggi. Non un monolite che dispensa certezze. Ma una comunità cristiana che cammina, che prova a portare i bagagli giusti, e lascia sul ciglio della strada quelli che rischiano di appesantirne il viaggio.
… al sinodo è stato eletto, tra altri, il nuovo decano pastore della comunità di Torino, Tobias Brendel.
sabato 25 luglio 2026
da Mosaico di Pace di giugno 2026
Cristianesimo contraffatto
di Sergio Paronetto (già vicepresidente Pax Christi Italia)
Gli interventi di papa Leone tra marzo e aprile 2026 (con il viaggio in Africa) smascherano la nuda ferocia del potere oggi dominante nei vari continenti, in particolare il comportamento disumano e teologicamente blasfemo di autocrati come Trump, Putin, Netanhyau, fondamentalisti islamici, ebraici, cristiani, induisti, diffusi in vari continenti. Senza entrare direttamente in contraddittorio con Trump, Vance e Rubio, Leone ha il merito di svelare la gigantesca verità del potere mondiale operando, contemporaneamente, un salto etico-politico (la guerra è strage di innocenti, un affare economico predatorio, un crimine contro l’umanità), un grido teologico (la guerra è idolatria blasfema, una forma di deicidio), un sussulto civile in nome della libertà responsabile (basta coi tiranni, i prepotenti e i predatori), suscitando un ampio consenso. Leone avverte che la posta in gioco è altissima perché riguarda, contemporaneamente, il dolore del mondo, la speranza di ognuno, il destino dell’umanità e la sostanza della fede cristiana.
Il tentativo di ricucire il rapporto con Trump, operato dal Segretario di Stato Rubio il 7 maggio 2026, appare alquanto strumentale, se non intimidatorio. Prevost non teme il delirio di onnipotenza dell’antipapa Trump, e non ha alcuna intenzione di diventare “il cappellano dell’Occidente armato”. In questo appare simile a Bergoglio che nella sua autobiografia Spera (Mondadori 2025), rifiutando “la logica perversa della guerra”, respinge il tentativo diffuso di “fare del papa il cappellano militare dell’Occidente anziché il pastore della chiesa universale”.
Da tempo si fa scottante la questione del potere mondiale e del suo rapporto con la religione (con tutte le religioni). Su questo intreccio la sfida assume un valore radicale. Molti studiosi (ad es. Zuboff, Aresu, Padella, Mazzarella, Zamagni) analizzano le caratteristiche del potere contemporaneo basato sul ruolo determinante delle big tech californiane (Palantir, Anduril, SpaceX, Starlink, Defence Llama, Neuralink, Helsing e altre), associate all’amministrazione trumpiana. Si sta realizzando il dominio di un neocapitalismo plutocratico e finanziario, tecnocratico ed etnocratico, populista e imperialista, futurista e messianico, orientato a eliminare la democrazia e il diritto e a imporre una teologia suprematista in nome del dio del proprio esercito (e di se stessi). Tra i documenti necessari per capire, occorre citare il Manifesto del Capitalismo Oligarchico scritto da Pieter Thiel nel 2009, in California, sostenuto da una potente pattuglia di miliardari quali Vance, Bezos, Musk, Pichai, Altman, Sacks: il Programma Scientifico del Claremont Institute, uno dei più efficaci centri dell’ultraconservatorismo americano; il Manifesto Tecno-Ottimista di Marc Andreessen Ben Horowitz, dell’ottobre 2023, ammiratore del futurismo italiano (…), per rendersi conto di quanto sta accadendo.
Non si tratta di farneticazioni singole ma di un programma preparato da miliardari convertiti a un cristianesimo contraffatto, in proiezione transumanista o postumanista. Peter Thiel, il più trumpiano dei nuovi oligarchi, afferma che è giunto il tempo di abbandonare ogni forma di liberalismo e di pauperismo, per dedicarsi a una teocrazia plutocratica, a un cristianesimo della prosperità e del dominio. Nemici di tale progetto, discepoli dell’”anticristo”, sono coloro che operano per la pace, il disarmo, la giustizia, la cura della terra, l’accoglienza, il pensiero critico non violento. Tra i nemici più pericolosi c’è papa Leone XIV perché, sulla scia di Bergoglio, si occupa di pace, di giustizia e dei poveri, discute di democrazia e riflette sulla IA. Leone con la sua mitezza interviene in modo radicale sulla degenerazione del potere e della fede. (L’articolo è pubblicato in versione integrale in Mosaiconline)
da Mosaico di Pace di giugno 2026
Per non dimenticare il popolo saharawi
di Patrizia Minella (Associazione Karama)
Il 20 marzo scorso, a Sesto San Giovanni, all’interno di un corso di Geografia umana organizzato dal Centro Studi Problemi Internazionali, due socie dell’associazione Karama hanno tenuto una partecipata lezione dal titolo “Sahara Occidentale: ultima colonia d’Africa”.
L’incontro, aperto con una breve presentazione della rete di sinergie che lega l’Associazione Karama al Centro Studi Problemi Internazionali, ha visto come prima protagonista Giovanna Andreoni, sulla scorta della sua tesi di laurea in Mediazione Linguistica e Culturale. La Andreoni ha ripercorso l’excursus storico sul Sahara Occidentale, nei suoi tre periodi: precoloniale, coloniale e contemporaneo. Si sono attraversate la storia dell’invasione marocchina, la guerra di Resistenza, la fondazione della RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica), Stato membro dell’Unione Africana, fino alla costruzione del Muro della vergogna, un sistema di sette muri di sabbia lungo 2700 km, attrezzato di campi minati, postazioni militari sempre attive e torrette d’avvistamento. Un muro, vergognoso appunto, che taglia in due il popolo saharawi, lasciandone una parte discriminata e perseguitata sull’Oceano e una parte nei campi profughi dalla RASD.
Tali campi sono stati autorizzati tra il 1975 e il 1976 presso Tindouf, appena oltre il confine algerino, una zona desertica per il suo clima estremo definita “il giardino del diavolo”.
La funzione delle donne nella gestione dei campi è da sempre fondamentale. Basti ricordare che le Wylaia – i campi con il nome delle città che i Saharawi hanno dovuto abbandonare sotto i bombardamenti del Marocco (El Aaiun, Auserd, Smara, Dakhla e Boujdour, infine Rabouni dove hanno sede gli uffici amministrativi) – hanno quasi tutte sindache donne. Sono insegnanti, medici, infermiere, amministratrici. Molte si sono formate gratuitamente a Cuba e negli ex Paesi socialisti.
E’ stato ricordato il coraggio delle donne resistenti nei territori occupati dal Marocco, donne violentate, imprigionate e torturate.
In particolare, merita rilievo, la figura di Aminetou Haidar, chiamata la Gandhi sahrawi. Ad oggi, la situazione dei “profughi dimenticati”, come li definiva nel 2024 la Commissione europea, è ancora, anzi sempre più, tragica. Gli aiuti delle organizzazioni internazionali (PAM, UNHCR, ad esempio) sono diminuiti di più del 30%, a causa dell’aumento del numero di profughi nel mondo; i prezzi dei rari prodotti freschi che arrivavano ai campi sono aumentati enormemente; la situazione sanitaria si aggrava di anno in anno.
Per dieci estati consegutive, fino al 2018, abbiamo accolto nelle scuole della nostra città, dieci bambine/i dei campi profughi, per permettere loro di effettuare controlli sanitari, cibo sano e sfuggire ai 60 gradi del deserto.
Dal 2020 Karama ha adottato 13 famiglie con bambini/e celiaci con un impegno triennale e porta, ogni anno, gli aiuti ai campi (200 euro a famiglia) tramite un socio. Le famiglie individuate dal sistema sanitario della RASD sono per ora 120. Vogliamo tener accesa una luce sulla situazione di un popolo pacifico che, da sempre, si affida al diritto internazionale e alla mediazione ONU, ma che oggi il diritto della forza (non la forza del diritto) riduce a essere una provincia marocchina.
da Confronti di giugno 2026
Il coraggio del dialogo contro la semplificazione del conflitto
di Claudio Paravati (direttore di Confronti)
In un mondo fatto di insulti, prevaricazioni, accuse e violenza verbale, come un lumino nell’ombra della spontaneità della valanga social sta questo libro, apparso pochi mesi fa, che consiglio a tutti, Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente, edito da Feltrinelli. Il testo presenta il dialogo tra Riccardi Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, e Gad Lerner, scrittore e giornalista di fama.
Tema del dialogo: è facile da intuire; come posizionarsi nei confronti di ciò che è successo, ed è ancora in corso, tra Israele, Gaza, Cisgiordania? Quali sono le idee su Ebraismo, ebrei, Israele?
Rav Di Segni il 25 settembre del 2023 disse, nel Tempio a Roma, per la fine del digiuno di kippur: <<Siamo sull’orlo di una guerra civile>>. Si riferiva, allora, alle tensioni politiche in Israele, alla spaccatura nella società israeliana tra sostenitori da una parte e contestatori dall’altra del governo Netanyahu e si riferiva a come questa dialettica riverberasse anche nella diaspora ebraica in Italia. Poco dopo tutto è cambiato, in peggio purtroppo, come sappiamo, dal 7 ottobre 2023, con il più grande pogrom dalla fine della Seconda guerra mondiale e la successiva devastazione di Gaza.
Leggere il dialogo franco, deciso, senza fronzoli, di Lerner e Di Segni è tempo ben speso: ci ricorda che siamo tutti parte in causa. A volte sullo sfondo, a volte nel centro, emerge chiaro per il lettore il tema di fondo: che tipo di società abbiamo in mente qui dalle nostre parti? Aperta, plurale, che sa valorizzare questa pluralità?
Secondo: il tema del rapporto col Cristianesimo. I due interlocutori ci ricordano, nel loro dialogo, quali giudizi e pregiudizi sono ancora latenti sotto la cenere. Terzo: politica e fondamentalismi, di ogni nuovo genere, si tengono insieme e si posizionano sulla questione. In sole due pagine ci dicono, i protagonisti, più di quanto altri sanno dire in interi articoli, in particolare sul “Sionismo cristiano”, o “Sionismo laico”: rammentano entrambi quanto il fenomeno sia complesso, articolato, e non solo evangelical come ai media piace semplificare, aiutati dalle immagini di Donald Trump in mezzo ai predicatori “fedelissimi”. Rav Di Segni ricorda come sia anche un fenomeno cattolico, e a pag. 87 fa riferimento alle tante persone <<di fede evangelica>>, che sono <<attente, rispettose e affettuose nei confronti della comunità ebraica>>.
Come a dire: non semplifichiamo fenomeni complessi! Tutto il libro è all’insegna di questa impostazione, e cioè non semplificare ma ragionare insieme su ciò che semplice e lineare non è, ma che è complesso, storico, articolato, a volte contraddittorio.
Questo libro è una testimonianza. Lo è nella sua forma stessa: dialogare, anche aspramente, ma dialogare. Lo è nel contenuto: si fa capire, è scritto per essere capito, ma non rinuncia a rimanere nella complessità. Le posizioni tra i due interlocutori alla fine rimangono distanti. Eppure quando si è finito di leggere il libro è come se, seppur nella differenza, l’aver attraversato il dialogo ci abbia comunque mossi, avvicinati.
Si fatica a non pensare che se ci fossero più dialoghi di questo livello qualcosa potrebbe muoversi di più. Nel frattempo leggiamo il libro e prepariamoci a dialogare.
venerdì 24 luglio 2026
da Mosaico di Pace – giugno 2026
“Preghiera dei piedi stanchi”
Ho percorso tanta strada con questi piedi stanchi, mio Dio.
E loro portano tutti i segni delle mie fatiche.
Li ho rinchiusi in scarpe scomode proprio come ho rinchiuso
me stessa in ruoli sociali che non mi appartenevano.
I miei piedi hanno la pelle indurita come quella del mio cuore.
Indurita dagli abbandoni e dai tradimenti, ma anche
dai miei sbagli che hanno fatto sanguinare altri cuori.
Ho percorso tanta strada con questi piedi stanchi, mio Dio.
E sono giunta qui davanti a te.
Mentre mi lascio accogliere e l’acqua scorre
su questi piedi vissuti, sento che loro cantano,
grati per questa vita, per il tuo amore e il tuo perdono.
Amen”.