giovedì 7 maggio 2026

 Ripropongo un mio pensiero dedicato a Fiorentina, andata a Dio il giorno 7 maggio del 2024, esattamente due anni fa (f.b.)

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Cara Fiorentina,
le lacrime che scendono dai miei occhi non mi impediranno di proseguire.
Cercherò qualche parola che sia memoria di te, che ora sei nel cuore di Dio che tanto hai amato e ora non ti lascerà mancare il Suo amore.
Solo Dio può farci continuare il viaggio della vita nel Suo eterno mistero d'amore.
Mi affido totalmente a Dio anche per ciò che ti riguarda.
Io sono in un dolore che le parole non possono esprimere. Tu sei stata per me il Fiore più bello, profumato e salutare che io abbia incontrato nei 40 anni di vita trascorsi con te.
Tutto mi parla di te e il mio cuore teme di scoppiare per l'insonnia e il dolore.
Non c'è incontro biblico in cui non ti sento vicino, ma i tuoi baci, i tuoi abbracci mi mancano. Che anni d'amore...
Di te, o Fiorellino mio, è pieno il mio cuore, e so che, avvolta nell'amore di Dio, sei vicina a me.
Cercherò, con la fede che mi sorregge, di continuare le tante piccole cose che facevamo insieme, continuerò le battaglie che le Scritture ci sospingevano ogni giorno a combattere.
Accanto al blog, ti sento presente come un Fiore che riesce insieme a scrivere con una mano e con tanto amore ad accarezzarmi con l'altra.
Mi accosto al blog e sento la tua presenza e il tuo profumo.
Dovrei ricordare che tu sei stata la più vera maestra di vita evangelica nel cammino comunitario che ci ha sempre caratterizzato e che ora continua a darmi il sostegno necessario per un cammino come il nostro del passato.
La penna è sopraffatta delle lacrime...
Pensando e sentendoti nel mio cuore, vicina come allora, Dio mi darà la forza di proseguire con fiducia e gioia il mio servizio nella comunità e a quanti mi cercano.
Solo tu, Fiorellino, avevi questa notizia: tra pochi giorni sposerò un prete francese e una donna piena d'amore e battezzerò nella stessa giornata i loro due figli.
Solo perché la comunità mi sostiene con dedizione infinita posso continuare a vivere e a svolgere il ministero.
Pinerolo, Piossasco, Saluzzo, Racconigi e Torino hanno condiviso il cammino di tanti anni ed ora sono stati solidali nella sofferenza.
Nei prossimi funerali potete liberamente parlare.
Mio dolcissimo Fiorellino.

don Franco Barbero, 9 maggio 2024

Versetti Sapienziali

dal libro biblico di Siracide

 

Il ricco e il povero

 

«ll ricco fa l’ingiustizia e poi anche minaccia,

il povero subisce l’ingiustizia e chiede perdono.

Se gli sei utile, ti sfrutta,

se hai bisogno, ti abbandona.

Se possiedi, starà con te,

e ti spoglierà senza il minimo rimorso.

Se ha bisogno di te, t’imbroglia,

ti sorride, ti dà speranze,

chiede gentilmente: «ti occorre qualcosa?».

Ti farà vergognare con i suoi pranzi,

fino a quando non ti spillerà

due o tre volte tanto;

così alla fine sarà lui a deriderti;

dopo, ti avrà ma ti eviterà,

anzi scuoterà la testa su di te.

Bada a non farti ingannare,

affichè non sia umiliato per la tua leggerezza.

Se un potente t'invita, fa resistenza,

così insisterà nell’invitarti.

Non essere sfacciato per non essere respinto,

non stare appartato per non essere dimenticato.

Non parlargli da pari a pari,

non fargli credito se parla molto;

perché spesso parla per provarti

e t’indaga anche sorridendo.

Egli non ha riguardi per i tuoi segreti,

e non ti risparmierà guai e catene.

Fai attenzione e sii molto cauto,

perché cammini sull’orlo del precipizio.

Ogni animale ama il suo simile

ed ogni uomo il suo prossimo.

Ogni carne è attratta verso la stessa specie,

perciò l'uomo aderisce al suo simile

Forse il lupo coabiterà con l’agnello?

Così il peccatore con l’uomo pio.

C’è pace tra la iena ed il cane?

E c’è pace tra il ricco e il povero?

I leoni nel deserto vanno a caccia di onàgri,

così i poveri sono il pascolo dei ricchi» (Sir. 13,3-19).

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

A. Minissale, Siracide (Ecclesiastico), Edizioni Paoline Roma 1980.

S. Virgulin, Profeti e Sapienti uomini dello Spirito, Borla, Roma 1985.

G. Von Rad, La sapienza in Israele, Marietti, Torino 1975.

P. Sacchi, Storia del mondo giudaico, Sei, Torino 1976.

C. Westermann, Primo approccio all’Antico Testamento, Marietti, Torino 1977.

mercoledì 6 maggio 2026

Grazie, o Dio

Diamo spazio all’ascolto dell’altro/a

Ti ringrazio, o Dio della vita e dell’amore,

perché nei lunghi anni di studio in seminario e nei lunghi anni accademici c'era sempre come regalo che dovevo insegnare agli altri come allievi. Non nego che mi è stato utile per servire la causa del Vangelo i molti momenti in cui ho esercitato l’insegnamento. Eppure, senza nulla togliere alla dimensione dell'insegnare, nella mia vita più studiavo più capivo l'importanza dell'ascolto delle persone che nella vita incontri. 

E ancora oggi, sulla soglia della morte, il mio lavoro più appassionato è l’ascolto delle persone che lo desiderano e spesso lo cercano invano o bussano alla porta di chi sa solo fare il maestro, pensando di avere la “verità a fette” da distribuire.

Proprio il rigore degli studi, il silenzio che crea lo spazio per un ascolto delle persone più diverse, la preghiera quotidiana, mi hanno insegnato molto e dato tanto…

Mi è capitato spesso, e sottolineo questo spesso non a caso, perché ho vissuto una bella fetta dei miei giorni ad ascoltare persone le più diverse e i loro racconti li ascoltavo come mi dicessero le parabole di Gesù. Nei loro racconti avevo sempre molto da imparare, condividere. Soprattutto ci confidavamo le nostre gioie e le nostre angosce e facevamo un richiamo al Vangelo che spesso vede l’interlocutore molto interessato ad una fede essenziale.

Oggi posso dire che qualcosa ho insegnato, ma le mie giornate hanno registrato soprattutto il tempo dell’ascolto nel silenzio, nella preghiera, nel dialogo con tantissime persone, venute a me per problemi vari e legati a situazioni d’un tale peso da rendere la vita senza senso e “crocifissa” da molte esperienze negative.

Debbo a loro se ho imparato ad ascoltare e ringrazio Dio che mi ha dato di ascoltare a migliaia nei lunghi giorni della mia vita che ora è alla fine e ancora dedico all’ascolto di un fratello o sorella dai quali ho imparato molto di più di ciò che posso aver insegnato.

Tutto grazie a te, o Dio che ti ho sempre sentito come la sorgente, la fontana zampillante di senso e di vita, una spinta alla conversione, un compagno di viaggio premuroso.


                                                         Franco Barbero, 20 aprile 2026

da Il Fatto Quotidiano del 29/04/2026

“Non mi devo scusare Meloni è confusa... 

E l’europa si è persa”

di Stefano Citati



Lingua sciolta e inscalfibile fiducia nella “sua” Russia, quella dell’omonimo Putin. Vladimir Solovyev non si scusa con Giorgia Meloni per la scarica di definizioni che le ha riservato la settimana scorsa, attacca i leader europei, maltratta l’ucraina e difende la politica del Cremlino.

Istrionico e marpione, il presentatore tv russo s’accalora per dimostrare il suo “amore per l’Italia e gli italiani”, paese nel quale ha trascorso per anni l’estate, però “mamma mia, dopo averci investito milioni (per l’acquisto di due ville sul lago di Como, ndr) mi hanno sanzionato e tolto le mie proprietà”.

Per questo ha deciso di vendicarsi usando parole italiane contro la premier Giorgia Meloni? Figuriamoci! Per me l’Italia è come una seconda patria. Per quel che il vostro paese rappresenta per i russi e la relazione speciale che abbiamo avuto storicamente. Non ho problemi con l’Italia, forse alcuni italiani con me... Allora come le è venuto di chiamare “Putta-meloni” insieme ad altre espressioni che vanno oltre la critica politica?

Se ci si riferisce alla parola in spagnolo, o in italiano, vuol dire una cosa; se, invece, si considera la lingua russa putta è in realtà putanitsa, che significa ‘confusione’, ‘non sapere di quel che si parla’... Quel che intendevo è che Meloni è confusa, difendendo il papa ha cambiato opinione riguardo al suo rapporto con Trump: ma forse lo ha fatto per cercare i voti dei cattolici. Come del resto in passato ha tradito le sue origini fasciste, il partito da cui proviene.

Ha mai usato epiteti simili per altri leader europei? 

Di Merz, Macron, Starmer ho detto di peggio...

Meloni non mi pare stia facendo quel che è meglio per gli italiani. E lo stesso è per gli altri. Sono senza memoria, sono come farfalle, non ricordano il passato. I russi ricordano bene cos’hanno fatto gli italiani mandati da Mussolini in Donbass: si sono comportati molto male. Ogni famiglia russa ha caduti nella Grande guerra patriottica. Voi ricordate quanti italiani sono morti nella Seconda guerra mondiale?

L’europa non ricorda più la sua storia.

Sono pronto a chiedere di smettere di piangere per lei. Penso che prima di scusarmi io, vi dovreste scusare voi per quel che è stato fatto in questi anni: come europei avete perso il rispetto della vostra Storia, siete pieni di immigrati; l’Italia è il paese del diritto ereditato dai Romani che sono i padri della civiltà, ma di questo non resta più molto: perciò ho usato il termine ‘vergogna della razza umana’.

Non avete risorse, perché dovremmo invadervi? Se Kiev si ritira la guerra può finire subito

Dobbiamo definire quale sia la posizione americana: quella dei Repubblicani, quella dei Democratici, quella Maga, quella dei tecnofascisti? Allo stesso modo dobbiamo capire di quale Europa, o Italia, parliamo: quella di Salvini o quella di Meloni, degli italiani che vengono a combattere in Donbass? In Russia, Putin vive la stessa vita, usa le stesse parole del suo popolo. Lo abbiamo votato e lo rispettiamo. In Europa quale leader è votato direttamente dal suo popolo? Voi siete in mano alla burocrazia europea.

In Italia ho frequentato spesso il lago di Como, Dongo, Musso... ho visto i luoghi dove Mussolini è stato fermato, dove sono stati uccisi gerarchi fascisti. Mussolini era una figura affascinante e guardava con curiosità e interesse all’organizzazione politica dell’Urss. Non capisco come possa esser finito nelle mani di Hitler: anche lui ha tradito se stesso.

Risolvere la guerra è semplice: l’esercito ucraino deve ritirarsi dal Donbass, smettere di uccidere i russi, quelli che hanno votato per stare con Mosca, e stabilire di essere uno Stato neutrale. Ma Zelensky è troppo influente, ha usato i fondi che Usa ed Europa gli forniscono per tenersi fedeli alcuni leader europei, penso ad esempio a Boris ‘Pinocchio’ Johnson. E ora c’è il IV Reich di Ursula...

Ci sono stato per 300 giorni, ci ho passato tutti i miei periodi di vacanza; ho visitato tutta la linea, ho parlato con i soldati, anche con gli ucraini.

Pensi ai danni collaterali nei conflitti. Pensi a quanti civili sono rimasti uccisi in Afghanistan, in Iraq, in Siria... bene, l’esercito russo è attento al collateral damage, a ridurre al limite le vittime civili. Aspettano che tutti evacuino prima di attaccare. Potevamo infliggere molte più vittime, ma state attenti: le nostre armi migliori le conserviamo per gli europei casomai ci attaccassero. Ma non saremo certo noi ad attaccare per primi. Perché mai dovremmo invadervi? Non certo per le vostre donne, le vostre materie prime (che non avete), o la vostra tecnologia (che importate dalla Cina).

Sono molto deluso: i massacri contro i palestinesi avrebbero dovuto aprire gli occhi ai vostri leader che invece sono bloccati nel doppio standard. Se c’è un attacco terroristico tutti si agitano, se vengono uccisi dei civili in Palestina nessuno ha da ridire. Vengo accusato di esser propagandista. Propaganda viene dal latino ‘ciò che deve esser diffuso’: è il mio lavoro, in effetti. Ed è anche per questo, da ebreo antifascista, che voglio ricordare alla Signora Meloni cosa è stato fatto agli ebrei in Italia.


da Internazionale del 24/04/2026

Ambiziosi

di Giovanni De Mauro


Zohran Mamdani ha festeggiato i primi cento giorni da sindaco di New York. Pochi per un bilancio, ma abbastanza per cominciare a vedere una possibile direzione. In campagna elettorale aveva promesso di restituire la città ai suoi abitanti e in particolare alla working class, cioè alla maggioranza dei newyorkesi, che fatica a restarci per via del costo della vita sempre più alto. Una sfida complessa per una città che deve anche ridurre il suo deficit di 5,4 miliardi di dollari su un bilancio di 130 miliardi. E dovendo fare i conti con la governatrice dello stato, Kathy Hochul, e la speaker del consiglio comunale, Julie Menin, entrambe democratiche ma su posizioni moderate. Nei primi mesi della sua amministrazione Mamdani ha cercato di fare tanti interventi piccoli e alcuni molto grandi  e ambiziosi. Ha riparato 100.000 buche, ha rifinanziato i progetti per le bici, aumentato le corsie preferenziali e il numero di bagni pubblici, potenziato la manutenzione delle caditoie, imposto rallentamenti delle auto vicino alle scuole, stanziato fondi per la raccolta della spazzatura, la salute mentale, l'infanzia, le persone senza dimora, ha creato un ufficio per le questioni lgbt+, aperto uno spazio di sosta per i rider e così via, iniziative con effetti immediati sulla vita quotidiana degli abitanti. Ma al tempo stesso ha finanziato progetti che prevedono asili nido gratuiti (1,2 miliardi di dollari), negozi di alimentari pubblici con prezzi calmierati, linee di autobus gratuite. E poi c'è la grande questione degli alloggi e degli affitti fuori controllo. Nella città con la maggiore concentrazione di ricchezza di tutto il paese (un quinto degli ultraricchi vive qui), Mamdani ha deciso di introdurre una tassa per le case il cui valore di mercato è superiore ai 5 milioni di dollari e i cui proprietari non hanno la residenza principale a New York. Ricavato: mezzo miliardo di dollari. E’ solo un inizio. E per ora più della metà dei newyorkesi pensa che si stia muovendo nella direzione giusta.


da Tempi di Fraternità di aprile 2026

La Striscia grida


Il 90% della Striscia è rasa al suolo. 

Mancano acqua, elettricità, fogne.

Le scuole sono chiuse da tre anni, 

gli ospedali sono stati tutti colpiti, 

mancano medicinali e si muore per il freddo o per infezioni…


Card. Pizzaballa: Questa non è pace”.

Dall’inizio della tregua l’Idf ha ucciso più di 600 persone.


martedì 5 maggio 2026

PERCHÉ O DIO CHE SEI AMORE?

 

1.    O Padre, che ci conosci e ci ami così come siamo,

       stampa nella nostra vita la testimonianza di Gesù.

       Fa’ che non ci limitiamo a passargli vicino,

       ma siamo sempre più coinvolti nella sua strada.

 

2.    Noi sappiamo che i poteri politici ed ecclesiali

       quasi sempre hanno un amore strano per i profeti:

       li amano quando sono morti e non possono più parlare;

       ricordano e commemorano quelli che hanno perseguitato.

 

1.    A noi che siamo così lontani dalla via dei profeti

       concedi di rinnovare totalmente la nostra vita.

       Liberaci ogni giorno dagli idoli e dalla paura,

       specialmente dai ceppi dorati e “invisibili”.

       Che bello, o Padre, sapere che l'amore è possibile,

       che tuo figlio Gesù, uomo della nostra strada,

       uomo della nostra carne, ci ha aperto questa possibilità.

       Non vincerà la morte, ma regnerà la vita, l’amore.

 

2.    Che bello, o Padre, avere un corpo e un cuore!

       Ci sono dati per vivere, gioire e fare l’amore:

       tutto può diventare un segno del tuo amore,

       quando si mette al centro la fraternità.

 

T.     Fa’ che i nostri corpi comunichino senza violenza;

       sia superato ogni sfruttamento che calpesta, o Padre,

       la tua immagine vivente in ogni uomo e in ogni donna.

       La sopraffazione ceda il posto alla comunione.

 

1.    Le nostre giornate conoscono lacrime, fatiche ed affanni;

       i nostri anni non scanseranno né malattia né morte,

       ma si tratta di lotte che vanno verso la libertà,

       nella luce di quel Gesù di Nazareth che è risorto.

 

2.    Ma perchè, o Padre, per troppi uomini e donne ancora

       La vita non conosce altro che miseria e pianto?

       Perchè la tua mano non depone dal trono i potenti

       quando vedi che le nostre non riescono a farlo?

 

G.    Con la gioia dei tuoi doni ma anche con tutte le incertezze, le     lotte e lo sconcerto che regnano nella nostra vita, noi insieme    ti preghiamo: PADRE NOSTRO . . .