Questo è il canone per la celebrazione eucaristica di domani pomeriggio.
Il canone è stato realizzato tempo fa, in collaborazione con Fernanda e Anna, dal nostro caro amico Sergio Serafini che ci ha lasciati pochi giorni fa.
Domani sarà anche l'occasione per ricordarlo insieme.
La celebrazione inizierà alle ore 18:00.
Ci si potrà collegare già a partire dalle 17:45.
Il link per collegarsi è:
meet.google.com/ehv-oyaj-iue
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Trasformare la vita quotidiana
Ciao Sergio!
Tutta la Comunità cristiana di base di Pinerolo ti manda un forte abbraccio.
Da tanti anni con don Franco Barbero abbiamo camminato insieme alla scoperta del Dio della Vita, di cui ci ha parlato Gesù di Nazareth, che accompagna ogni nostro giorno e ogni nostra notte. Ora ti pensiamo sorridente fra le sue braccia.
Ti preghiamo o Dio, affinché tutti e tutte noi portiamo avanti ciò che tu Sergio per tutta la vita hai fatto: l’attenzione concreta a tutte le persone che faticano di più a vivere e la continua ricerca e fiducia in Te, o Dio.
Sappiamo, Sergio che tu continuerai ad amare e a sostenere Fernanda e Anna e anche noi, nel nostro piccolo, staremo loro vicini.
Grazie per i tuoi sorrisi e le tue domande che andavano sempre al cuore delle questioni.
Maria Grazia Bondesan
P. Saluto all’assemblea
G. Oggi assaporiamo la gioia di essere donne e uomini che cercano e diffondono amore e solidarietà, come ci dice Matteo che ci fornisce la chiave per interpretare la nostra vita quotidiana e trasformarla.
1. O Dio, Padre e Madre,
anche oggi ci hai chiamati qui per incontrarTi.
Non è la prima volta che ci inviti alla preghiera,
per molte e molti di noi il dono dura da tanti anni.
Eppure ogni volta diventa una riscoperta di Te,
del Tuo amore, della Tua sollecitudine.
Tu hai accompagnato nel cammino di ogni giorno
donne e uomini prima di noi,
li hai liberati dalla paura e dalla insicurezza,
hai protetto i loro cammini.
2.O Dio, Tu hai deposto e acceso
nei nostri cuori e nelle nostre menti
il fuoco della vita e la torcia dell’amore.
Ci hai regalato le ali dei sentimenti
perché possiamo volare audaci verso la libertà.
Tieni vivi in noi la consapevolezza dei Tuoi doni
e il desiderio di una vita semplice e solidale.
LETTURE BIBLICHE
Matteo 17, 1-9
1Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
PREDICAZIONE
Lungo il cammino verso Gerusalemme dove Gesù sa che ci sarà “movimento” e sarà costretto ad esporsi oltre il già fatto fino ad allora, pensa di avere bisogno di estraniarsi con tre dei suoi discepoli forse quelli che gli hanno dato più a pensare.
Pietro è stato richiamato a non essere satana e stare indietro a Gesù senza volere imporsi, probabilmente Gesù pensa che Pietro sia persona di grande cuore e di grande impegno, ma troppo “focoso” nelle sue azioni e lo vedremo a Gerusalemme, sarà lui ad impugnare la spada nel Getsemani e sarà lui a rinnegare il maestro.
Giacomo e Giovanni proprio qualche giorno prima, tramite la loro madre, gli avevano chiesto di avere posti privilegiati di comando appena arrivati a Gerusalemme.
Insomma prende con sé i più problematici e li porta con sé in ritiro su un monte dove parla loro apertamente con il cuore in mano e il suo linguaggio è così toccante, pregnante, convincente e chiaro che appare loro come il vero profeta che essi aspettavano tanto da sembrare trasfigurato e brillare di luce propria.
Insomma anche noi, nella nostra piccola esperienza di vita, abbiamo incontrato qualcuno/a che ci ha ammaliato con le proprie parole ed azioni tanto da sembrarci la “persona più bella del mondo” che ci proiettava la sua luce personale. Sicuramente è successo con la persona con cui abbiamo deciso di condividere la vita, ma anche con un compagno/a “spirituale” oltre che con una guida che ci ha aiutato a intraprendere un cammino di fede, di coscientizzazione, di pratiche quotidiane.
Insomma la trasfigurazione di Gesù è la stessa che è capitata a noi in alcuni incontri di vita.
L’evangelista a questo punto ci fa riflettere su un secondo punto menzionando la costruzione di due capanne per i due profeti fondamentali per la fede ebraica Mosè ed Elia, profeti che sicuramente Gesù conosceva e di cui aveva ripreso alcuni passi biblici, ma non in maniera esattamente uguale, Gesù più volte ha troncato le citazioni conosciute o le ha adattate al suo linguaggio. Ecco che la nube che interviene al momento opportuno diventa un fattore teologico dell’evangelista per sollecitare la propria comunità sì a basarsi sui primi scritti, ma a ratificare che le parole e i comportamenti di Gesù sono di un altro tono, più attuale, più innovativo come già detto più volte da Gesù stesso : “non sono venuto a cambiare la legge, ma a portarla a compimento”, personalmente leggo questa frase come una nuova interpretazione teologica di Dio raffigurato “prima” come re amorevole ma anche vendicativo, buono ma anche guerriero mentre l’interpretazione data da Gesù è solamente come quella di un papà amorevole, perdonatore, accogliente, non giudicante. Una sostanziale differenza dall’immagine data dai vecchi profeti, questa nuova immagine ci può apparire in parte “nebulosa” e non facilmente interpretabile, ma è e sarà necessario percorrere un nuovo sentiero a malapena tracciato e a malapena visibile.
Questa nuova sensazione viene ben descritta dall’evangelista invitando la propria comunità a non rimanere chiusi in una tenda in un luogo appartato, al sicuro insomma tutto quello che ci insegna la tradizione è sicurezza del già visto e già fatto, mentre l’invito è di ritornare in mezzo agli altri/e, accettare di vivere un messaggio insicuro (per il momento attuale) ma che porterà frutti.
C’è anche un invito a lasciar sedimentare l’inizio del percorso appena appreso, senza parlarne troppo apertamente ma viverlo prima nell’intimità della propria coscienza, ragionarci sopra e fortificarsi, insomma non comportiamoci come un falò luminosissimo e caldissimo che potrebbe durare poco, ma cerchiamo di essere brace sempre pronta ad incendiare un ramoscello in arrivo.
Sergio
LIBERI INTERVENTI
1. E’ bello sapere o Dio che Tu sei con gli uomini e le donne:
li spingi avanti come la generazione dell’esodo
a guadagnare, lottando, qualche palmo di libertà.
Tu sei lì, in questo felice ed ostinato desiderio
di andare avanti, sempre e ancora, o Signore.
2. Il cammino della liberazione, ora felice ora faticoso,
è il cantiere in cui si costruisce la fraternità:
Lì incontriamo la Tua presenza e il Tuo amore,
o Signore, roveto ardente che non Ti consumi.
1. Tu ci chiami a sperare, a non fermarci, a far festa,
ad accendere fuochi e a intonare canzoni di vita!
Ci inviti a darci la mano, a non misurare ciò che si dà,
a diventare poeti e fanciulli, come figli della risurrezione.
2. Questa mensa non sopporta la presenza degli idoli,
ci aiuta a svestirci delle nostre frasi fatte,
per amare questo oggi con il cuore dei profeti,
guardando lontano, nel futuro del regno che viene.
MEMORIA DELLA CENA DI GESÙ
G. Questo nostro spezzare il pane e bere il vino in memoria di Gesù, lasci tracce profonde nella nostra vita e ci dia la gioia di sentire la Tua presenza nella vita del mondo. Gesù era a mensa e Ti pregò, o Padre. Poi prese il pane, lo spezzò, lo divise dicendo: “Prendete e mangiate. Questo pane condiviso sia per voi il segno della mia vita. Quando farete questo, lo farete in memoria di me, di ciò che ho fatto e detto”. Poi prese la coppa del vino e disse: “Questo calice sia per voi il segno di un’amicizia che Dio continuamente rinnova con tutta l’umanità, con tutto il creato”.
P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE
COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
BENEDIZIONE FINALE
Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell'isola
e del mondo, sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all'alba sei colore del frumento
al tramonto dell'uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.
Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire.
(Mare nostro – Erri De Luca)
Anna, Fernanda e Sergio di Alessandria
per la Comunità Cristiana di Base di Pinerolo via Città di Gap
ADDIO SERGIO
Arriva inaspettata, nostra sorella morte,
quando silenziosa,
ti impedisce di avere ancora tempo
per pensare, soffrire, congedarti da chi ti vuole bene
e ti vorrebbe trattenere.
Arriva silenziosa
E impedisce che il distacco sia troppo penoso
E noi restiamo lì, senza parole, attoniti
perché per noi il tempo è il dilatarsi dell'attesa
È il bisogno che il legame non si spezzi.
Arriva inesorabile,
perché tra il prima e il poi
ci sia continuità, non frattura
Tu vedi subito la luce
non devi trovare dei perché
mentre noi ci facciamo le domande
e il Mistero è ancora lì e ci inquieta.
Tu hai superato il confine
tu che ti facevi sempre domande
sei il solo che ora hai le risposte.
A noi resta il bagaglio della tua presenza generosa
della ricchezza tormentata
del cammino compiuto
e che ciascuno di noi,
con più o meno intensità e in momenti diversi,
ha condiviso con te
e del quale si è anche nutrito
Sapremo vivere la mancanza,
continuando a farci domande,
a cercare insieme qualche risposta,
continuando il cammino…
Grazie Sergio
Anna Campora