lunedì 7 settembre 2026

 da Il Fatto Quotidiano 3/09/2026

 

Vittima di omofobia trovato morto in casa

 

E’ stato trovato senza vita nella sua casa di Vigevano (Pavia) il 21enne di origini salvadoregne che il 21 agosto era stato vittima di un’aggressione omofoba. In quella circostanza il 21enne era stato avvicinato da due persone che avevano iniziato a insultarlo con offese legate al suo orientamento sessuale e successivamente lo avevano spinto facendolo cadere nel Naviglio Sforzesco. Il ragazzo era stato portato al pronto soccorso senza però formalizzare alcuna denuncia nei confronti dei due responsabili, poi identificati e denunciati con l’accusa di discriminazione legata all’orientamento sessuale, lesioni personali, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

 da Il Manifesto del 3 settembre 2026

MICHELE GIORGIO

 

ISTITUTI CRISTIANI SOSPENDONO L’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO DOPO I PERMESSI NEGATI AGLI INSEGNANTI DELLA CISGIORDANIA

 

Gerusalemme, Israele impone il suo programma alle scuole palestinesi

 

 

All’inizio del nuovo anno scolastico, i problemi di studenti e insegnanti palestinesi di Gerusalemme Est potrebbero apparire marginali rispetto a quelli enormi di Gaza, dove il sistema educativo è stato in buona parte distrutto dai bombardamenti israeliani e i ragazzi, nel migliore dei casi, seguono le lezioni in tende. Senza dimenticare che molte delle scuole ancora in piedi ospitano sfollati. Ma l’attacco al sistema educativo palestinese è incessante anche nella zona occupata di Gerusalemme. Nel primo giorno del nuovo anno, le scuole private e cristiane di Gerusalemme hanno sospeso le lezioni per protestare contro il mancato rinnovo, da parte delle autorità israeliane, dei permessi di ingresso per insegnanti e dipendenti palestinesi provenienti dalla Cisgiordania.

PARALLELAMENTE, nelle scuole municipali di Gerusalemme Est, Israele ha ampliato l’imposizione del proprio programma scolastico. L’obiettivo non è certo quello di ridurre il gap nell’apprendimento e nell’insegnamento tra palestinesi e israeliani nella città. Il fine è politico: esercitare una piena sovranità sulla zona est della città, che Israele ha occupato nel 1967 e che ha annesso unilateralmente, anche nell’istruzione.

La mobilitazione è stata immediata. Le scuole cristiane, in cui studiano anche tanti ragazzi musulmani, hanno annunciato la sospensione delle attività per più di 8.500 studenti di fronte ai permessi negati. I palestinesi della Cisgiordania occupata devono ottenere un’autorizzazione israeliana per entrare a Gerusalemme Est. Per gli insegnanti, la possibilità di raggiungere la propria scuola dipende dal via libera concesso dalle autorità di occupazione.

IL GOVERNO Netanyahu, peraltro, nell’ennesimo atto volto a delegittimare l’Autorità nazionale palestinese (Anp), i cui programmi scolastici vengono adottati a Gerusalemme Est, ha deciso che i docenti che si sono formati in Cisgiordania non potranno insegnare nella città santa. «Circa 170 insegnanti provengono da Betlemme e da altre città della Cisgiordania», spiega Ibrahim Faltas, noto esponente della Custodia francescana di Terra santa. «Il loro lavoro spesso è l’unico reddito per le loro famiglie».

In una lettera del 10 marzo, il ministero dell’Istruzione aveva avvertito che, per l’anno scolastico 2026-2027, avrebbero potuto essere assunti soltanto insegnanti titolari di certificazioni israeliane. Due mesi prima, la Knesset aveva approvato una legge che vieta l’impiego come insegnanti, presidi o supervisori nei sistemi educativo israeliano e di Gerusalemme Est a chi possiede un titolo ottenuto presso istituzioni di istruzione superiore dell’Anp. Nel 2025-2026 gli studenti della parte orientale della città erano circa 110 mila e il personale docente circa 6.700. E una parte consistente degli insegnanti ha studiato nelle università della Cisgiordania. Escludere quei titoli significa ridurre sensibilmente il bacino dal quale le scuole possono reclutare il proprio personale.

MENTRE SI RESTRINGE lo spazio per gli insegnanti formati nel sistema palestinese, cresce quello del curriculum israeliano. Dal nuovo anno scolastico, tutte le nuove classi dalla prima alla settima delle scuole municipali di Gerusalemme Est dovranno adottare il programma israeliano. La misura coinvolge oltre 45 mila studenti. Dopo l’occupazione del 1967, il sistema scolastico di Gerusalemme Est era rimasto collegato ai programmi utilizzati in Cisgiordania, prima basati sul curriculum giordano e poi su quello dell’Anp. Le imposizioni hanno già alzato la quota degli studenti che seguono il programma israeliano: il 36 per cento degli alunni di Gerusalemme Est già studia secondo quel curriculum.

L’AZIONE DI FORZA è stata favorita anche dalla progressiva separazione di Gerusalemme Est dalla Cisgiordania. Posti di blocco, restrizioni alla mobilità e il Muro hanno reso sempre più difficile per i palestinesi della città mantenere rapporti quotidiani con le istituzioni della Cisgiordania. Di conseguenza, l’accesso alle università israeliane, al mercato del lavoro e alla lingua ebraica ha acquisito per tante famiglie palestinesi di Gerusalemme un peso crescente. «Contrariamente alle speranze di alcuni politici di destra, studiare secondo il programma israeliano non trasformerà i palestinesi di Gerusalemme in sionisti né cancellerà la loro identità palestinese», ha ironizzato Nir Hasson sulle pagine di Haaretz.

 

 FESTA PER FRANCO!


(5 Settembre 2026, nella sala del Tempio valdese a Pinerolo)


G: Eccoci insieme per un momento di preghiera e condivisione .

Oggi vogliamo festeggiare Franco con Rosario e Vincenzo, che da

Palermo ci onorano della loro presenza.

Questi amici, dopo questo momento di preghiera, ci spiegheranno il

motivo di questa festa.

Iniziamo con un momento di silenzio per preparare il nostro cuore alla

lode a Dio.

Preghiamo con le parole del Salmo 34 che ci ricorda quanto Dio sia

vicino agli ultimi della terra.


Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore,

ascoltino gli umili e si rallegrino.


Celebrate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto

e da ogni timore mi ha liberato.


Guardate a lui e sarete raggianti,

non saranno confusi i vostri volti.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,

lo libera da tutte le sue angosce.


L’angelo del Signore si accampa

attorno a quelli che lo temono e li salva.

Gustate e vedete quanto è buono il Signore;

beato l’uomo che in lui si rifugia.


Temete il Signore, suoi santi,

nulla manca a coloro che lo temono.

I ricchi impoveriscono e hanno fame,

ma chi cerca il Signore non manca di nulla.


Venite, figli, ascoltatemi;

vi insegnerò il timore del Signore.

Chi è qualcuno che desidera la vita

e brama lunghi giorni per gustare il bene?



Preserva la lingua dal male,

le labbra da parole bugiarde.

Sta lontano dal male e fa’ il bene,

cerca la pace e perseguila.


Gli occhi del Signore sui giusti,

i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

Il volto del Signore contro i malfattori,

per cancellarne dalla terra il ricordo.


Gridano e il Signore li ascolta,

li salva da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,

egli salva gli spiriti affranti.


Molte sono le sventure del giusto,

ma lo libera da tutte il Signore.

Preserva tutte le sue ossa,

neppure uno sarà spezzato.


La malizia uccide l’empio

e chi odia il giusto sarà punito.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,

chi in lui si rifugia non sarà condannato.


G: In questi cinquant’anni e più Franco con la sua vita ci ha testimoniato

una cosa semplice, ma sempre difficile da realizzare: Dio ha bisogno

delle nostre mani e dei nostri piedi per realizzare il suo Regno di pace e

giustizia.


Etty Hillesum nel suo Diario ce lo racconta con parole significative:


“Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi. Stanotte per la prima volta ero

sveglia al buio con gli occhi che mi bruciavano, davanti a me passavano

immagini su immagini di dolore umano. Ti prometto una cosa, Dio,

soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi

delle mie preoccupazioni per il domani – ma anche questo richiede una

certa esperienza. Ogni giorno ha già la sua parte. Cercherò di aiutarti

affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso

prometterti nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e

cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e

in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare in

questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzetto

di te in noi stessi, mio Dio.

E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di

altri uomini. Si, mio Dio, sembra che tu non possa far molto per

modificare le circostanze attuali ma anch’esse fanno parte di questa vita.

Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a

dichiarare responsabili noi. E quasi a ogni battito del mio cuore, cresce la

mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere

fino all’ ultimo la tua casa in noi.

(Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi 1996, pp. 169-170).

 

G: In questo giorno che festeggiamo con amici venuti da lontano, vogliamo

dire il nostro grazie a Dio perché ci ha fatto il dono di incontrare Franco,

umile profeta che ha cambiato le nostre vite per sempre.

Franco è un uomo di studio e di parola ed è un uomo della strada, che si

è mescolato con gli ultimi e le ultime, guardando le persone negli occhi e

chiamandole per nome.

Grazie Dio per averlo messo sulla nostra strada, che Tu sia benedetto!

Ascoltiamo questa preghiera:

Dio è giorno e notte, inverno

estate,

guerra e pace, sazietà e fame,

muta come il fuoco quando si

mescola ai profumi odorosi

prendendo di volta in volta il loro aroma

l’uomo ritiene giusta una cosa

ingiusta l’altra

per Dio tutto è bello buono e giusto.    (Eraclito)


PADRE NOSTRO

PREGHIERE E RIFLESSIONI COMUNITARIE

Terminiamo questa celebrazione ascoltando questa preghiera:

LA NOSTRA PREGHIERA FRETTOLOSA

Ti consegno, Signore, questa mia preghiera fatta di monosillabi, di frasi

rotte e piena di ellissi; questa povera preghiera, stipata tra andirivieni,

sempre con il mio cuore mezzo in fuga, in questo senza tregua.

Ti affido, Signore, questa preghiera fatta più di sguardi che di discorsi,

pieno di petizioni accese come un SOS, cucite insieme da frammenti, di

gesti nervosi a cui non diamo il tempo necessario per crescere; questa

preghiera che ti rivolgo, sperando, nonostante tutto, che diventi un

legame, una corda allungata che ci leghi insieme.

Ti do, Signore, questa preghiera, scollegata come una conversazione

senza un fine, questo pasto fatto solo di briciole; questa linea

tratteggiata fatta solo di intenzioni rimandate; questa agitazione che tu

chiami ad accettarsi e a trasformarsi in ascolto, ma che non riesco quasi

mai a raggiungere.

Ti affido, Signore, questa preghiera che ripeto mentalmente, come una

tabella di moltiplicazione, ma in cui non entro con quello che sono;

questa preghiera, piena di formule che ricostruisco senza lasciarle fiorire

ed estendere nel profondo di me stesso; questa preghiera che è

formalmente corretta, ma dalla quale il corpo e la vita sono assenti.

Ti affido, Signore, questa preghiera, ancora agli inizi dopo tanti anni;

esitante e zigzagante, anche se non smetti mai di essere con me; questa

mia preghiera che avanza nei giorni tra ciechi inciampi, anche se mi porti

tra le tue braccia.

(José Tolentino Mendonça)

Per le Comunità di Pinerolo, Via Città di Gap, e Piossasco, Carla e M.Grazia 


sabato 5 settembre 2026

Questo è il canone per la celebrazione di domani, con una riflessione di Ines Rosso.
Il canone è parzialmente tratto da “Preghiere eucaristiche” vol. 2 della Comunità di base di Pinerolo.

La celebrazione inizierà alle ore 10:00.

Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.

Il link per collegarsi è:

meet.google.com/ehv-oyaj-iue

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INSIEME VENIAMO A TE


G. Eccoci: il momento in cui vogliamo raccoglierci per cantare le lodi di Dio, per ascoltare insieme la Parola di Dio, per accoglierci gli uni e le altre è venuto. Viviamolo con gioia, perché il nostro cuore sia coinvolto e rinnovato.

Momento di silenzio

G. Noi veniamo a Te, o Dio, con i nostri passi incerti.

1. Veniamo a Te, o Eterno, con questi fuggevoli anni.

2. Veniamo a Te, amore che ci accogli, con le nostre mani fragili ed impotenti.

1. Veniamo a Te, sorgente di vita vera, per continuare a credere nelle Tue promesse.

2. Veniamo a Te, bisognosi e bisognose di perdono, perché ci doni il Tuo caldo sorriso.

G. O Dio, che ami le Tue creature, insegnaci a cercare i sentieri della Tua volontà. In quest’ora in cui si sente il fragore delle armi, possano gli uomini e le donne inaugurare nuovi percorsi verso la pace.

1. Ascolta il grido dei disperati e delle disperate, che non hanno riposo se non in Te, Dio che fai la giustizia.

2. Allontana da noi la pazzia della guerra e rendici attive e attivi costruttori di pace nei luoghi del nostro impegno quotidiano. Donaci un cuore nuovo.


LETTURE BIBLICHE

Salmo 125

1Canto dei pellegrini.
Chi confida nel Signore è saldo come il monte Sion:
Non vacilla, è stabile per sempre.
2I monti circondano Gerusalemme:il Signore circonda il suo popolo,
da ora e per sempre!
3Non durerà il dominio degli infedeli nella patria dei giusti,
perché non siano anch’essi tentati di compiere il male.
4Signore, sii generoso con i buoni, con gli uomini dal cuore sincero.
5Ma quanti percorrono la strada del male, allontanali Signore con i malfattori.
Sia pace su Israele!


Ezechiele 36, 24-27
24Vi radunerò da tutti i popoli e nazioni e vi ricondurrò nella vostra terra. 25Verserò su di voi acqua pura e vi purificherò da ogni vostra sporcizia, dai vostri idoli. 26Metterò dentro di voi un cuore nuovo e uno spirito nuovo, toglierò il vostro cuore ostinato, di pietra, e lo sostituirò con un cuore vero, ubbidiente. 27Metterò dentro di voi il mio spirito e vi renderò capaci di ubbidire ai miei ordini, di osservare e di applicare le leggi che vi ho dato.

Ezechiele 37, 1-6
1Il Signore mi afferrò con la sua potenza, il suo spirito mi prese e mi portò in una valle tutta coperta di ossa. 2Mi fece passare tutt’ intorno ad esse e notai che erano moltissime, sparse per terra e completamente secche.
3Il Signore mi disse: - Ezechiele, Queste ossa possono rivivere?
Risposi: - Dio, Signore, tu lo sai.
4Egli aggiunse: - Parla a queste ossa da parte mia, dì loro: Ossa secche, ascoltate la parola del Signore! 5Io, Dio, il Signore, annunzio che faccio entrare in voi il respiro e voi rivivrete. 6Metterò su di voi nervi, farò crescere la carne e vi ricoprirò di pelle. Poi vi infonderò il respiro e voi rivivrete. Allora riconoscerete che io sono il Signore.


PREDICAZIONE
Dio annuncia la salvezza al popolo di Israele per voce del profeta Ezechiele. Siamo nel sesto secolo a.C. Il popolo d’Israele è deportato a Babilonia. Gerusalemme e il Tempio sono distrutti. Il popolo deportato e disperso vive una situazione di sofferenza, di smarrimento. Il loro stato d’animo è bene espresso nella celebre visione delle “ossa secche”, Quando i deportati dicono: “Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti” (37,11). Ma quando tutto sembra perduto risuona la parola profetica. Ezechiele viene chiamato ad annunciare la salvezza con l’intento di infondere speranza e fiducia nel popolo: Dio non rimane insensibile alla sofferenza del suo popolo. Egli fa sentire la Sua voce e fa delle promesse… “vi radunerò […] vi condurrò […] vi purificherò […] metterò dentro di voi un cuore e uno spirito nuovo”.

Il primo intervento di Dio è quello di radunare il popolo disperso. Quel popolo verrà rimesso insieme e ricondotto nella sua terra. Un filo di speranza per Israele. La parola che annuncia Ezechiele infonde nuova speranza nei cuori affranti dei deportati. Si intravede una prospettiva, un punto da cui ripartire.

Un’altra azione di Dio è quella di dare vita a persone senza vita, spente. Quella di dare respiro a quel “mucchio di ossa secche” (a questo viene paragonato il popolo di Israele in esilio) facendo loro dono di uno “spirito nuovo” per poter ricominciare.

Le persone ripulite dalla sporcizia degli idoli saranno purificate e riconciliate con Dio; saranno rigenerate da energia nuova, energia pulita, sana.

Ancora Dio farà dono al suo popolo di un cuore nuovo. Ricostruirà Israele sulla base di un rinnovamento interiore: il vecchio cuore di pietra andrà sostituito con un cuore di carne, un cuore vivo che funzioni, che senta. Il “sentire” del cuore è un sentire autentico. Una percezione immediata di come orientarsi nelle decisioni. E’ attraverso ad un cuore di carne che Dio parla alle persone.

Una caratteristica del libro di Ezechiele è la ricchezza delle descrizioni nei suoi resoconti. Le narrazioni di visioni e di gesti simbolici stimolano la fantasia di come un profeta potrebbe parlare oggi a noi. Per es: “riunire” e “condurre nella propria terra” significa, simbolicamente, credere che con l’aiuto di Dio si possa trovare la fiducia per rialzarsi dopo un periodo buio. Significa rimettere insieme parti smarrite, parti fragili di noi quando si ha l’impressione di essere “a pezzi” (come poteva essere il popolo di Israele in esilio) e trovare la forza di ripartire.

Ogni volta che vedo immagini terrificanti di guerra o immagini di catastrofi (tipo la frana del ghiacciaio in Nepal) penso al “mucchio di ossa secche” citato in questo racconto. Mi chiedo come faranno queste persone a ripartire dopo tragedie del genere. Di quanta forza avranno bisogno per ricostruire e andare avanti.


INTERVENTI LIBERI


G. Su quale pietra costruiremo la casetta dei nostri anni e dei nostri giorni?

1. Tu sei la roccia dei nostri deboli cuori,
sei il sole sempre giovane che dà calore.

2. Abbiamo bisogno di Te per seminare amore,
abbiamo bisogno di Te per amare la vita.

1. I profeti e Gesù ci hanno parlato di Te
e noi stiamo imparando a fidarci della Tua parola.

2. Questo giorno di festa ristori il nostro cuore
e liberi le nostre vite dalla prigionia degli idoli.

1. Sugli orrori delle guerre e delle carestie,
sulle ceneri di tante vite violentate e distrutte,
volgi il Tuo sguardo e muovi la Tua mano.

2. Tu che hai sollevato Gesù dalla morte,
rialza i popoli oppressi e abbandonati:
sorga anche per loro un giorno nuovo.

T. Quando ormai la congiura dei capi politici e religiosi lo stringeva da ogni parte, ancora una volta Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche. Volle mangiare con loro, come tante volte aveva fatto con gioia, dai giorni in cui si erano incontrati. “Ecco, disse, questo pane spezzato è il segno della mia vita. Quando farete questo, ricordatevi di me, di ciò che ho fatto, di ciò che vi ho insegnato”. Poi, dopo aver ancora una volta alzato gli occhi al cielo per benedire Dio, fonte di ogni bene, prese la coppa del vino, ne porse da bere a tutti dicendo: “Questo calice è il segno di un’amicizia con Dio che non finirà mai. Quando vi radunate per questo pasto, aprite i vostri cuori al giorno in cui Dio realizzerà il grande convito di pace e di giustizia per tutti i popoli e tutto il creato. Aspettatelo operosamente: Dio non delude”.


INVITO ALLA COMUNIONE


PREGHIERE SPONTANEE


BENEDIZIONE E AUGURIO FINALE


Insegnami a cercartTi
ogni giorno
nella piccolezza del quotidiano,
nei frammenti di gioia e di dolore,
nella lettura della Bibbia,
nella preghiera,nel confronto tra fratelli e sorelle…
Tu ci vieni continuamente incontro e ci cerchi.
Questo fonda la nostra fiducia in Te,
anche quando Ti voltiamo le spalle.

(da preghiere d’ogni giorno di Franco Barbero)

Canone tratto da “Preghiere eucaristiche”, vol.2 della Comunità di base di Pinerolo
Ines Rosso, 6 settembre 2026