Questo è il canone per la celebrazione di domani.
La celebrazione inizierà alle ore 10:00.
Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.
Il link per collegarsi è:
meet.google.com/ehv-oyaj-iue
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Eucarestia di domenica 22 febbraio 2026
Manuela Brussino
P. Saluto all’assemblea
G. Che bello rivederci per “costruire” insieme questa celebrazione di lode a Dio, per confrontarci, per ascoltarci, per crescere nella fede e nelle nostre relazioni. Noi arriviamo qui con le nostre gioie, con le nostre lacrime, con le nostre fatiche, con i nostri affanni, con i nostri affetti, le nostre speranze e i nostri progetti. Mettiamo tutto davanti a Dio.
SILENZIO
1. O Dio, io guardo con fiducia verso di Te. Anch’io “corro” verso la Tua parola, come la cerva anela ai corsi di acqua.
2. Liberami dalle funicelle delle mie illusioni e, soprattutto, riscalda il mio cuore tiepido: Tu, fiamma che tieni accesa la mia lampada.
T. Non lasciarci vagare nei sentieri del nulla, non lasciarci accomodare in quell’indifferenza che conduce, passo dopo passo, all’egoismo.
1. Ti preghiamo perché le apparenze non ci incantino: liberaci dal pericoloso abbraccio delle comodità.
2. Tu sei il Dio che chiama e risveglia. Tu renderai fecondo il nostro albero di vita.
T. Molti sono nella vita i giorni d’inverno e molti sono addirittura i giorni d’inferno per le guerre, le violenze, le discriminazioni.
1. Non lasciare che ci abituiamo all’iniquità e infondi nei nostri cuori tanta sete di giustizia.
2. Aiutaci a modellare in noi un cuore nuovo che ogni giorno si riaccenda come il sole.
LETTURE BIBLICHE
Salmo 8 vv 4-6
[...]
4Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
5che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?
6Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
[...]
Marco 5: 1-20
1Giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. 2Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. 3Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, 4perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. 5Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. 6Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi 7e, urlando a gran voce, disse: "Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!". 8Gli diceva infatti: "Esci, spirito impuro, da quest'uomo!". 9E gli domandò: "Qual è il tuo nome?". "Il mio nome è Legione - gli rispose - perché siamo in molti". 10E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. 11C'era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. 12E lo scongiurarono: "Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi". 13Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
14I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. 15Giunsero da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. 16Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. 17Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
18Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. 19Non glielo permise, ma gli disse: "Va' nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te". 20Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
COMMENTO
Ci siamo fermati a lungo su questo passo durante il gruppo biblico. È toccante ed interpella direttamente per molte ragioni.
Leggendo la vicenda di questa persona per me la domanda è stata: quanto vale un uomo? Sicuramente dipende dalle epoche storiche, dai contesti culturali, ma di base è la posizione economica che ne determina il valore all’interno di una società. Le assicurazioni stesse per i risarcimenti hanno parametri in cui il capitale umano, cioè il valore attuale dei redditi futuri attesi da una persona è tra le prime posizioni.
L’uomo della parabola non ha valore. E’ relegato in un cimitero tra i morti e tenuto in scacco dai suoi demoni. Per i suoi concittadini è solo fonte di disturbo ed essi hanno trovato una soluzione al suo comportamento irrequieto mettendogli ceppi e catene. Egli è trattato da animale e vale meno di un animale.
Gesù arriva ed ha altre categorie. Quest’uomo ha valore perché è una persona e questo basta.
Come ti chiami? Con questa semplice domanda Gesù gli restituisce un ruolo sociale. Egli ha un nome quindi esiste, ha diritto ad un posto e Gesù gli fa spazio.
C’è spazio per te, qui, ora. Questo è il senso di questo bel racconto di miracolo.
In quel cimitero Gesù restituisce l’umanità e quindi il valore alla persona; col suo gesto dice ti libero dall’anonimato della prigionia e dall’isolamento.
Fare spazio alla persona, ridarle il suo valore, fare spazio a Dio.
E Gesù scardina anche la barriera economica: il racconto parla infatti di una numerosa mandria di porci, circa duemila, un considerevole capitale finanziario.
Ciò è niente di fronte al valore di una persona: non sono categorie paragonabili ed infatti tutti quanti i porci vengono sacrificati per liberare l’uomo dalla legione dei demoni carcerieri e per ridargli la salute. Il biblista Alberto Maggi scrive in un suo articolo che la liberazione dell’uomo implicava la rovina del sistema economico che basava la sua fortuna sull’oppressione di chi viene trattato come una bestia.
Meglio l’oppressione che un uomo vestito e sano di mente. Così pensano i compaesani ed invitano Gesù a lasciare il paese. Nel nostro mondo contemporaneo non è la stessa cosa?
La facoltà di poter pensare, di poter scegliere sono privilegi a cui talvolta rinunciamo accettando catene più o meno visibili che a lungo andare ci portano a non comprendere più il nostro valore in quanto esseri umani.
L’incontro con Gesù guarisce e ci insegna che valiamo e che non c’è uno spazio senza Dio.
Così come nel tempio egli scompagina i banchetti dei cambiavalute cancellando la separazione tra sacro e profano, qui Gesù ci mostra che Dio arriva ovunque, anche in mezzo ai nostri demoni ed alle nostre prigioni.
Accogliere la presenza di Dio nella nostra vita significa anche fare i conti con ciò che pensiamo sia il nostro valore in quanto persone ed agire di conseguenza.
LIBERI INTERVENTI
G. Come potremo, o Dio, scoprire la Tua presenza e vedere la Tua opera in questo mondo in cui occupano la scena tanti faraoni?
1. Dove possiamo vedere la Tua mano liberatrice, Dio che cammini con noi eppure Ti nascondi?
2. Ogni giorno vediamo il trionfo degli arroganti, mentre fiumi di sangue scorrono su tutta la terra.
RICORDO DELL'ULTIMA CENA
T. O Dio, nella fiducia che vogliamo riporre in Te, oggi noi rinnoviamo il nostro impegno a camminare sulla strada di Gesù di Nazareth e ripetiamo il gesto che egli compì con i suoi amici e le sue amiche, prima di essere processato e poi crocifisso. Egli prese nelle sue mani il pane della mensa e, dopo aver alzato gli occhi al cielo per benedire il Tuo nome dolce e santo, lo divise dicendo: “Prendete e mangiatene tutti. Questo pane che spezziamo e mangia- mo, sotto lo sguardo di Dio, è il segno della mia vita, riassume il significato della mia esistenza. Se ogni giorno voi condividerete i doni che Dio vi ha fatto, davvero farete corpo con me, sarete il mio corpo, la mia vita nel mondo”.
PREGHIERA DI COMUNIONE
COMUNIONE
PADRE NOSTRO
G. Siamo piccole creature sparse nell’immensità: ci affidiamo a Te, Dio che ami chi è debole.
1. Come Aronne vorremmo dire: “Manda un altro”, ma è proprio al mio cuore di piccola creatura che Tu rivolgi l’invito a muoversi verso l’amore. Tu tieni in gran conto ogni nostro piccolo passo.
2. Tu, o Dio, hai la pelle nera dello schiavo, hai il volto disperato della bimba abusata, Tu ascolti il grido di chi è abbandonato/a, Tu sei vicino a chi abita una terra straniera.
1. Aiutaci, o Dio, a non spegnere nessuna fiamma, a non tagliare le ali a chi vola verso la felicità, a non vanificare mai il seme della Tua parola.
2. E poi insegnaci a seminare anche tra le pietre, a salutare ogni giorno che ci viene concesso come un nuovo tempo di fiducia e di costruzione.
PREGHIERE SPONTANEE
G.Fratelli e sorelle, riceviamo dalla mano di Dio questa giornata di riposo. Andiamo nelle vie del mondo, al nostro lavoro, custodendo nel nostro cuore la promessa di Dio.
Accogliamo il dono del senso della vita che ci viene dal Signore.
Ricordiamoci di Dio nei nostri giorni. Non disperdiamoci nelle sciocchezze, nelle stupidità, nelle cose vane.
per la Comunità Cristiana di Base di Via Città di Gap, 13 - Pinerolo
Canone tratto dal libro delle preghiere eucaristiche pag. 16, 20 febbraio 2026