sabato 18 maggio 2024

Care amiche e amici della Comunità,

domani, domenica 19 maggio, ci incontreremo per la celebrazione eucaristica. Ci potremo collegare a partire dalle 9:45, la celebrazione inizierà alle 10:00.

Il link per collegarsi è come sempre: meet.google.com/vpu-vkkh-wfm

A seguire trovate il canone di Anna Campora per la celebrazione di domani, proposto  insieme a Sergio Speziale.

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DIO CI CHIAMA PER NOME

 

            Le forme hanno un contorno

           i nostri luoghi un tempo.

            Ogni persona ha un nome,

            un volto, un sorriso.

            Ne rimane un segno

            una brezza carezzevole

            che accompagna il viaggio

P. Saluto all’assemblea

 

G. Cari amici, care amiche, Dio ci ha chiamato ancora una volta e noi abbiamo accolto l’invito a ritrovarci qui per rinnovare la nostra fiducia, ascoltare la sua Parola di vita, per riprendere vigore e continuare nel cammino della solidarietà con i nostri compagni di viaggio.

Lo faremo oggi in un modo speciale; vogliamo ancora che Fiorentina resti con noi. Il suo ricordo è così vivo, così come la sua presenza attenta e premurosa, il suo volto, il suo sorriso.

 

Nel gruppo biblico del martedì abbiamo pensato di ricordarla anche attraverso le sue parole stimolanti che ci aiuteranno nelle nostre riflessioni.

 

1. Di questo Ti vogliamo ringraziare, Signore: degli amici che ci circondano, della Tua parola che ci interroga e ci inquieta, che ci apre vie di coraggio e di speranza.

2. Ti preghiamo, Signore: insegnaci a vedere la luce di questi momenti, insegnaci a portare dentro di noi il riflesso quando usciamo per le strade, insegnaci a non dimenticare, a non tradire, a non manipolare la Tua parola.

 

Un momento di silenzio

 

Lettura biblica

 

Giovanni 11: 1-3, 4-7, 17-29, 32-44

1 Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. 3 Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». […]

4 All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5 Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6 Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». […]

17 Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 18 Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri 19 e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. 20 Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». 24 Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». 27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

28 Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. […] 32 Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33 Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34 domandò: «Dove lo avete posto?».

Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35 Gesù scoppiò in pianto. 36 Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». 37 Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».

38 Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39 Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». 40 Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43 Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare».

 

Commento di Fiorentina al Vangelo

Il racconto di miracolo che va sotto il nome di “resurrezione di Lazzaro”, è una pagina evangelica in cui si verifica un felice intreccio di parole e azioni. La narrazione è vivace, i dialoghi catturano l ‘attenzione: si tratta di una pagina ben costruita. Questa come tante altre pagine della Scrittura, non sopporta di essere imprigionata in un solo “senso”.

 

Si tratta di un racconto che sprigiona mille significati! Ingabbiarlo in una sola interpretazione significa uccidere la vitalità del testo e soffocare la fede creativa del credente che legge questa pagina evangelica. Qui non siamo di fronte alla “cronaca di un fatto”, non si tratta della“fotografia di un miracolo”, ma di un racconto di miracolo. Ciò significa che lo scrittore non intendeva dirci che cosa è successo, ma testimoniarci il significato dell’azione e della vita di Gesù per i credenti della comunità di Giovanni. I racconti di miracolo sono narrazioni di fede, non resoconti.

 

Per alcuni studiosi della Bibbia, questa pagina evangelica è scritta per “prefigurare” la resurrezione di Gesù, come un anticipo di quell’evento. Già a metà del Vangelo, quando matura la decisione delle autorità di uccidere Gesù, ci viene anticipato che il maestro di Nazareth non resterà prigioniero della morte.

 

Per altri questa pagina, con il racconto simbolico della resurrezione di Lazzaro, viene incontro alla fede inquieta e traballante di parecchi cristiani di quel tempo che cominciavano ad interrogarsi sempre più insistentemente sulla ”sorte” di coloro che erano morti. La testimonianza è chiara: i fratelli che muoiono non restano nella morte, non finiscono in una tomba, Dio, attraverso Gesù, apre le tombe e li colloca in una vita nuova. Nel racconto della “morte-resurrezione” di Lazzaro, la comunità di allora (come quella di oggi) poteva vedere la sorte dello scontro tra morte e vita ed è la vita a prevalere. Gesù è colui che, compiendo l’opera di Dio, ci porta una vita piena che supera la morte.

 

Altri studiosi vedono in questo racconto un annuncio molto ampio: Gesù chiama ogni uomo, ogni donna ad “uscire” dai sepolcri della morte, della schiavitù, dell’egoismo, della paura. Attraverso Gesù è la chiamata di Dio che giunge fino a noi.

 

A me è l’interpretazione che più piace, forse perché sono una persona che nelle difficoltà spesso tende a rintanarsi nel proprio guscio… a perdere fiducia, a non vedere la via d’ uscita…

 

Comunque, come spesso dice Franco, non è importante sapere esattamente che cosa sia successo a Lazzaro, l’importante è il messaggio: Nella comunità di Giovanni sarà anche successo qualche evento che ha fatto traballare la fiducia nel Dio di cui Gesù aveva parlato…

 

Questi racconti sono la modalità dei nostri antenati per riprendere il cammino verso una vita vera, una vita di senso… chiedendo a Dio la forza per superare gli intoppi, per rompere le catene e trovare la via per amare la vita nostra e degli altri.

 

Nel racconto è bello e significativo il fatto che Gesù coinvolge tutti: vuole che tutti diventiamo operatori di risurrezione, di vita nuova.

 

Interventi liberi

 

1. Tu ci chiami Signore quando ci nascondiamo dietro tante scuse per non impegnarci veramente.

Chiamaci sempre perché torniamo sulla strada.

 

2. Tu ci chiami Signore quando cerchiamo sicurezze perché le paure ci bloccano.

Chiamaci ancora per riprendere il cammino.

 

1. Tu ci chiami Signore quando il dolore e la tristezza non ci fanno vedere le piccole e grandi meraviglie attorno a noi.

Chiamaci ancora per aprire gli occhi e guardare lontano.

 

2. Tu ci chiami quando il frastuono e la banalità che ci circondano, ci impediscono di sentire altre voci e di cercare il silenzio.

Chiamaci sempre anche se la tua voce è un soffio leggero.

 

T. Tu ci chiamerai l'ultima volta, quando il cammino sarà giunto alla meta, per raggiungerti dove ci aspetterai, Dio della vita.

Questa volta Signore, non ci tireremo indietro.

 

Memoria della cena

 

T. Compiamo il gesto del pane spezzato per ricordarci tutte e tutti insieme il tuo linguaggio; ci affidiamo a te Signore che non ci lasci mai soli e ci sorridi con tenerezza accompagnandoci con l’amore di Padre giusto e paziente.

Gesù prese il pane, pronunciò la preghiera di benedizione e lo divise con i presenti dicendo: “Prendetene e mangiatene. La mia vita è come questo pane che Dio mi ha aiutato a condividere con tutti coloro che ho incontrato. Fate così anche voi”. Poi prese il vino, lo passò a tutti loro dicendo: “Bevetene come fosse il mio sangue. Ogni volta che lo farete vi ricoderete di me e di quanto vi ho insegnato”.

 

P. Preghiera di condivisione

 

Preghiere spontanee

 

Padre nostro

 

Benedizione finale

 

Che la strada sia lieve ai vostri piedi

Il vento di Dio soffi leggero alle vostre spalle.

Il sole brilli sui vostri volti.

Le piogge fecondino i vostri sentieri.

Dio vi custodisca nel palmo della Sua mano

 

Qualora l’arsura consumi le forze,

le incertezze rendano traballante il cammino

e le nuvole nascondano il sole…,

Dio vi prenda in braccio e vi sollevi alla guancia.

 

Che la strada sia lieve ai vostri piedi.

Il vento di Dio soffi leggero alle vostre spalle.

 

Il sole brilli sui vostri volti.

le piogge fecondino i vostri sentieri,

Dio vi custodisca nel palmo della Sua mano.