domenica 2 agosto 2026

 da Il Manifesto del 22/07/2026

Il «rischio migratorio» nelle aule degli atenei

di Valentina Pazé

Gli atenei italiani stanno ricevendo mail che invitano a prendere atto delle novità contenute in una recente circolare dei ministeri dell’Università e degli Esteri. Si tratta di una stretta ai visti per studenti extra Ue per «contrastare il rischio migratorio».

In questi giorni presidenti di corsi di laurea e responsabili della didattica degli atenei italiani stanno ricevendo dalle loro amministrazioni mail che invitano a prendere atto delle novità contenute in una recente circolare congiunta del Mur (Ministero dell’Università e della Ricerca) e del Maeci (Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale). L’oggetto è il rilascio dei visti per l’iscrizione nelle università italiane di aspiranti studenti e studentesse provenienti da paesi al di fuori dell’Unione europea nei prossimi due anni accademici. La circolare ministeriale, risalente al 29 aprile, introduce una significativa stretta alla concessione di tali visti, con l’obiettivo dichiarato di «contrastare il rischio migratorio».

Tra gli aspiranti studenti di corsi di laurea triennali e magistrali, o di master, scuole di specializzazione e dottorati – è il timore – potrebbero annidarsi “migranti” sotto mentite spoglie, soggetti truffaldini che millantano titoli e interessi scientifico-culturali al solo scopo di eludere le leggi che regolamentano l’accesso legale al suolo patrio.

Tre sono le principali novità previste dalla circolare. Si stabilisce innanzitutto l’innalzamento dei requisiti economici richiesti per ottenere un visto per motivi di studio, commisurati alla possibilità di mantenersi in modo autonomo per l’intera durata del soggiorno e di disporre di un alloggio idoneo, e controlli più rigorosi sulla provenienza e l’effettiva disponibilità delle risorse economiche dichiarate. Gli atenei vengono, in secondo luogo, invitati a esaminare con maggiore scrupolo la sussistenza dei requisiti relativi al percorso formativo pregresso dei candidati e la validità dei documenti da loro presentati, con un aggravio di lavoro per gli uffici e perdita di tempo e denaro per i richiedenti.

Vengono introdotte, infine, verifiche più stringenti sulle competenze linguistiche degli aspiranti studenti che, preferibilmente prima della richiesta del visto, dovranno dimostrare di conoscere l’italiano, o la lingua di erogazione dei corsi universitari, a un livello pari almeno al B2 da certificare attraverso prove a distanza.

Una successiva Nota esplicativa, datata 3 luglio, si occupa specificamente degli studenti «provenienti da aree di conflitto e contesti di crisi umanitaria». Qui sembra aprirsi uno spiraglio di umanità, o anche solo di buon senso. L’invito è ad «applicare le verifiche con criteri di ragionevolezza e proporzionalità, tenendo conto delle oggettive difficoltà che tali candidati possono incontrare nel reperimento della documentazione o nella dimostrazione delle competenze linguistiche, valorizzando, ove possibile, anche il ruolo delle Università nell’accompagnamento degli studenti». Ma guarda… Qualcuno sembra essersi accorto che chi viene dall’Afghanistan, o dalla Palestina, o dall’Iran, potrebbe non avere piena padronanza dell’italiano o dell’inglese e non riuscire a procurarsi agevolmente attestati e certificazioni.

Resta comunque – fissata a chiare lettere dalla circolare e ribadita dalle Faq ministeriali pubblicate sul portale Universitaly – l’esclusiva competenza a rilasciare il visto delle rappresentanze diplomatico-consolari, tenute a «valutare l’assenza del rischio migratorio dello studente». Non sia mai che qualche ateneo “buonista” si allarghi e interpreti in modo lasco e permissivo i requisiti richiesti, aprendo pericolosi varchi nella fortezza Europa, che il recente Patto sulla migrazione e asilo ha cercato in ogni modo di blindare.

Che dire? Chi lavora all’università sa che negli ultimi anni il numero di domande di iscrizione a corsi di laurea e di partecipazione a dottorati da parte di persone provenienti da «aree di conflitto e contesti di crisi umanitaria» è cresciuto. È chiaro che si tratta, per molti, di un modo per vedersi riconosciuti diritti fondamentali, sanciti solennemente da dichiarazioni e trattati internazionali, ma totalmente disattesi nella realtà.

Primo fra tutti, il diritto di asilo, che la nostra Carta fondamentale riconosce a qualsiasi straniero «al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana». Chissà se nei prossimi mesi proveranno a presentare domanda di visto per studio anche giovani ucraini non in regola con l’assolvimento degli obblighi militari. Quelli che l’Ue, amica di Zelensky (ma non del suo popolo) ha deciso, d’ora in poi, di respingere alle frontiere…

DALLA FARAONICA RIVIERA DI TRUMP E KUSHNER A UN CAMPO DI CONTAINER

Si sgonfia subito la promessa della «Nuova Gaza»

ELIANA RIVA

 

Niente più quartieri residenziali moderni ed eleganti a Gaza. Nulla resta della favolosa costa con le luci degli alberghi a venti piani e delle piscine di lusso. I servizi essenziali che avrebbero dovuto essere ripristinati entro cento giorni rimangono fuori uso.

Della «Nuova Gaza» promessa a Davos rimane salo un progetto pilota, e il faraonico piano urbanistico di Jared Kushnero si è sgonfiato fino a trasformarsi in un campo di prefabbricati. Le simulazioni digitali presentate durante lo show di gennaio dal presidente Usa e dal suo Board of Peace (BoP) non avevano nulla a che fare con la realtà. Nonostante in molti lo avessero fatto presente, a quello spettacolo autocelebrativo presero parte i rappresentanti di 19 Paesi.

OGGI IL BOP è costretto ad ammettere - implicitamente – che niente di quello che aveva promesso potrà essere realizzato. Tutto ciò a cui si punta, più che altro per non perdere la faccia, è un campo vicino Rafah con qualche container abitato all'incirca tra l’1 e il 4% della popolazjone palestinese.

Il piano così rivisto, secondo i funzionari e i diplomatici che hanno parlato con il quotidiano inglese The Guardian,  servirebbe a mantenere in vita il progetto, a «far qualcosas piuttosto che ammettere di non essere riusciti a fare nulla. Anche perché, dicono le fonti diplomatiche, riconoscere il fallimento significherebbe  lasciare via libera ai disegni più sanguinari del governo di Tel Aviv: bombardamenti a tappeto, occupazione totale, colonnizzazione, deportazione e pulizia etnica. Non è detto, peraltro, che ciònon accada comunque, magari prima delle elezioni di fine ottobre, se il premier uscente dovesse realmente rischiare la bocciatura delle urne. Una simile offensiva cancellerebbe anche quel poco che resta del piano Bop, che nel migliore dei casi partirebbe solo alla fine del 2026.

Non ci sono infatti lavori in corso lungo la fascia «cuscinetto» tra Rafah e l’Egitto, l’addestramento della forza di polizia palestinese al Cairo non sembra ancora essere cominciato. E anche i soldati della Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) non sono ancora giunti sul posto. Il piano originario prevedeva un contingente di 20milasoldati internazionali. Ogg si spera di ottenere 5mila persone, un quarto delle aspettative. E la stima potrebbe comunque essere ottimistica.

Non è chiaro neanche dove I'organismo monocraticamente diretto dal presidente Donald Trump troverà i soldi per il progetto pilota: Di quei 17 miliardi di dollari di impegni immediati, è riuscito a raccogliere solo una piccola parte e i fondi dell'iniziativa europea del Gruppo dei donatori sono destinati ad altre iniziatve.

Per questo Washington sta «negoziando» con Tel Aviv l'utilizzo delle tasse che il governo Netanyahu ha rubato all’Autorità nazionale palestinese (Anp). 17 miliardi di entrate fiscali che sarebbero destinati ai servizi essenziali e agli stipendi di medici, insegnanti, dipendenti pubblici in Cisgiordania.

Mentre il piano di «pace»  americano naufraga e l'assedio umanitario israeliano strangola la popolazione, TEL Aviv continua a bombardare e uccidere. Altre cinque persone sono state ammazzate ieri nella Striscia, due ad al-Tuffah, una a Zeitoun, a Khan Younis e un’altra a Gaza City. Un edificio residenziale è ststo distrutto nel campo profughi di Nuseirat e le tende dei profughi di al-Mawasi e di Rafah sono circondate dai carri armati che sparano giorno e notte. Terrorizzati, i bambini vengono tenuiti nei rifugi nonostante le altissime temperature, ed è pericoloso anche uscire alla ricerca di una tanica d’acqua. Sempre più spesso gli spari raggiungono adulti e bambini fin dentro le tende.

SI ALLARGANO anche gli attacchi in Cisgiordania occupata. Nel villaggio di Susiya, a Masafer Yatta, i coloni hanne dato alle fiamme le terre palestinesi, causando un vasto incendio. Sempre nell’area a sud di Hebron israeliani hanno ferito diversi membri di una famiglia, rubando pecore e distruggendo proprietà. Nonostante le violenze, mercoledì sera il governo di Tel Aviv ha approvvato un nuovo investimento di 1,075 miliardi di shekel (circa 314 milioni di euro), per la costruzione di nuove strade di accesse alle colonie illegali e vie di collegamento.

Il Manifesto, 17 luglio 

 

sabato 1 agosto 2026

Questo è il canone per la celebrazione eucaristica di oggi preparato da Walter Primo e Francesco Giusti.

La celebrazione inizierà alle ore 10:00.
Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.

Il link per collegarsi è:
meet.google.com/ehv-oyaj-iue 

_______________________ 

DAVANTI A TE OGNI GIORNO
 

P. Saluto all’assemblea
L. Dio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la Tua parola, che con la Tua sapienza hai formato l’uomo e la donna perché dominino sulle creature fatte da Te e governino il mondo con santità e giustizia e pronunzino giudizi con animo retto, dammi la sapienza che siede in trono accanto a Te e non mi escludere dal numero dei Tuoi figli e delle Tue figlie, perché io sono tuo servo e figlio della Tua ancella, uomo debole e di vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini, mancandogli la Tua sapienza, sarebbe stimato un nulla. (Sapienza 9, 1-6)
 

SILENZIO
 

LETTURE BIBLICHE
 

Esodo 34,5-7
5 Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6 Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione.
 

Matteo 13:27-29
27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 

28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 

29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.

30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.
 

Luca 13,6–9
«Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: «Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?». Ma quello gli rispose: «Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai»

RIFLESSIONE
Non è stato semplice scegliere un tema per la nostra riflessione di oggi perché la guerra, così presente e descritta quasi come inesorabile, indirizza i pensieri irrimediabilmente verso il bisogno di una soluzione immediata, rapida, di svolta radicale che conduca alla pace. Subito.
Mi sono fermata a ripensare alle nostre eucarestie, dove in molte e molte occasioni è emerso il tema della guerra e sempre abbiamo ribadito smarriti la nostra piccolezza, la nostra debolezza di fronte ai grandi eventi storici e nel contempo riconosciuto la fondamentale importanza dell’impegno quotidiano, del piccolo gesto che costruiscono ed aprono strade alla speranza ed a un futuro diverso.
La speranza operosa. Essa è il contrario della fretta e si radica nella pazienza.
Ho scelto questi tre brani, esempi e fonti inesauribili di molteplici temi profondi, dai quali vorrei trarre lo spunto per una piccola riflessione appunto sulla pazienza. Essa fin dall’Esodo è annunciata come una peculiarità di Dio, il quale è descritto come lento all’ira e che conserva il suo favore per mille generazioni.

Le due parabole evangeliche vestono di concretezza la pazienza. Ispirate al mondo contadino ci spiegano come ci voglia tempo sia per poter vedere un albero portare frutto, sia per poter discernere. Esercitare la pazienza significa fare tutto ciò che possiamo e poi compiere un passo indietro, mettersi in secondo piano ed attendere con fiducia il tempo dei frutti e con esso la possibilità di discernere.
La fretta si è infilata nelle nostre giornate e nei nostri rapporti pian piano, aiutata da tecnologie che offrono risposte immediate ad ogni richiesta, ad ogni curiosità e domanda. Nel modo del lavoro, la fretta, il “tutto subito e bene” soddisfano il principio che “il tempo è denaro”, agitano l’animo umano nel profondo, insinuando in noi l’idea di inadeguatezza davanti ai compiti da assolvere. Si parla di disumanizzazione del lavoro.
Si diventa immediatamente impazienti se una risposta non giunge “in tempo reale”. Così si dice. Ma che cosa è il tempo reale? Qui si tratta di un eufemismo per dire “immediatamente”, ma il tempo reale non può essere altro che quello dell’uomo, con slanci, lentezze, cadute e riprese. Complesso, composito come lo è l’essere umano.
Nei nostri rapporti interpersonali non sempre è facile adeguarci ai tempi dell’altro, rispettando ritmi diversi dai nostri ed offrendo una seconda possibilità. Il periodo di pausa estivo offre l’opportunità per un tempo più lento e per valorizzare la nostra pazienza, la nostra capacità di attendere Gesù con il suo esempio ci indica la traccia da seguire e ci offe parabole che parlano della misericordia del Padre perché anche noi si provi a guardare oltre il nostro orizzonte limitato.
Dio conosce i suoi figli, il nome di ciascuno è scritto sul palmo della Sua mano, Egli non ci chiede la fretta ma ci offre la Sua pazienza e si adegua ai nostri tempi aspettando con fiducia i nostri frutti.
Il Dio che si rivela nell’Esodo è rassicurante ed accogliente. Elimina la paura dell’errore, per lasciare spazio all’umana possibilità di sbagliare, nella consapevolezza che per mille generazione Lui ci attende, ci accoglie, facendo festa ed uccidendo il vitello grasso ad ogni nostro ritorno.

INTERVENTI LIBERI
 

T. O Dio, che conosci il numero dei nostri anni e percepisci anche i palpiti dei nostri cuori, accompagna i nostri giorni con il Tuo amore.
1. Rimettiamo anche oggi tutta la nostra vita davanti a Te, anzi nelle Tue mani. La Tua compagnia non viene mai meno.
2. Tu sei il custode che non s’addormenta, sei il pastore che guida i nostri passi donandoci acqua che disseta e cibo che nutre.
1. Tu hai in serbo per noi l’olio prezioso che tiene accese le nostre piccole lampade e profuma i nostri giorni di speranza.
2. Sii Tu, o Dio, lampada per i nostri passi quando le tenebre, il freddo e le nebbie rischiano di farci smarrire la giusta direzione.
T. Tu, o Dio, che fai nascere i nostri amori, custodisci e accompagna i nostri giorni.
Donaci di gustare la dolcezza dei Tuoi doni e costruire insieme sentieri di solidarietà.
G. Eccoci ora alla memoria di quel pasto che Gesù condivise con i suoi discepoli.
T. Egli, dopo aver alzato gli occhi a Te, Dio dal quale proviene ogni dono, sciolse il suo cuore in parole di lode al Tuo nome e Ti glorificò. Le sue mani divisero il pane tra quegli uomini e quelle donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea. “Prendete – disse – e mangiatene tutti. Questa è tutta la mia vita: dare gloria a Dio e condividere ogni bene che Egli ci ha dato. Se farete questo, allora davvero vi ricorderete di me, porterete la memoria di me nel mondo”. Poi prese la coppa del vino e di nuovo alzò gli occhi e il cuore in un inno di lode a Te, o Dio suo, e disse: “La mia vita è stata messa a disposizione fino al sangue, senza tirarmi indietro.
Fate anche voi così: siate disponibili a condividere. Il ricordo di me vi spinga alla disponibilità”.
 

PREGHIERA DI CONDIVISIONE
 

Preghiere spontanee
 

PADRE NOSTRO
 

1. Benedetto sei Tu, Dio commosso e appassionato, che adorni i nostri occhi con le lacrime per esprimere il dolore e non soffocare la gioia.
2. Benedetto sei Tu, che ami la vita. Tu hai seminato ovunque la nostalgia di Te e hai deposto nel mondo i segni del Tuo amore.
1. Benedetto sei Tu, Dio innamorato, che non Ti stanchi mai delle Tue creature e ci avvolgi, ci attendi, ci perdoni.
 

Preghiera finale
O Dio, roccia dei nostri cuori feriti, parapetto sull’erto sentiero e parete sull’abisso, mano amica nell’intrico dei sentieri fallaci, sii per noi la luce che non si spegne mai. Tu, lontano come le irraggiungibili stelle, sei più vicino del soffio del vento. Da Te riceve forza la nostra debolezza e nel Tuo nome ci rimettiamo in cammino.
Amen
 

Manuela Brussino
per la Comunità Cristiana di Base di Pinerolo
Canone tratto dal libro delle preghiere eucaristiche pag 28 – 02.08.2026


 da L’Eco del Chisone del 27/07/2026

Pinerolo: Pellegrinaggio a Oropa giovedì 30/07


Giovedì 30 luglio pellegrinaggio delle parrocchie della Diocesi del Pinerolese al Santuario di Oropa, presieduto dal vescovo di Pinerolo, mons. Derio Olivero. Partenze dalle 7,30 in corso Torino a Pinerolo (davanti all’ex Galup), ma alle 7 a Perosa Argentina, Luserna S.G., Roletto, Frossasco e Campiglione Fenile. Alle 10,30 raduno dei pellegrini davanti alla Basilica Antica e processione verso quella Nuova. Alle 11 celebrazione della messa, alle 15 preghiera del rosario e processione eucaristica. Costo del viaggio 25 euro.

Mariologia in crescita

Nella Diocesi di Pinerolo, e non solo, il culto di Maria, la mariologia cristiana, è in crescita.

Se avete notato anche l’Eco del Chisone dà ampio spazio al culto mariano. Vengono segnalati incontri e rosari. Riprendendo e accrescendo la devozione a Maria, si fanno pellegrinaggi, processioni, viaggi ai santuari, rosari.

E’ un fenomeno in grande crescita. Mentre sono in diminuzione i gruppi biblici comunitari. Inoltre anche in parecchi commentari biblici occupa uno spazio ampio. Il rosario è tornato molto presente nelle liturgie funebri. La devozione e apparizioni sono in crescita. Sembrano segnali che sono invito alla devozione. La fede in Dio ci chiede di rispettare le mille forme con cui le persone esprimono la fede, ma voglio ricordare due cose:

a) gli studiosi parlano chiaramente di due Marie e ci dicono senza mezzi termini che: una è la Maria “vera”, cioè storica, che con Giuseppe generò sei figli. La Maria di cui scrissi più di 100 pagine nei miei libri;

b) poi fu lentamente creata nei secoli, la Maria artefatta, quella delle apparizioni, dei santuari, delle preghiere con le litanie mariane, il rosario, i miracoli.

La Maria vera fu fedele al figlio fino a quando lo uccisero e poi nel Cenacolo fu presente per seguire l’insegnamento, la strada di Gesù di Nazareth con gli altri discepoli.

Allora oggi siamo certi, gli studiosi servono, che la Maria delle apparizioni sono furbesche invenzioni delle gerarchie ecclesiali lungo i secoli.

                      1 agosto 2026 – don Franco Barbero

 da Adista del 18/04/2026

Libertà di stampa e democrazia:

un appello a costruire una rete

Nel nostro Paese c’è un <<gigantesco problema di libertà di informazione>> che mette a repentaglio i fondamenti stessi della democrazia: nella classifica internazionale relativa l’Italia è scivolata al 49° posto, il più basso in Europa occidentale. Tra influenza del governo sui maggiori network televisivi, pubblici e no, le sempre maggiori limitazioni al diritto di cronaca sancite per legge, il proliferare di querele temerarie in aumento, miranti a mettere il bavaglio al giornalismo di inchiesta, la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, oggi si assiste a un attacco inedito all’informazione e al pensiero critico. Per questo è stato diffuso un appello a tessere alleanze con tutti i soggetti in campo per il rispetto e la difesa della Costituzione, della democrazia, delle libertà e del diritto internazionale, firmato già da centinaia di giornalisti/e.

Contro l’attacco all’informazione

Giornalisti/e per la Costituzione

La libertà di stampa è un bene costituzionale primario su cui poggia la democrazia. E sempre più vediamo che in Italia c’è un gigantesco problema di libertà di informazione. La posizione del Paese nel ranking internazionale ci vede in discesa al 49esimo posto, il più basso in Europa occidentale; moltissimi spazi di informazione dei principali network, Rai e Mediaset, sono sotto l’influsso diretto di Palazzo Chigi; numerose testate quotidiane in mano a politici dell’area di governo; il diritto di cronaca sempre più limitato per legge; le querele temerarie bavaglio in aumento, usate dalla politica per intimidire e limitare il giornalismo di inchiesta: la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, senza che nessuno da un anno dica da chi e perché; le regole europee disattese, dal Media Freedom Act alla direttiva anti-Slapps; una Authority chiamata a vigilare sul sistema, da ripensare per garantirne un’effettiva indipendenza.

E un problema di sicurezza senza pari. In un Paese che ha dato un altissimo tributo di sangue con i suoi giornalisti/e uccisi, ci sono 516 reporter minacciati – record europeo – 270 sotto tutela e 29 sotto scorta. Con un aumento delle minacce del 78% nel 2025. E ancora: il dilagare di precari e autonomi sottopagati che non può essere garanzia di una stampa davvero libera e che espone giornaliste e giornalisti a rischi e ricatti di ogni genere.

La crisi dell’editoria con il calo di vendite e ascolti, la perdita di credibilità del giornalismo presso l’opinione pubblica e la sfida dell’intelligenza artificiale, unitamente alla crisi dei corpi intermedi che non risparmia le nostre strutture, ci interrogano sulla necessità di una profonda riflessione sui postulati che per decenni hanno cementato l’esercizio della professione giornalistica e il nostro agire professionale e sindacale. Dalla deontologia alle forme di tutela per il lavoro autonomo.

Mai come ora il sistema dell’editoria italiana appare fragile: dismissione dei grandi gruppi, proprietari corsari, concentrazioni e riduzione del pluralismo, leggi di sistema inadeguate, costante espulsione di giornalisti dalle redazioni e l’impoverimento che colpisce soprattutto i giovani e le donne. Mentre perdura la difficoltà di estendere le tutele a giornaliste/i sempre più in balia di un mercato iniquo, con paghe ridicole per i pochi giovani neo-assunti e da fame per il crescente numero di autonomi e precari.

L'ESSERE UMANO PUÓ ESSERE SCONFITTO MA NON VINTO, perché non è nato per morire, ma per incominciare

Hannah ARENDT

 

“Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo.

Esso 'sfida’ come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla.

Questa è la sua ‘banalità’.

Solo il bene è profondo e può essere radicale”.

 

“Non si nasce eguali, si diventa eguali come membri di un gruppo in virtù della decisione di garantirsi reciprocamente eguali diritti.

La nostra vita politica si basa sul presupposto che possiamo instaurare I'eguaglianza attraverso l‘organizzazione, perché l'uomo può trasformare il mondo e crearne uno comune, insieme con i suoi pari e soltanto con essi”.

 

giovedì 30 luglio 2026

     Il Fatto Quotidiano, 23 luglio '26

da Pressenza del 27/07/2026

Ancora un record per l’azzardo

di Giovanni Caprio



L’affare dell’azzardo nel nostro Paese sembra non avere limiti di crescita: nel primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto i 45 miliardi e 440 milioni, con un incremento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando aveva già toccato un record con 38 miliardi e 755 milioni. Stiamo parlando di una cifra incredibile certificata dal Bollettino statistico trimestrale dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che lascia supporre che alla fine di quest’anno si infrangerà un altro record e la raccolta dello scorso anno di 165 miliardi e 345 milioni, stante la crescita del primo trimestre, potrebbe essere polverizzata e arrivare a sfiorare i 200 miliardi. E’ soprattutto l’azzardo online a crescere, arrivando a 23 miliardi e 172 milioni (nel 2025 si era fermato a 20 miliardi e 253 milioni). Anche slot machine e videolottery aumentano, passando da 5 miliardi e 291 milioni a 7 miliardi e 870 milioni. Per lo Stato, invece, più o meno sempre gli stessi introiti: 2 miliardi e 682 euro a fronte dei 2 miliardi e 483 milioni dello scorso anno. Le perdite per i “giocatori”, invece, crescono, arrivando a 5 miliardi e 713 milioni, rispetto ai 4 miliardi e 484 milioni del primo trimestre dello scorso anno.

Sulla base dei dati dello scorso anno, tra le Regioni in cui si gioca di più, troviamo il Lazio che si posiziona al terzo posto assoluto con 17 miliardi e 449 milioni di euro, preceduto solo da Lombardia (26 miliardi) e Campania (21 miliardi e 562 milioni). E all’interno del contesto regionale, il territorio di Roma e provincia si conferma tristemente in testa alla classifica delle aree metropolitane italiane per volume complessivo di gioco, staccando nettamente Napoli (11,4 miliardi) e Milano (9,4 miliardi). Nella provincia capitolina, come ha sottolineato la Caritas,  la raccolta è arrivata a 12 miliardi e 858 milioni di euro con una crescita di oltre mezzo miliardo rispetto ai 12 miliardi e 356 milioni del 2024. Una cifra spaventosa che equivale a più di 3.000 euro spesi pro capite, calcolando nel totale anche i bambini e i neonati. Nella sola Roma Capitale, sono stati giocati 8 miliardi e 527 milioni: al primo posto si piazzano i cosiddetti giochi di abilità o skill games (4 miliardi); seguono le scommesse sportive (1,2 miliardi), le Videolottery (887 milioni), i “Gratta&vinci” (704 milioni) e le slot machine Awp (501 milioni).

La Caritas ha aperto da marzo scorso presso il centro d’ascolto diocesano, in via di Porta San Lorenzo 7, nei pressi della Stazione Termini, uno sportello per giocatori d’azzardo e familiari. In appena quattro mesi sono state ascoltate una trentina di persone e una decina hanno accettato di iniziare un percorso. Più uomini, solo due donne, soprattutto dai 50 anni in su, pochi i giovani. A operare all’interno del centro di ascolto diocesano attualmente sono quattro persone: uno psicologo coordinatore del servizio, un assistente sociale, un educatore e un altro psicologo. Ma non si occupano solo di azzardo: sono infatti aperti all’ascolto dei senza dimora e delle persone che chiedono l’accesso alle mense e all’accoglienza. Lo sportello per l’azzardo dopo i primi colloqui indirizza ai Serd (i servizi pubblici per le dipendenze patologiche del Sistema Sanitario Nazionale) o ai servizi privati convenzionati, come varie associazioni che svolgono questo tipo di attività. Finora la maggior parte delle persone sono state accompagnate e orientate ai Serd. Successivamente si prende un appuntamento con un avvocato del servizio legale gratuito della Caritas, che incontra il giocatore patologico, insieme a un operatore sociale, per approfondire tutti gli aspetti amministrativi, economici e legali prodotti dalla dipendenza da azzardo. Successivamente, se la situazione è particolarmente grave, insieme all’avvocato si propone alla persona di iniziare un percorso di amministrazione di sostegno. La Fondazione antiusura Salus populi romani è parte integrante del progetto. Alla persona viene detto che nel momento in cui accetta di fare tutto questo percorso si può anche sottoporre la sua situazione alla Fondazione per un percorso di sdebitamento, di ristrutturazione del debito e di gestione di tutta la parte economica.

“L’azzardo, denuncia Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma, è l’esaltazione ipocrita del potere del denaro e della sorte che sfrutta un’intelligenza davvero diabolica per apparire un gioco. A questo si aggiungono il letargo e la miopia della politica e delle istituzioni pubbliche; ridotta se non complice è l’attenzione dei media, a causa dell’ingente investimento pubblicitario che produce l’industria dell’azzardo. Nonostante l’enorme somma di denaro sottratta all’economia reale, la disgregazione sociale e la disperazione che c’è dietro di essa, con tantissimi giovani, anziani e famiglie travolti dai debiti causati dal “gioco” che producono distruzione di patrimoni e a volte di vite, tutti continuano come se niente fosse. Nonostante esistano divieti a qualsiasi forma di pubblicità, il mondo dello sport, in modo particolare i club di calcio della Serie A e i grandi colossi del betting mantengono intatti i propri legami economici attraverso la strategia dell’infotainment. Di fronte a un forte dibattito politico volto ad ammorbidire o abolire tali restrizioni, la Conferenza Episcopale Italiana, insieme a Caritas e alla Consulta nazionale antiusura, è intervenuta per chiedere, al contrario, un’applicazione rigida e l’inasprimento dei divieti”.

da Pressenza del 27/07/2026

Stop alla pulizia etnica di Israele in Cisgiordania

di Amnesty International



Israele sta conducendo una sistematica campagna di pulizia etnica nei confronti delle comunità beduine palestinesi e delle comunità pastorali nella Cisgiordania occupata. Attraverso l’espansione illegale delle colonie, la violenza dei coloni sostenuta dallo Stato e le politiche di apartheid, le autorità israeliane cercano di formalizzare, nell’ambito della propria legislazione, l’annessione illegittima dell’Area C della Cisgiordania occupata e di procedere al trasferimento forzato della popolazione palestinese da tale territorio. Agisci ora per fermare la pulizia etnica di Israele nella Cisgiordania.

Qual è il problema?

Quella del trasferimento forzato della popolazione palestinese dalla Cisgiordania occupata è una politica portata avanti dai governi israeliani che si sono susseguiti negli anni e il pilastro principale del sistema di apartheid imposto da decenni.

Il governo israeliano in carica dal 2022 ha accelerato la politica di pulizia etnica dell’Area C della Cisgiordania occupata. Comunità intere sono oramai sradicate ed esposte al rischio di trasferimento forzato.

“Quanto sta accadendo rappresenta una cancellazione di persone, alberi, edifici e di ogni elemento connesso con la presenza palestinese ad opera dei coloni con il sostegno militare” – Muntaser al-Maliki, residente di Kufr Malik nella Cisgiordania occupata.

Molti Stati evitano volutamente di intervenire di fronte a queste gravi e continue violazioni dei diritti delle persone palestinesi. Questa loro grave mancanza d’azione ha di fatto concesso a Israele un ampio margine di impunità, favorendo la commissione di molteplici violazioni e gravi crimini ai danni della popolazione palestinese tra cui il genocidio nella Striscia di Gaza, la pulizia etnica e l’apartheid. Quest’impunità deve cessare immediatamente.

Firma l’appello e sollecita la presidente del Consiglio a imporre sanzioni mirate nei confronti di autorità israeliane direttamente coinvolte nella pulizia etnica e a vietare il commercio, gli investimenti o il sostegno finanziario che contribuiscono a mantenere l’apartheid e l’occupazione illegale.

 - 1 -

 

mercoledì 29 luglio 2026

 

 

Sorrido: Domani

 

Un giornale che apprezzo scrive che il governo Meloni aiuta la mafia. Corretto. A me sembra che Meloni fa parte della mafia, non solo, la Meloni ne fa parte e più cerca di nascondere questa profonda relazione costitutiva della sua personalità, più questa relazione emerge in questo suo ballerinismo che è la sua “persona”.

Io vivo in una città, Pinerolo, dove vedo l’incarnazione della mafia galoppante e pure capacissima di apparire un’opera per il bene comune. Meloni vorrebbe farci credere di essere una persona che lavora per il popolo italiano; lei si agita per far vedere di fare politica. In Europa non la stima nessuno, abbracci, viaggi e sproloqui sono stati capaci di far emergere la sua nullità politica reale e il giornalismo serio ha messo in luce la sua psiche che vaga alla ricerca almeno di una comparsa.

In Europa in realtà è la Signora nessuno, in giro per il mondo, tra viaggi, baci e abbracci, è simpatica come ballerina alla ricerca di una bella figura. Il cervello politico è in esaurimento e così, tra una cosa e l’altra, la sua vita è un teatrino, una comparsa che sa usare tutte le pose e infiniti eloqui che dicono: “Ci sono”. Ma in realtà sono eloqui, politicamente sproloqui, del ballerino che si fa notare. Nel mondo politico hanno capito che a Lei preme solo comparire e la politica è altro. Molti credono al suo teatrino, ma lei nasconde la sua nullità nel fare spettacolo. Lei è convinta che fare sapettacolo vagante sia fare politica.

Franco Barbero, 23 luglio

 da Adista del 18/04/2026

Il cristianesimo laico di Ortensio da Spinetoli

di Augusto Cavadi


Nell’eccezione corrente (fuori dai confini ecclesiali cattolici) il termine “laico” suggerisce un’antitesi, un’opposizione a “cristiano” o più ampiamente a “religioso”. In questo senso polemico, Ortensio da Spinetoli non è stato un “laico” perché – entrato nell’Ordine dei Frati minori Cappuccini, in cui è stato anche consacrato presbitero – non ne è uscito formalmente sino alla morte, avvenuta nel 2015 quando egli era novantenne, nonostante da molto tempo vivesse ormai fuori dai conventi presso una modesta famiglia di Recanati che lo aveva accolto fraternamente.

Ma c’è un altro significato di “laico” che prescinde dalla dialettica oppositiva, polemica, con ciò che è “sacro” o “santo” ed è invece definito da una costellazione di qualità positive: la sincera ricerca della verità, la libertà da pregiudizi e dogmatismi, il coraggio di criticare qualsiasi teoria (anche se la si è condivisa sin dalla nascita), la pazienza di condividere con il dubbio su tutto ciò che non s’impone con evidenza, il rispetto per chiunque esprima idee diverse dalla propria, l’amore per le bellezze naturali e artistiche… In questa seconda accezione Ortensio da Spinetoli è stato sinceramente e profondamente “laico”.

Ciò gli fa onore e spiega la varietà delle persone con cui è stato in relazione durante la vita: credenti, agnostici, atei di ogni strato sociale, professione o mestiere. Molti sono stati e sono i preti, i frati, le suore che – per un’inclinazione intuitiva – hanno testimoniato simili aperture. Ciò che caratterizza la figura di Ortensio è che egli non si è limitato a testimoniare soggettivamente che si può essere “laici” e “cristiani”, ma ha anche offerto le giustificazioni teologiche di questa postura esistenziale. Da studioso competente ha dimostrato come una lettura scientificamente attrezzata dei vangeli rende non solo legittimo, ma addirittura inevitabile vivere la fede laicamente. “laicità credente” o, se si preferisce, “fede laica” non sono ossimori: dimensione “laica” e dimensione “religiosa” si possono, anzi si devono, coniugare in se stesse perché sono state incarnate già nella persona di Gesù di Nazareth – quale almeno ci è possibile conoscere nelle pagine del Secondo Testamento.

 da Confronti di giugno 2026

Nulla di fatto al summit tra Trump e Xi


Secondo quanto riportato da Reuters, il presidente statunitense Donald Trump lo scorso maggio ha lasciato Pechino dopo due giorni di colloqui con il presidente cinese Xi Jinping, segnati da toni cordiali, ma da risultati politici limitati. Il vertice, accompagnato da una forte cornice simbolica e diplomatica, non ha prodotto svolte significative né sul commercio né sul dossier Iran, nonostante le aspettative di Washington di ottenere un sostegno cinese per la fine del conflitto.

Gli Stati Uniti hanno parlato di intese preliminari su alcuni scambi agricoli, ma senza dettagli concreti né passi avanti su questioni strategiche come i semiconduttori o le terre rare.

Sul piano politico, il confronto ha evidenziato una distanza sostanziale tra le priorità delle due potenze. Trump ha insistito su possibili aperture economiche e accordi industriali, mentre Xi ha rilanciato l’idea di una “stabilità strategica costruttiva” nei rapporti bilaterali, segnando un cambio di linguaggio rispetto alla precedente impostazione basata sulla competizione. Il momento più sensibile del summit è arrivato a porte chiuse, quando il leader cinese ha avvertito che una gestione errata della questione di Taiwan potrebbe portare a un’escalation del conflitto.

Un messaggio che ha pesato sull’incontro, mentre da parte americana è stata ribadita la linea della “ambiguità strategica”. Sul fronte iraniano, Pechino non ha assunto impegni concreti, nonostante le richieste statunitensi di utilizzare la propria influenza su Teheran per favorire una soluzione diplomatica. Analisti internazionali segnalano che la Cina continua a considerare l’Iran un partner strategico in funzione anti-occidentale.

HO PIANTO E PREGATO PER RANUCCI

 

In un quadro parlamentare e televisivo indecente, pieno di ignoranti e persone prive di cultura, di servi e serve del “padrone americano”, come il nostro Presidente del Consiglio che prende ordini e poi sa soltanto dare baci e fare abbracci e forse fare altro in modo da completare il quadro indecoroso della sua figura e di tutta la sua vita, come trapela ed è ben visibile a chi presso di Lei e presso ai suoi simili sta per fare soldi e carriera, se togli la apparenza, la persona non è altro che il giocattolo di Netanyhau e del Capo Supremo.

Il nostro parlamento e governo non sono che servitori della banda dei due assassini Usa, innamorati solo della carriera e dei soldi. E’ difficile trovare più di 20 persone pulite.

 

LA PARTE PEGGIORE

La parte peggiore del popolo italiano, a mio avviso ben informato, il Parlamento ha bisogno di un corso di Etica personale e sociale perché i discorsi seri del Presidente della Repubblica, veraci, puntuali, documentati e rispettosi delle istituzioni, vengono letti e interpretati come discorsi e consigli del nonno della repubblica e non come richiamo al rispetto delle leggi istituzionali. C’è tanto lavoro da fare perché il popolo italiano sia preso sul serio, nelle richieste di un Parlamento che guardi alla giustizia più che ai continui festini, che pronuncia promesse che sono costruire ed esprimere un “discorso nazione” che in realtà è retorica compiacente e parole che fanno parte di una locuzione da mercaro delle illusioni. 

Franco Barbero, 16 luglio 2026

 da Confronti di giugno 2026

Varsavia riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso


Dopo che a novembre la Corte di giustizia dell’Unione europea ha emesso una sentenza che obbligava la Polonia a registrare i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti in altri Paesi dell’Ue, anche se la legge polacca non lo consentiva, lo scorso maggio le autorità di Varsavia hanno annunciato di aver riconosciuto per la prima volta nella storia della nazione a maggioranza cattolica un matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato in Germania.

martedì 28 luglio 2026

 da Confronti di maggio 2026

I numeri del suicidio in Italia



In Italia, ogni giorno si tolgono la vita in media 10 persone, oltre 300 al mese.

Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il fenomeno è in costante crescita. Nel 2021 e nel 2022 – gli anni più recenti monitorati – il tasso di suicidi è salito a 0,74/0,75 ogni 10mila abitanti. Si tratta di un lieve aumento, ma i livelli restano inferiori rispetto al triennio 2011-2013, quando l’indice superava lo 0,80.

in particolare, nel 2022 sono stati registrati 3.934 suicidi: un incremento evidente rispetto all’anno precedente, in cui se ne erano verificati 3.870.

Nonostante questo, il Paese attualmente non dispone né di un piano nazionale integrato per la prevenzione del suicidio, né di un sistema di monitoraggio in tempo reale. Infatti, a fine 2025, non esistono dati ufficiali dal 2023 e i report presenti online sono spesso pubblicati con anni di ritardo.

L’assenza di informazioni causa un problema significativo: se i numeri non vengono raccolti, studiati e resi pubblici è difficile comprendere la portata del fenomeno e, di conseguenza, elaborare misure strategiche e soluzioni adatte a contrastarlo.

Proprio per sopperire a questa mancanza, la Onlus di divulgazione scientifica Brain Research Foundation (Brf) ha deciso di aprire un osservatorio nel 2021. Lo scopo è monitorare i suicidi e quelli tentati, tramite l’analisi delle notizie di cronaca locali e nazionali.

Tra gennaio e agosto 2024, gli ultimi mesi rilevati, i ricercatori hanno contato 416 suicidi e 420 tentativi.

Basando la propria raccolta su fonti secondarie, come giornali e siti web, è probabile che l’osservatorio consideri solo gli avvenimenti che riesce a verificare direttamente, escludendo i casi non riportati dai media. Il risultato è che i suoi dati pur essendo disponibili quasi in tempo reale, restano parziali e imprecisi, soprattutto se confrontati con quelli che potrebbe diffondere l’Istat.

Quest’ultimo, infatti, elabora le informazioni ufficiali provenienti dai certificati di morte compilati dai medici, ottenendo archivi più completi e affidabili.

Ad esempio, la Brf riporta che nel 2022 sono avvenuti 595 suicidi, mentre l’Istat – come discusso in precedenza – ne registra 3.934.

Tutto ciò, però, non vanifica il lavoro svolto da fondazioni, organizzazioni, laboratori e istituti di indagine sparsi sul territorio italiano che, anzi, è cruciale per colmare il vuoto alimentato dall’indifferenza delle istituzioni.

 Invito alla lettura biblica

Ho ricevuto in dono da Cesare due libri:

1) Lidia Maggi e Angelo Reginato –

Ma chi siamo noi? La questione identitaria nei libri

di Rut e Giona – Claudiana 2026;

2) Ernesto Borghi -

Il discorso della montagna – Giustizia e Libertà

Claudiana 2026.

Mi raccomando la lettura, e chi non riuscisse ad averlo passi da me in Via Porro 16 a Pinerolo.

E’ proprio il tempo di darsi a letture nutrienti.

E’ preziosa la lettura biblica. Pochi giorni fa ho incontrato la comunità di Rivalta, un gruppo molto fedele alla lettura biblica, che sta per iniziare la lettura degli Atti degli Apostoli. Ci siamo ritrovati a Pinerolo. Che gioia constatare che la comunità non ha mai mollato la lettura biblica che tiene in vita il cammino di fede da molti anni.

                                                    Franco Barbero

 da Tempi di Fraternità di maggio 2026

Inno alla materia (del gesuita paleontologo Pierre Teilhard de Chardin - Jersey 8 agosto 1919)


BENEDETTA sii tu, aspra Materia, sterile gleba, dura roccia, tu che cedi solo alla violenza e ci costringi a lavorare se vogliamo mangiare.

BENEDETTA sii tu, pericolosa Materia, mare violento, indomabile passione, tu che ci divori se non t’incateniamo.

BENEDETTA sii tu, potente Materia, Evoluzione irresistibile, Realtà sempre nascente, tu che, spezzando ad ogni momento i nostri schemi, ci costringi ad inseguire, sempre più oltre, la Verità.

BENEDETTA sii tu, universale Materia, durata senza fine, Etere senza sponde, triplice abisso delle stelle, degli atomi, e delle generazioni, tu che travalicando e dissolvendo le nostre anguste misure, ci riveli la dimensione di Dio.

BENEDETTA sii tu, impenetrabile Materia, tu che, ovunque tesa tra le nostre anime ed il Mondo delle Essenze, ci fai languire dal desiderio di forare il velo senza cucitura dei fenomeni.

BENEDETTA sii tu, mortale Materia, tu che, dissociandoti un giorno in noi, c’introdurrai necessariamente nel cuore stesso di ciò che è. Senza di te, o Materia, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strazi, noi vivremo inerti, stagnanti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio. Tu che ferisci e medichi – tu che resisti e pieghi – tu che sconvolgi e costruisci – tu che incateni e liberi – linfa delle nostre anime, Mano di Dio, Carne del Cristo, o Materia, io ti benedico.

TI BENEDICO, o Materia, e ti saluto, non già quale ti descrivono, ridotta o sfigurata, i pontefici della Scienza ed i predicatori delle Virtù, Un’accozzaglia, dicono, di forze brutali e di bassi appetiti, ma quale tu mi appari oggi, nella tua totalità e nella tua verità.

TI SALUTO, inesauribile capacità d’essere e di trasformazione in cui germina e cresce la Sostanza eletta.

TI SALUTO, universale potenza di ravvicinamento e d’unione, che lega tra di loro le innumerevoli monadi ed in cui esse convergono tutte sulla strada dello Spirito.

TI SALUTO, sorgente armoniosa delle anime, cristallo limpido dal quale è tratta la Gerusalemme nuova.

TI SALUTO, Ambiente divino, carico di potenza Creatrice, Oceano mosso dallo Spirito, Argilla impastata ed animata dal Verbo incarnato. Per raggiungerti, o Materia, bisogna che, partiti da un contatto universale con tutto ciò che, quaggiù, si muove, sentiamo via via svanire nelle nostre mani le forme particolari di tutto ciò che stringiamo, sino a rimanere alle prese con la sola essenza di tutte le consistenze e di tutte le unioni. Se vogliamo possederti, bisogna che ti sublimiamo nel dolore dopo averti voluttuosamente stretta fra le nostre braccia. O Materia, tu regni sulle vette serene ove i santi pensano di evitarti, carne così trasparente e nobile che non ti distinguiamo più da uno spirito. Portami su, O Materia, attraverso lo sforzo, la separazione e la morte. Portami dove sarà finalmente possibile abbracciare castamente l’Universo. Giù, sulla sabbia ridiventata tranquilla, qualcuno piangeva. “O Padre mio! Padre mio! Quale vento folle lo ha dunque rapito!”. E per terra giaceva un mantello.

N.B. Quando Elia fu rapito in cielo sopra un carro fiammeggiante, Eliseo, suo discepolo ricevette il suo mantello, segno della continuità della missione profetica.

lunedì 27 luglio 2026

 E’ sera...

E’ sera. Ho sentito con dolore ciò che anche una televisione “americana” come la nostra non può completamente falsificare e nascondere. Ho pregato Dio che trovi due profeti capaci di imitare la Giuditta biblica e aiuti noi cristiani a comprendere che il “buonismo”, ormai dogma cattolico, non consente altro che permettere ai tiranni di continuare nei loro progetti di morte e violenza, che ogni giorno causano nuove migliaia di persone morte e vite spezzate, solo per il capriccio dei tiranni che abitano il nostro tempo e la loro sete di potere.

...Poi è arrivata Sarya, che mi aiuta nei miei bisogni quotidiani e che mi chiama Padre, e il mio cuore ha avuto un balzo di felicità.

Grazie, o Dio d’amore e di giustizia. Solo da Te viene la forza di proseguire questa strada con speranza, con piccole opere, con spirito comunitario, con tanta gioia e con lo sguardo al Sole di giustizia che si fonda in Te.