mercoledì 23 settembre 2009

UN LIBRO SCOMODO E CORAGGIOSO:DA LEGGERE

AUGUSTO CAVADI, Il Dio dei mafiosi, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2009, pagg.256, euro 18.
L'Autore, un intellettuale e credente di altissimo livello, documenta la relazione esistente tra la nostra mafia mediterranea e la teologia cattolica tradizionale con rigore ed equilibrio, in un linguaggio limpido e pungente.
Non che il fenomeno mafia costituisca una "creatura cattolica", ma la teologia cattolica contribuisce alla concreta configurazione di questa mafia. Fu addirittura PaoloVI a sostenere l'esistenza di un legame, di una "relazione pericolosa" fra mens mafiosa e mens cattolica,due mentalità associate, intrecciate, coimplicate. "Come mai Filippo Marchese- prima di torturare, strangolare e sciogliere nell'acido una vittima- invocava la benedizione di Dio, facendosi il segno della croce?" ( pag. 218). Se la maggioranza dei mafiosi si dice cattolica e frequenta le chiese, qualcosa certamente non funziona o nella loro testa o nella teologia cattolica tradizionale o in tutte e due.
Il libro si legge d'un fiato e lo si rilegge volentieri con grande utilità: questa è vera informazione.