sabato 11 giugno 2022

La Terza Guerra mondiale in pezzi

LIBIA

A marzo 2011, dopo Tunisia ed Egitto, le rivolte arabe hanno travolto il regime di Gheddafi, al potere dalla fine degli anni Sessanta. Con l'intervento della Nato in favore dei rivoltosi, che uccidono Gheddafi nell'ottobre 2011, lo scenario muta in una guerra tra bande che cancella il senso più profondo della rivoluzione. Oggi i trafficanti di esseri umani e le milizie che li sostengono hanno accelerato le loro attività, cercando di incassare al massimo prima di un possibile blocco, determinato dalla tregua che regge da un anno e dagli accordi che potrebbero far terminare la divisione del Paese. Quella fra il governo di Tripoli riconosciuto dalla comunità internazionale e il governo di Bengasi, sostenuto da Egitto e da altri Stati, del generale Khalifa Hafta. Il fronte tra i due contendenti è sostanzialmente fermo dopo l'ultimo – fallito – tentativo delle truppe di Haftar di prendere il controllo del Paese. Secondo l'Unher in Libia ci sono oltre 800 mila persone che necessitano di assistenza umanitaria.

IRAQ

Un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità tra il 20 e il 50 per cento; nessun accordo per il nuovo governo dopo sei mesi dalle elezioni legislative. Questo il quadro istituzionale in Iraq, dove dopo l'invasione delle truppe della coalizione internazionale guidata dagli Usa – che accusavano Baghdad di essere alleata di al-Qaeda, accusa rivelatasi infondata – ancora non c'è pace. A dominare sono le milizie sciite, spaccate però tra i fedeli dell'Iran e chi vuole emanciparsene. Il nord, in mano ai curdi, è più tranquillo, pur scosso dall'offensiva dell'Isis che tra il 2014 e il 2016 aveva il controllo di vaste zone del Paese. Il fenomeno Isis non è scomparso, ma è in riorganizzazione dopo essere stato travolto in Siria e in Iraq.

Christian Elia MILLENNIUM maggio 2022