giovedì 7 dicembre 2006

QUANDO GESU’ FA PAURA...

Pochi mesi fa è uscito il volumetto intitolato “Inchiesta su Gesù” (Corrado Augias – Mauro Pesce, Mondadori, Milano 2006, pagg. 266, € 17,00) in cui un grande storico delle origini cristiane risponde alle domande di un noto giornalista.

Le opinioni di Pesce, sempre motivate e rigorosamente documentate, riportano dati ormai largamente acquisiti nel vasto mondo della ricerca storica ed esegetica.

Che Gesù sia nato da un rapporto di amore di Maria e Giuseppe in una numerosa famiglia ebrea, che non avesse mai pensato di essere Dio e di fondare una nuova religione... costituiscono affermazioni oggi comuni tra studiosi/e.

“Gesù è un uomo ebreo che non si sente identico a Dio. Non si prega Dio se si pensa di essere Dio... Gesù prega cercando di capire che cosa Dio gli chieda” (pag. 28).

“All’interno della letteratura giudaica l’appellativo ‘figlio di Dio’ non ha il significato che assumerà in seguito per i dogmi cristiani, vale a dire una persona che sia uomo e nello stesso tempo Dio. Significa solo una persona a cui Dio ha affidato un incarico, oppure una persona che segue la volontà di Dio e in questo senso ne è figlio, pur restando integralmente ed esclusivamente uomo... Insomma, il termine non esprime la natura divina di Gesù” (pag. 91).

Potrei fornire altre cinquanta citazioni, ma si tratta di affermazioni ovvie per chiunque abbia una minima conoscenza dell’ebraico e del greco biblico o, almeno, abbia una certa familiarità con la storia dei dogmi.

Ho letto queste pagine senza il minimo stupore trattandosi di informazioni che nella mia comunità cristiana di base circolano da almeno 25 anni.

Ma, come ha documentato Repubblica del 1° dicembre, nella pubblicistica ufficiale cattolica è avvenuta una segnata e sprezzante sollevazione. Si è gridato all’eretico, si è parlato di una attacco frontale ed inaccettabile alla fede cristiana.

Da Avvenire, all’Osservatore Romano a Civiltà Cattolica il coro canta una sola canzone: la ricerca storica è nemica della fede. Ma, mi domando questi illustri signori leggono qualche volta un buon libro di storia del cristianesimo o di esegesi biblica?

E’ evidente che il Gesù storico fa paura a chi ha costruito su di lui una fortuna istituzionale, una chiesa gerarchica agli antipodi del pensiero del nazareno, una ricchezza scandalosa, un potere arrogante.

A loro piace il Gesù imbalsamato e mummificato dentro fredde formulazioni dogmatiche. Farlo uscire da queste nicchie e cercare il Gesù vivo, quello reale, fa tremare chi lo ha congelato in una dottrina ecclesiastica.

E... mi permetto di esprimere un suggerimento per genitori, catechisti e animatori di gruppi biblici: fate circolare queste informazioni...

La fede è bella, amica della vita... La conoscenza può essere liberatoria e può aiutare la fede a uscire dal mausoleo.

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