martedì 30 ottobre 2007

TERZO MESSAGGIO STIMOLANTE

Si vede che i "due messaggi stimolanti" che mi sono giunti a proposito dell'incontro nazionale donne delle cdb e che ho ospitato il 22 ottobre sul mio blog non sono passati inosservati e sono stati presi in considerazione. E' giunto un terzo messaggio stimolante che ospito volentieri mentre continuo a stupirmi del numero delle persone che accedono a questo piccolo blog.


TERZO MESSAGGIO (SI SPERA STIMOLANTE!)

Mi fa sorridere l’idea che l’anno scorso una delle critiche al convegno delle donne cdb sul tema “Il divino, abitare il vuoto" sia stata : “Non rischiamo di restare troppo a lungo nei cieli senza volgere lo sguardo alle cose terrene ? Perché non si parla piuttosto di violenza sulle donne o di ingiustizia?”

Da qui le tematiche politiche elaborate quest’anno : natura , norma, giudizio, omosessualità, genitorialità omosessuale, senza che questo impedisse di lasciare ampio spazio, in quattro laboratori, ad una parola su Dio o ad una meditazione sulla parola biblica, attraverso il bibliodramma, le mistiche, lo yoga e testi letterari profondamente spirituali.

Senza dimenticare la celebrazione della domenica, condotta dalla Diacona Valdese Karola Stobaus, a partire dal canto della profetessa Miriam di Esodo 15, o le efficaci esortazioni e i rimandi ai testi biblici della Pastora Daniela Di Carlo, durante il suo intervento.

Io credo che un’altra tentazione ricorrente sia quella di non fare abbastanza silenzio per porsi in ascolto vero, ascolto creativo o, come dice Elizabeth Green, per porre attenzione al ritmo delle cose. Un ascolto aperto e spoglio da pregiudizi e ansietà per ciò che di diverso e di nuovo ci si presenta.

Questo, a mio avviso, è ciò che impedisce spesso di vivere il presente e coglierne i segni, di vivere il “qui e ora” come promessa di buona novella. Ci sono situazioni , momenti in cui Dio può anche non essere “nominato/a” ma ugualmente “respirato/a”, “comunicato/a”.

Così nel nostro caso, nel “qui e ora” di duecento donne che singolarmente intrecciano nella loro vita fede, impegno, fatica del quotidiano, cura dei figli e degli anziani, prendendosi la libertà di imparare ad amare il prossimo”come se stesse” e non ” più di se stesse”.

Non quindi un parlare di se che eclissi Dio bensì un partire da se e dalla concretezza dell’esistente, che ben conoscono, come atto d’amore, di fedeltà e di aderenza ad un percorso di liberazione di ampio respiro, con un ritorno in termini di umanità rinnovata, di nuove pratiche e di nuovi saperi per donne e uomini.

Come può Dio diventare un binario morto o una appendice da tagliare e lasciar seccare quando pulsa nella vita di ognuna traducendosi in percorsi di pace, di solidarietà, di creatività, di bellezza come anche in interrogativi inquietanti, percorsi critici e pratiche di disobbedienza ?

Cari saluti
Doranna Lupi

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