domenica 25 maggio 2008

HILLARY E MARCEGAGLIA

Due donne spietate e violente, ma in modo diverso.

Hillary ha condotto una campagna elettorale all'insegna dell'insulto verso Obama. Il dialogo immaginario che il New York Times ha pubblicato il 22 maggio merita di essere riportato qui perchè, a mio avviso, riproduce fedelmente il clima di queste settimane.

"Hillary, non hai una sola chance. Se getti la spugna ora il partito ti farà un monumento".
"I monumenti sono per i perdenti. Ci stai tu sul monumento".
"Hillary, è arrivato il momento di uscire di scena".
"Scordatelo, scheletrino. Non alzerò bandiera bianca".
"Invece l'alzerai, sorella, cavolo se l'alzerai".
"Sessista".
"Razzista".
"Senti pivello, dobbiamo fare qualcosa insieme".
"Ok, ti posso dare il turno delle 3 del mattino al centralino della Casa Bianca".


Marcegaglia, in un discorso tanto elegante quanto economicistico, dimostra la violenza di chi mette le leggi della produzione prima dei diritti delle persone. L'Italia rinasce se la gente lavora di più ...

Anche la violenza ha diverse versioni.
La seconda è più felpata, ma è ancor più pericolosa. Passa sulle persone come un rullo compressore.

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