lunedì 8 settembre 2008

SBATTEZZARSI: PERCHE' NO?

In Spagna è un vero e proprio boom e l'Italia non è da meno. In Spagna l'avvocato Louis Miguel Sanguino segue direttamente le pratiche che arrivano tutte in porto e vengono accettate dalla chiesa perchè garantite da due articoli della costituzione, da una promessa di disegno di legge del Governo e dall'azione militante dell'Agenzia per la protezione dei Dati, che ha stabilito che i database della Chiesa sono uguali a quelli di qualsiasi altra agenzia di comunicazione o impresa. "Le richieste di apostasia vanno inviate direttamente al vescovo della città in cui si è registrato il battesimo", continua Sanguino. " A volte vengono accolte subito, soprattutto nelle città piccole, altre volte chiedono una negoziazione con la Curia o un appello all'Audencia Nacional".

In Italia la "pratica" è normalmente molto veloce. Basta inviare due raccomandate con ricevuta di ritorno indirizzate alla diocesi di appartenenza e al parroco della chiesa dove si è ricevuto il sacramento. In base al modello fac-simile di domanda si presenta istanza ai sensi dell'articolo 13 della legge n°675 del 1996.

Riporto qui testuale l'istanza che va inviata al responsabile del registro parrocchiale: "Desidero venga rettificato il dato in suo possesso tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerata aderente alla confessione religiosa denominata Chiesa cattolica apostolica romana."

Da quanto è dato sapere, nella Diocesi di Milano la risposta arriva cortese e sollecita.
In realtà taluni parlano di sbattezzamento e altri di apostasia.
Sbaezzarsi significa farsi depennare dall'elenco e dal registro dei battezzati che vengono considerati "membri della chiesa cattolica".
Apostasia (la parola significa "allontanamento") significa nel linguaggio consueto dichiarazione pubblica di non adesione ad una fede.

Conosco persone che hanno compiuto queste scelte ( o una di queste) perchè intendono esprimere il loro ateismo. Altre intendono segnalare il loro "divorzio" da una Chiesa istituzionale in cui vedono una forza reazionaria.

Altri ancora si fanno cancellare dai registri in nome della loro fede perchè vogliono esprimere il loro dissenso radicale da una istituzione senza però negare la fede. Anzi, per costoro è proprio l'istituzione cattolica che va rifiutata, in nome della fede.
Personalmente ho grande rispetto di tutte queste scelte quando sono sorrette da motivi di coscienza e da argomenti culturali e politici fondati.

In ogni caso sottrarre potere all'istituzione cattolica ufficiale è sempre un'azione positiva.
La gerarchia cattolica è giunta ad un tale punto di repressione, di regressione, di incultura da suscitare reazioni inconsuete.

Spesso un certo ateismo è il rifiuto di un dio meschino delle parrocchie.
E poi... esprimere chiaramente e pubblicamente le proprie scelte è un ato gesto di civiltà.

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