venerdì 6 febbraio 2009

ANCORA SU GAZA

Riprendo da "Il foglio", mensile di alcuni cristiani torinesi, alcune considerazioni che condivido:
"La guerra di distruzione su Gaza obbliga a dolorose difficili riflessioni. Anche se le vittime non sono del tutto innocenti, il male fatto loro si chiama persecuzione. Anche se i più forti hanno subìto a loro volta violenze, la loro violenza è ingiustificabile. 
Dunque, anche se i palestinesi hanno commesso violenze ingiustificabili contro gli israeliani, è un fatto che sono sotto occupazione dal 1961, perseguitati e scacciati, sulla loro terra, dagli israeliani, fin da prima del 1948. 
Dunque, anche se gli israeliani hanno subìto violenze ingiustificabili dopo l'istituzione dello stato, la foro violenza militare (con uno dei più potenti eserciti del mondo), psicologica, provocatoria e persecutoria, sulla popolazione palestinese disperata, non è giustificabile. Senza alcun dubbio gli ebrei avevano diritto a vera protezione politica, ma lo stato di Israele è nato male: per colpa dell'Occidente e dello stesso sionismo è apparso agli arabi l'ultimo atto di colonizzazione umiliante. Israele ha disobbedito a 72 risoluzioni dell'Onu, con alto spregio della legge tra i popoli. Il diritto alla vita di un popolo, di ogni popolo, si può affermare se riconosce uguale diritto al popolo vicino, con risoluzione pacifica e giusta delle controversie di vicinato. L'imporsi sull'altro deturpa il proprio diritto. "