domenica 27 settembre 2009

MINACCE FASCISTE]


Carissime, carissimi,

il mio amico Angelo Cifatte mi comunica che il Secolo XIX di Genova  riporta la notizia che domenica prossima, 27 settembre 2009 alle ore 10,00, cioè durante la celebrazione della Messa in San Torpete, un gruppo di fascisti, Giovane Italia e altri verranno a fare una manifestazione di protesta sulla piazza contro le mie affermazioni pubblicate in rete, specialmente da MicroMega  http://temi.repubblica.it/micromega-online/un-bambino-un-berretto-militare-e-il-simbolo/

dal titolo: "Un bambino, un berretto militare, un simbolo", preceduto dall'articolo "La strage di Kabul e la strage della libertà di stampa" e pubblicato sul sito

http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-strage-di-kabul-e-la-strage-della-liberta-di-stampa/

e anche seguito dall'ultimo in ordine di tempo  dal titolo "Retroscena di un funerale e «relativismo» della Cei", pubblicato in rete in diversi siti e blog, compreso facebook.

E' evidente che non solo confermo quanto scritto, ma rincaro la dose nei confronti di una gerarchia ecclesiastica che permette il triplice grido "Folgore" durante la celebrazione eucaristica da parte di esagitati militari che sprizzano violenza da ogni poro. Durante la Messa, mi dicono, che un prete abbia allontanato il cristiano che al microfono ha gridato "Pace subito" e lo abbia consegnato al 118 perché se ne prendesse cura.

Mescolando insieme tutto questo ne viene fuori un prodotto che si chiama "fascismo" o per essere più precisi "clerico-fascismo". E' proprio vero che la gerarchia dalla storia non impara nulla.

Ai manifestanti davanti alla chiesa di San Torpete, dico che, se sono autorizzati, hanno il diritto di manifestare le loro assurde idee che io ripudio come ripudio il loro governo e il loro capo, come ripudiai i loro antenati che sono la vergogna dell'Italia.

A coloro che partecipano alla Eucaristia chiedo fermamente di non rispondere ad alcuna provocazione. Qualsiasi risposta equivarrebbe a mettersi al loro livello. Noi siamo moralmente responsabili e democraticamente ineccepibili. Siano liberi di gettare fango come sono abituati a fare, ma non troveranno in noi alimento e legna per la loro cultura di morte ammantata da patriottarda vernice.

NESSUNO E' AUTORIZZATO A DIFENDERMI, perché la mia difesa è la coerenza nella verità.

NESSUNO DEVE DIRE UNA PAROLA in più di quanto non preveda la liturgia.

IO RITENGO UN ONORE ESSERE CONTESTATO a causa delle cose che dico in nome della mia coscienza e del Vangelo in cui credo.

Se rispondessi vanificherei la mia dignità.

Se costoro vogliono partecipare alla Messa, noi li accoglieremo e daremo anche il segno di pace: comunque, la Messa male di certo non gli farà.

A tutti un abbraccio affettuoso, forte e tranquillo

Paolo Farinella, prete

Di seguito la segnalazione del Secolo XIX

www.ilsecoloxix.it

 Critica i parà, Forza Nuova blinda la chiesa di don Paolo

25 settembre 2009

Uno striscione ed un volantinaggio davanti alla parrocchia di don Paolo Farinella, domenica mattina, in piazza San Giorgio a Genova, per protestare contro le «allucinanti dichiarazioni sulla morte dei sei paracadutisti della Folgore a Kabul rilasciate sulla rivista MicroMega» è stato annunciato dal coordinamento ligure di Forza Nuova.

Le affermazioni del parroco pubblicate dal periodico di Flores D'Arcais a cui Forza Nuova fa riferimento sono: «I soldati morti sapevano che potevano morire (fa parte del loro mestiere), ma sono andati ugualmente per scelta e per interesse economico, cioè per guadagnare di più. So anche che molti vanno per il brivido della guerra, per dirla alla popolana, per menare le mani e sperimentare armi nuove e di precisione».

«Sarà una decisa, ma sempre civile azione di contestazione - spiegano dal coordinamento - nei confronti di questo pretuncolo arrogante e senza onore che con le sue parole ha ucciso di nuovo i nostri paracadutisti. A noi non importa se critica il governo, o se afferma che in Italia non c'è libertà di stampa, quello che ci muove è l'offesa ai morti».

Forza Nuova annuncia anche di voler aprire, all'inizio della prossima settimana un conto corrente «per regalare» al religioso «un viaggio di sola andata per Kabul, dove potrà abbracciare i valorosi terroristi talebani che con metodi partigiani uccidono i nostri soldati. Abbiamo già ricevuto numerose inaspettate telefonate di persone indignate, che volevano aderire alla nostra iniziativa».

Paolo Farinella, prete

Parrocchia S. Torpete - Genova