Non grido affatto allo scandalo, ma esattamente un anno fa scrissi su questo blog che l'osso duro, anzi lo scoglio su cui poteva naufragare l'impresa politica di Obama sarebbe stata la politica estera.
I fatti, come già allora molti osservatori annotavano, lo confemano. Se Obama si infila nella scia di Bush, dovrà aprire nuovi fronti di lotta armata anziché ritirarsi. Ciò che si prefigura nello Yemen, in Somalia, in Iraq e in Afghanistan non lascia molte aperture: la guerra si estende e gli USA non sono più in grado di tenere sotto controllo quelle zone dell'Africa che potrebbero diventare nuove piazze di Al Qaeda.
Da queste guerre è difficile tornare indietro, anche quando al potere ci sono persone aperte, oneste e competenti come il nuovo presidente USA. Tuttavia Obama non ha nè il cuore nè la testa di Bush. Io continuo a sperare che cerchi vie nuove anche in politica estera.
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