martedì 12 gennaio 2010

LA GERARCHIA CATTOLICA HA PAURA DELL'INTELLIGENZA E DELLA LIBERTA'

EUGEN DREWERMANN, TEOLOGO E PSICOTERAPEUTA, LASCIA LA CHIESA

 

"Ho creduto di poter costruire dei ponti di interpretazione nella Chiesa cattolica tra il messaggio di Gesù e le esigenze delle persone. Soffro ancora del fatto che la Chiesa fondamentalmente rifiuti questo". Lo ha affermato il teologo tedesco Eugen Drewermann, scrittore e psicoterapeuta, annunciando a sorpresa, nel corso di un'intervista al talk show televisivo "Menschen bei Maischberger" della rete tedesca ARD il 13 dicembre scorso, di aver abbandonato la Chiesa cattolica.

Drewermann, che ha elaborato un'originale teologia ed un metodo esegetico che parte dalla psicologia del profondo, era stato allontanato dal Vaticano, nel 1991, dall'insegnamento di Storia della Religione e Dogmatica presso la Facoltà cattolica dell'Università di Paderborn e subito dopo sospeso dalla predicazione, quindi a divinis, nel 1992, dal vescovo di Paderborn, ma aveva continuato la sua attività come psicoterapeuta e come docente di Sociologia e Antropologia culturale presso la stessa Università. Pagava, Drewermann, la sua critica alla Chiesa per il mancato utilizzo della moderna esegesi biblica, in assenza della quale si continuano a presentare come verità storiche racconti che hanno un valore simbolico, e per le sue posizioni su celibato sacerdotale, aborto, ordinazione delle donne e morale sessuale.

Nel corso del talk show, Drewermann ha detto di aver lasciato la Chiesa in occasione del suo 65.mo compleanno, il 20 giugno scorso, ma di non averne fatto parola fino a quel momento. Ha sottolineato, tuttavia, che il suo passo non significa assolutamente un abbandono della fede. Autore di numerosi libri (oltre 70 titoli al suo attivo, tradotti in molte lingue) che hanno avuto un'amplissima risonanza - come "Funzionari di Dio. Psicogramma di un ideale", in cui analizzava la figura sacerdotale alla luce della psicologia del profondo - il teologo rimprovera alla Chiesa di aver deformato il messaggio di Gesù e di averlo privato della sua forza emotiva e simbolica.

L'avvenimento ha avuto una vasta eco nei media tedeschi: moltissimi quotidiani hanno riportato la notizia. Un comunicato stampa è stato immediatamente diffuso dal movimento di riforma cattolico "Wir sind Kirche", sezione tedesca dell'internazionale "Noi siamo Chiesa", che ha sottolineato quale perdita rappresenti l'abbandono di Drewermann. "A lui non mancherà la Chiesa cattolica, ma alla nostra Chiesa – ha affermato il presidente Christian Weisner - mancherà il vivo e critico spirito di questo teologo. La Chiesa cattolica perde sempre più credibilità e possibilità di futuro se persone con spirito critico non trovano più posto in essa. Non è da escludere – ha aggiunto – che l'abbandono di Drewermann spinga molti altri a compiere questo passo". Per "Wir sind Kirche", il caso Drewermann non è che la punta dell'iceberg della visibile e sottile riduzione di spazi all'interno della Chiesa: "se si limitano sempre di più la libertà di coscienza, di parola, la ricerca scientifica e lo sviluppo della teologia, la Chiesa finirà presto in un vicolo cieco". Scarna la reazione istituzionale: l'arcivescovo di Paderborn Hans-Joseph Becker ha detto di essere dispiaciuto per ogni decisione di abbandonare la Chiesa, ma di rispettare la scelta del teologo.

"Dottor Drewermann, perché non ha ancora lasciato la Chiesa cattolica?", gli era stato chiesto in un'intervista radiofonica ad aprile, in occasione del conclave che avrebbe portato all'elezione papale di Ratzinger, dopo che il teologo aveva spiegato i motivi del suo conflitto con le autorità ecclesiastiche. "Ci rifletto da molto tempo - era stata la sua risposta - e se dipendesse solo da me non avrei problemi. Ma penso alle persone che in questa Chiesa soffrono per essa, e quindi sto nella Chiesa cattolica contro di essa. Roma, per diventare cristiana, deve imparare in un certo senso ad assimilare le richieste della Riforma". A giugno, la soluzione del conflitto: "mi sono fatto un regalo di libertà", ha detto, spiegando le ragioni della sua scelta.

 

 (ludovica eugenio)

1 commento:

Giorgio Crespi ha detto...

Caro don Franco, vorrei solo segnalare che la notizia risale ormai a quasi cinque anni fa. Il teologo Eugen Drewermann, che ho avuto il piacere di conoscere anche personalmente, è nato infatti nel 1940: il suo 65mo compleanno cadeva appunto nel 2005.

Un caro saluto.

Giorgio
giopi61@alice.it