sabato 16 gennaio 2010

NON E' CASUALE

Le materie studiate nelle università italiane stanno per essere raggruppate in grandi blocchi. Si paga il prezzo di una proliferazione di cattedre non sempre realizzata per approfondimenti oggettivi, ma troppe volte per familismi sfacciati o nascosti. Operazione delicatissima, che si rivela in qualche caso sconcertante per alcune soppressioni. La più significativa è la cancellazione della cattedra di Storia del Cristianesimo, modello in questi anni, di libertà di ricerca storico-religiosa, anche perché manca nelle università italiane la cattedra di Teologia (l'ultima fu quella di Torino, soppressa dagli anticlericali nel 1873, una facoltà gloriosa dove nel 1506 si laureò Erasmo da Rotterdam). Non ci sono in Italia facoltà teologiche statali che invece si ritrovano in altri paesi d'Europa. Purtroppo si cancella una cattedra in Italia ora che occorrerebbe una razionalità religiosa, positiva e scientifica, almeno di confronto storico. (Da Rocca, 1 gennaio 2010).

Non succede a caso, ma per una precisa volontà politica e per una scelta culturale  che, a mio avviso, è concordata con il vaticano. Infatti in questi ultimi anni le cattedre di Storia del cristianesimo a Torino come a Milano e come a Napoli hanno prodotto studi eccellenti che hanno destato una reazione violenta delle gerarchie cattoliche. Si preferisce lasciare tutto in mano alle Facoltà Cattoliche che amministrano una lettura storica del cristianesimo addomesticata.

Nessun commento: