PER UN CRISTIANESIMO ADULTO
(Giovanni 1,1-18)
Più volte ho commentato questa pagina del Vangelo di Giovanni che normalmente viene posta alla base addirittura della “ divinità” di Gesù. Chi vuole, trova questa mia lettura anche nel blog dello scorso anno.
Lasciando da parte l’interpretazione dogmatica posteriore che fa di Gesù la seconda persona della trinità e prendendo in seria considerazione la struttura di questo poema narrativo del “mito dell’incarnazione del logos”(Filone Alessandrino, Giustino, Teofilo di Antiochia…), diventa utile comprendere questo prologo come una struttura imparentata con miti preesistenti sia giudaici (Sapienza) sia gnostici.
In sostanza Giovanni ha compiuto un’opera originale con linguaggi e materiali largamente preesistenti. Il messaggio è efficace: la storia dell’uomo Gesù è una manifestazione della volontà e del progetto di Dio. Non un Dio che si fa uomo, ma un Dio che fa dono all’uomo Gesù della missione di essere il testimone del suo amore e della sua volontà (Rimando al mio libro “Olio per la lampada” pagg. 87-145).
Per noi cristiani la vita di Gesù e il suo messaggio costituiscono il “progetto” che Dio ha per il mondo, la proposta che rivolge a ciascuno/a di noi . L’espressione ebraica e greca “figlio di Dio” non designa un essere divino, ma una creatura che ha ricevuto da Dio un compito particolare, una “ missione salvifica”.
Il redattore del Vangelo con questo inno ci aiuta a mettere a fuoco l’importanza del dono che Dio ci ha fatto attraverso questo uomo di Nazaret. Nel linguaggio mitico del tempo per dire che Gesù è il dono di Dio per eccellenza, lo si fa discendere dal cielo e da un pensiero- progetto eterno di Dio.
Ecco il centro del messaggio:nelle scelte di vita di Gesù troverò la strada che devo percorrere. Questo dice Giovanni alla sua comunità.
Guardando avanti
All’inizio di questo anno potrebbe essere un proposito fermo, preciso e costruttivo quello che ci suggerisce il Vangelo di Giovanni: incentrare la nostra vita di fede su Gesù di Nazaret come la via che conduce al Padre, come la verità di Dio rispetto al mondo. Senza nulla togliere alle altre vie religiose e senza pretendere una nostra superiorità ,la nostra fede in Dio si realizza sulla strada di Gesù. Egli è, ovviamente per noi cristiani, il più significativo “racconto” di Dio, il suo più fedele interprete.
Si tratta di una affermazione impegnativa e per nulla scontata. Se da una parte occorre incarnare oggi le scelte fondamentali del nazareno, dall’altra diventa necessario sbarazzarsi di tutto un arsenale devozionalistico di madonne , di santi, di reliquie,di indulgenze, di rituali magici.
Senza questo sfoltimento il nostro cristianesimo rischia di ridursi ad un panteon consolatorio ed infantilizzante.
Sono sempre più persuaso che il futuro di un cristianesimo adulto stia nella ripresa vigorosa della sequela di Gesù.
E qui Dio davvero mantiene la promessa che il Vangelo di Giovanni enuncia: nessuno può spegnere questa luce, soffocare questa voce, oscurare questa icona, svigorire questa testimonianza di Dio che ci viene da Gesù.
Continuo ogni giorno a meravigliarmi e a ringraziare Dio. Infatti, nonostante le chiese cristiane, nonostante le nostre contraffazioni, nonostante le nostre ossessioni dottrinarie, nonostante le mie e le vostre mediocrità, Gesù e la sua storia, la sua vita e il suo messaggio continuano a calamitare e a coinvolgere milioni di donne e di uomini. E questa storia è in pieno svolgimento.
Bellissimo Gesù
Riporto qui alcuni versi che scrissi nel 1979:
Mi direbbero invano
che non hai un domani.
Nessuno
è più attuale di te,
germoglio di Nazaret,
partigiano della libertà,
che hai fatto fiorire
nella nostra carne
il nome
e il volto
di Dio
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