Gentile Signor Rinaldo,
va da sè che la pedofilia è diffusa un po' ovunque, ma il tentativo di sottovalutare o di sminuire la gravità e l'estensione degli abusi avvenuti in ambienti cattolici mi sembra di inqualificabile ipocrisia. Ovviamente, i fatti vanno accertati e sono possibili enfatizzazioni mediatiche. Al centro di tutto restano la violenza inferta a questi minori e le sofferenze che tali violenze hanno creato.
Poi sarà decisivo verificare se la chiesa gerarchica saprà "guardarsi dentro" e ripensare radicalmente le pratiche educative dei collegi e dei seminari. Non basta tamponare: occorre reimpostare nella chiesa, a tutti i livelli, il discorso sulla sessualità, sull'affettività, sulla corporeità. Non basta scaricare tutto il problema sulle persone che hanno, innegabilmente, le loro pesanti responsabilità.
E' questa istituzione malata che ha bisogno di una radicale "conversione" teologica, pastorale, catechetica e strutturale. Se non si va alla radice e non si ha il coraggio di veri cambiamenti, si volta pagina solo apparentemente.
Mi auguro che questa gerarchia moralista, glaciale, rigida ed arrogante sappia imparare qualcosa da questi eventi terribili. Spero che il silenzioso e silenziato popolo di Dio si faccia sentire.
Intanto non perdiamo la fiducia in Dio, nella bellezza e nella fecondità del Vangelo.
A lei un caro saluto
don Franco Barbero