Venerdì 7 maggio ho vissuto una serata di sereno confronto nella bella "Libreria della Torre" di Chieri. La presentazione del libro di Federico De Benedetti
"Il nome del Padre. Racconti blasfemi" ( Instar Libri, Torino 2010,pagg 182, euro 13,50) ha offerto ai presenti un dialogo vivace e liberatorio rispetto ai grandi interrogativi della vita della fede e delle chiese cristiane.
Conoscere Federico De Benedetti, parente del noto studioso del giudaismo Paolo de Benedetti,è stato come incontrare n viandante che, come me, cerca ciò che non possiede. E' subito sintonia.
Nelle pagine, contraddistinte da una preziosa e rara "levitas", dalla rara capacità di parlare con "leggerezza" delle cose "pesanti", ho trovato un campo in cui sono disseminate tante "perle". Chi leggerà questi "racconti", scoprirà il pane buono dell'onestà con la vita, il coraggio di guardare il limite, di non evitare le domande....
Si respira "ossigeno ebraico" della "casa De Benedetti":un antidoto contro l'eccesso di certezze (in verità scadute!) che caratterizza la chiesa cattolica romana.
Un dialogo mite, rispettoso, appassionato, affettuoso ci ha "messi in cerchio" attorno alle "tracce di Dio" sulle orme degli uomini e delle donne. Anche Dio, ci insinua il nostro saggio Autore, fa fatica ad orientarsi nel suo creato...,come un parente del nostro pellegrinaggio spesso fragile ed incerto.
La speranza più bella? Forse noi "credenti", donne e uomini che tentano di riporre fiducia in Dio, dobbiamo essere più audaci e puntare sull'essenziale deponendo dal nostro "bagaglio" l merci scadute: le madonne, le sindoni, una dottrina di dogmi,... il papato. il vaticano...un po' di affari...E poi? Semplicemente il Vangelo...e farci umili ed audaci compagni e compagne di viaggio dei più deboli e di ogni creatura di buona volontà.
Grazie dell'invito all'Autore, all'Editore, alle simpatiche libraie e alla comunità cristiana di base di Chieri che, con perseveranza, continua il suo cammino per una fede libera e liberante.