lunedì 3 maggio 2010

PENISOLE

 

Nessun uomo e nessuna donna è un'isola, siamo invece tutti penisole, per metà attaccate alla terraferma e per metà di fronte all'oceano, per metà legati alla famiglia e agli amici e alla cultura e alla tradizione e al paese e alla nazione e al sesso e alla lingua e a molte altre cose. mentre l'altra metà chiede di essere lasciata sola di fronte all'oceano. Credo che si debba lasciare il diritto di restare penisole.

Ogni sistema sociale e politico che trasforma noi in un'isola e il resto del mondo in un nemico o un rivale è un mostro. Ma al tempo stesso ogni sistema sociale, politico e ideologico che ambisce a fare di noi null'altro che una molecola di terraferma, non è meno aberrante.

La condizione di penisola è quella congeniale al genere umano. È quello che siamo e che meritiamo di restare. Così, in un certo senso, in ogni casa, famiglia, in ogni relazione umana, stabiliamo un contatto con un certo numero di penisole, e faremmo meglio a rammentare tutto questo, prima di tentare di foggiare l'altro, di farlo voltare e pretendere che imbocchi la nostra strada quando invece ha bisogno di trovarsi di fronte all'oceano, per un certo tempo.

Amos Oz