Ogni anno, tra il giovedì santo e la fine del mese di maggio, in Italia si celebra un grande rito collettivo, quello delle prime comunioni. Gli antropologi ne sono certi: questa è ancora la forma generalizzata che gli italiani amano usare per significare il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. I riti di passaggio, nelle civiltà antiche, esorcizzavano le paure della crescita e dell’incontro con le malattie, ma preparavano anche all’ingresso nella vita adulta. Gli studi di sociologia religiosa dimostrano tutti, in modo molto concorde, che quasi il 90 per cento dei bimbi che ricevono la prima comunione abbandona subito, e quasi completamente, la pratica religiosa e la frequentazione della Chiesa. Se non fosse tragico, ci sarebbe da ridere: il rito della prima comunione è ormai diventato il “segno” per annunciare l’abbandono della religione.
Filippo Di Giacomo