Proprio mentre le chiese protestanti d'Europa e del mondo celebrano il "Tempo del Creato", è uscito un nuovo libro del più famoso astrofisico del mondo, Stephen Hawking. Il titolo dell'opera è The Grand Design, ovvero "Il grande progetto" che in realtà è un progetto inesistente. Lo scienziato afferma infatti che l'universo non ha bisogno di un Dio Creatore. La creazione del mondo non va fatta risalire a Dio, ma alle leggi della fisica: «Poiché non esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi». La notizia è stata data dalla stampa italiana con gran rilievo, e con titoli come «All'universo non serve Dio», «Vi spiego perché non è stato Dio a creare l'universo» (Luca Maria Negro).
I deliri di onnipotenza e di onniscienza attraversano e inquinano molti campi dell'attività umana, delle chiese, delle scienze. Il vecchio proverbio latino è un farmaco contro i deliri. Come tra i credenti ci sono quelli che vogliono dimostrare empiricamente l'esistenza di Dio, così tra gli atei militanti alcuni pretendono di dimostrarne la non esistenza. Dio non si dimostra in laboratorio. Ha risposto esaurientemente ad Hawking il teologo Hans Kung nel suo ultimo libro "Ciò che credo" (Rizzoli) e non ripropongo qui le sue riflessioni. Già gli astronauti avevano concluso che "Dio non esiste" perché nei cieli non lo avevano trovato.
Evidentemente la fede percorre altri sentieri e non ha alcun bisogno di cercare e trovare uno scienziato che faccia affermazioni contrarie all'Autore citato. Non lo cerchiamo e non potremmo utilizzare chi ci "dimostrasse" l'esistenza di Dio come una legge di gravità…