Cara Livia,
non so in che parte d'Italia Lei viva, ma è motivo di gioia e di speranza constatare che ovunque esistono persone, spesso giovani donne come Lei, che sperano e lottano per il cambiamento. Lei è la prova più convincente che si può essere e sentirsi "profondamente cristiani" e nello stesso tempo lontani dalla chiesa ufficiale che oggi costituisce uno degli ostacoli maggiori per quanti, con onestà ed intelligenza, cercano di vivere un cammino di fede. Troppo spesso dentro la chiesa c'è un'aria irrespirabile, un clima angosciante, una ipocrisia debordante.
Sono sicuro che nel trascorrere degli anni Lei potrà anche incontrare qualche gruppo o parrocchia o persona con cui condividere e nutrire la sua fede senza rinunciare ad un pensiero libero e liberante. Oggi c'è una immensa "chiesa in rete": utilizziamo questo strumento e questa possibilità per sostenerci, incontrarci spiritualmente. Aprendo anni fa il mio piccolo blog e la posta elettronica non immaginavo certamente quale "oceano" di persone in ricerca avrei incontrato.
I faraoni vaticani non possono bloccare questa calda corrente di pensiero, di affetto, di sostengo, di fiducia che possiamo trasmetterci a vicenda.
Cara Livia, la chiesa di Gesù è là dove si vive l'amore, si segue la strada delle beatitudini e ci si può affidare ad un Dio Padre e Madre, sorgente di vita e di libertà, che non si è lasciato intrappolare da nessuna casta sacerdotale e non conosce le nostre perimetrazioni.
Le auguro di sentire le carezze e il sorriso di questo Dio sulla Sua vita.
Le invio un forte abbraccio e Le auguro tanta serenità.
don Franco