venerdì 17 settembre 2010

UNO SQUALLIDO VOLTAGABBANA



Compravendita della coerenza: l'esempio di  Vittorio Feltri 

 

La campagna denigratoria  (a torto o a ragione, non importa) scatenata da Feltri contro Fini, è solo una clava che il cavaliere utilizza per punire chiunque si dovesse permettere di osare il dissenso sul pensiero unico imposto a tutti i suoi subalterni, clienti, servi, schiavi e popolo bove.

Feltri è l’esempio più eclatante del venduto al miglior offerente, infatti cambia opinione a seconda da dove spira  il venticello portatore di moneta sonante.

L’11 agosto del 1990, infatti, in occasione dell’approvazione della legge Mammì  (più nota come “decreto Berlusconi”) così scriveva su L’Europeo:

 

 

"Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi', cioè la scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna".

Quindi, pochi giorni dopo, in occasione della rapina della Mondadori, sempre su L’Europeo, aggiungeva.

"Il dottor Silvio di Milano 2, l'amico antennuto del Garofano, pretende tre emittenti, pubblicità pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?".

 

E’ ovvio che non si può concedere il beneficio della coerenza ad un simile personaggio, molto simile a quel Bossi che su La Padania  con una serie di documentati articoli, chiedeva all’attuale suo imperatore: “Berlusconi, sei mafioso ? Rispondi”.

 

Rosario Amico Roxas