Eliminati dalla compagine governativa nani, ballerine, prestigiatori, fantasisti, giocolieri, esibizionisti, mimi, ventriloqui, imitatori, poetastri, spogliarelliste, danzatrici del ventre, equilibristi, uomini volanti, suggeritori, nonchè l'intera orchestra che suonava sempre la stessa musica, non resta nulla della politica politicante, ma emerge la sconfitta dei giochi di palazzo, quei giochi che hanno permesso e favorito l'emergere dell'anti-politica .Ma a fronte di un governo, non più del fare a parole, ma dell'agire con i fatti, che vorrebbe distinguersi per chiarezza e trasparenza, ai margini di quel che resta della precedente politica si mescola nel torbido per impedire proprio la chiarezza e la trasparenza, nel timore che possano emergere altre malefatte cavalleresche fin ora mimetizzate nella grande confusione.
Così nella quotidiana esternazione di Berlusconi si legge l'aspirazione di Monti alla presidenza della Repubblica, come accadde con Ciampi, che risolse taluni inghippi e così venne premiato.
Il cavaliere non resiste alla tentazione di annoverare anche Monti tra i suoi fedeli, se non proprio fedelissimi, così fa emergere ipotesi, facendo capire che le appoggerebbe (ma in cambio di che ?).
Il cavaliere non tace, mentre gli italiani sono ancora in apnea, in attesa di riprendere fiato. Per tacere forse servirà un default personale, tale da costringerlo a chiedere sostegno in cambio del suo silenzio.
Mediaset e le altre aziende quotate in borsa del cavaliere, sono sulla buona strada del fallimento.
Rosario Amico Roxas