In tema di lavoro il governo Monti ha compiuto una scelta accorta sul piano internazionale, quanto errata sul fronte interno.
Le riforme avviate sono una risposta precisa alla lettera di novembre del commissario europeo Ollin Rehm. I punti 17-21 del questionario allegato chiedevano quali nuove regole considerava il governo italiano circa i licenziamenti per ragioni economiche nei contratti di lavoro permanenti, più altre domande aventi un riscontro addirittura puntiforme nei temi che il governo gli ha posto in discussione.
Mr Rehm sarà contento. Purtroppo è del tutto improbabile che visto il disastro attuale dell'economia e della disoccupazione le riforme legislative adombrate creino pur solo una quota minima dei posti di lavoro necessari.
Per farlo sarebbe necessaria una politica dell'occupazione, prima che del mercato del lavoro. Facendo la media tra i due fronti, il voto non può essere che 5.
Luciano Gallino
(Repubblica, 21/02)