sabato 24 marzo 2012

SPAGNA IN RETROMARCIA

Per ora il governo di destra si muove lentamente sul terreno dei diritti civili, ma a partire dal 2013 è prevista una vera e propria cancellazione delle leggi del governo Zapatero su lavoro, aborto, unioni civili, divorzio, matrimoni gay, pari opportunità. La gerarchia cattolica si sente ben tutelata sotto ogni aspetto dal governo di questo "partito popolare".
Licenziamenti facili e facilissimi. Tagli all'istruzione, all'università, alla ricerca. Un ritorno allo Stato centralista con il dimensionamento forzato delle autonomie regionali. Sono i primi passi del nuovo governo conservatore di Rajoy. L'aborto tornerà a essere un delitto ma sui diritti civili per ora cambierà poco. E' la crisi economica a dettare l'agenda.  E domenica i socialisti rischiano di perdere anche l'Andalusia, l'ultima regione dove sono ancora al potere. Fotografia di un Paese che fa marcia indietro.
La sinistra sembra paralizzata e gli indignados si sono sciolti con il calore primaverile. Di fatto non costituiscono una opposizione all'attuale governo che, anzi, li ha corteggiati. La riorganizzazione dell'arcipelago della sinistra sarà lenta.