sabato 7 aprile 2012

AUGURI

Faccio gli auguri di una Pasqua  Vera, che io celebrerò questa sera alle ore 18-21 a Torino con la "comunità nascente" di Via San Pio V, 17b, con questa preghiera del teologo Eugen Drewermann.

                                    Padre nostro celeste
Così dobbiamo chiamarTi, Tu, risposta agli interrogativi di chi è disperato, Tu, conforto di chi è sfinito dal gridare,Tu, luce di coloro che sono avvolti nelle tenebre dell'anima, Tu, sostegno di coloro che sono crollati a terra, Tu, parapetto dell'erto sentiero, Tu, ponte sull'abisso, Tu, mano invisibile che metti al sicuro l'uccello nel nido, il pesce sul fondo del mare, la nutria nella sua tana,Tu, forza della creazione, che si agita in tutto e in tutto si cela, Tu, grandissimo e insondabile, Tu, enigmatico e impenetrabile, realtà tremenda dietro l'esuberanza contraddittoria delle apparenze.
Te noi chiamamo padre nella nostra solitudine, in Te confidiamo nel nostro smarrimento. Tu trasformi questo mondo transitorio nella nostra patria, Tu appresti a noi figli e figlie dell'esilio un riparo sicuro; a Te rivolgiamo lo sguardo, perchè in Te troviamo la direzione e la vastità.
Così superiore Tu sei ed irraggiungibile, così alto su tutto che ci circonda - ma anche, Tu celeste, così vicino come il soffio del vento e così lontano come le stelle, mai afferrabile eppur sempre presente,Tu, detentore di tutti i nomi e i concetti, Tu, unità di tutte le parole e i pensieri, Tu, che parli tacendo, Tu, padre celeste, fa' di noi i Tuoi figli e le Tue figlie. Poichè noi siamo soltanto una parte nel Tuo Tutto, intimamente e indissolubilmente uniti gli uni agli altre; rendici una cosa sola, Tu, Padre nostro; Tu, che sei nei cieli, rendi la piccola terra una dImora per i Tuoi figli e le Tue figlie.
("Dal Discorso della montagna", Queriniana)