Lo sceriffo colpisce ancora. Ma questa volta fa arrabbiare tutte le donne della sua città.
Il vicesindaco Gentilini, conosciuto per le sue esternazioni drastiche su immigrati o clandestini, ha infatti provocato una rivolta a Treviso, unendo nella protesta le sue concittadine dal Pd al Pdl, imprenditrici e sindacaliste.
Motivo: il suo commento a proposito di una donna pesantemente molestata due giorni fa vicino alla stazione, proprio nello stesso punto in cui nei mesi scorsi una giovane studentessa venne violentata da un colombiano, poi arrestato dopo la sua fuga in Francia. Ma se per il sudamericano finito in manette Gentilini aveva invocato la castrazione chimica, per l'ancora anonimo aggressore della donna questa volta le sue parole sono state quasi bonarie.
"E' stata solo una pacca sul culo data da un ragazzino ad una donna. Non c'è nessun allarme: siamo la città più sicura d'Italia".
Immediata la protesta politica che ha visto unirsi gli opposti.
Tre consigliere comunali, due del Pd e una del Pdl, hanno infatti deciso di chiedere un'assemblea dedicata esclusivamente al problema della sicurezza a Treviso.
"Checché ne dica la giunta Treviso non è affatto una città sicura ed esiste un problema di tranquillità per le donne nel muoversi liberamente la sera", dicono. "Avrebbe detto le stesse cose se oggetto della palpata fosse stata sua moglie?" domanda provocatoriamente Mariarosa Battan, coordinatrice di Cna Impresa Donna Treviso, mentre per Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa,l'uscita del vicesindaco rappresenta "una pericolosa sottovalutazione del fenomeno della violenza contro le donne".
Neppure il collega Antonio De Pol, Udc, salva Gentilini:""Siamo ai soliti ragionamenti di un machista che farebbe meglio a starsene zito".
(Repubblica 23 marzo).