Gruppo Primavera – Festa del Pane Nostro di Greta e Daniela,
15 Aprile 2012
“Non ci sentivamo come un fuoco nel cuore, quando egli lungo la via ci parlava e ci spiegava la Bibbia?” (Lc 24, 13-35)
Si sono incrociate ci sentiamo meno soli.
Insieme è più facile!
GUIDA 1: Oh Dio, siamo ancora qui riuniti sotto il tuo sorriso per celebrare la festa del Pane Nostro. Nostro è il pane, nostro è questo gruppo che ci fa crescere, nostra è questa vita che cammina verso di te.
GUIDA 2: Ora chiameremo forte, tutti insieme, prima Greta e poi Daniela, che ci risponderanno “Eccomi”, a simboleggiare come ogni nome, ogni persona, sia unica, importante, amata da Dio.
TUTTI: Greta! GRETA: Eccomi!
TUTTI: Daniela! DANIELA: Eccomi!
FRANCO: accoglienza e introduzione.
CANTO: PER UN MONDO “PIU’ MONDO”
Forse questa sera non mi addormenterò:
perché non mi racconti una storia?
Che parli un po’ di me, di quello che farò
Quando io grande sarò?
Corriamo noi verso il nostro domani
Cielo e mare con noi: perché nasca la pace…
Per un mondo più vivo, più vero, sicuro!
Per un mondo che sia davvero “più mondo”
Per noi! (2 volte)
Cerca nei tuoi sogni tutto quello che
Serve per un mondo migliore!
Risposta troverai ma solo a patto che
Doni amor, non ti fermar!
PREGHIERA D’INIZIO
GUIDA 1: Signore, in questo continuo correre ci rivolgiamo a Te perché doni a noi la capacità di rallentare volgendo lo sguardo oltre alle apparenze. Accompagnaci nel comprendere il valore di ogni forma di vita, il valore della stanchezza di chi non si è risparmiato, imparare a provare gratitudine senza sapere il perché ma lieti di fare parte di questo mondo insieme a tanti altri fratelli e sorelle.
Guida 2: Doniamo a Te questo tempo perché i nostri occhi si possano riposare insieme ai nostri cuori e, insieme, volgere al mondo uno sguardo nuovo che sappia fare vibrare i nostri cuori, lo dedichiamo a Te: eterna presenza.
TUTTI: Signore, tu mi scruti e mi conosci.
Tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quanto cammino e quando riposo.
RAGAZZI: Se prendo le ali dell’aurora
Per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra. (Dal Salmo 139)
LETTURA
GUIDA 1: Gesù era morto, lo avevano visto tutti sulla croce. Era stato terribile. Ora, non c’era più a scaldarci il cuore con le sue parole, non camminava più sulle strade della Palestina e non poteva più incontrare nessuno, toccare la mano, guarire, abbracciare …
Dal Vangelo secondo Luca 24,13-35
Nello stesso primo giorno della settimana, due discepoli di Gesù erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Èmmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?” Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?” Domandò: “Che cosa?” Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.
Ed egli disse loro: “Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”
E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”.
Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
COMMENTO GRETA E DANIELA. Gesù si avvicina a due discepoli ma loro non lo riconoscono, Lui fa finta di non saper niente di quello che è successo a Gerusalemme. I due discepoli gli spiegano che alcune delle loro donne nel sepolcro non hanno trovato Gesù e dei loro uomini l’hanno afferrato. Gesù fa finta di dover andare più lontano ma i due discepoli lo trattengono. In seguito Gesù è seduto a tavola con i suoi discepoli recita la benedizione e loro comprendono che è davvero Gesù. Loro capiscono che non riuscivano a vederlo perché il loro cuore non ardeva abbastanza e non lo ascoltavano. Tornarono a Gerusalemme e lo raccontarono agli altri apostoli.
Per questa giornata abbiamo scelto questo brano che ci ha indicato di non fidarsi solo degli occhi ma anche del proprio cuore e bisogna imparare andare oltre alle apparenze per riconoscere le persone, osservare i gesti e le azioni. Non bisogna arrendersi ma imparare a scavare in fondo al proprio cuore con una grande fiducia nel bene. I due discepoli camminavano, non erano fermi e questo fa pensare che bisogna continuare a cercare e si incontrano persone che ci aiutano nella vita se impariamo a condividere.
COMMENTO TIGROTTI
CONSEGNA DELLA BIBBIA DA PARTE DI FRANCO
DONI
CANTO: In un mondo di maschere
| DO SOL In un mondo di maschere LA- MI- dove sembra impossibile FA DO riuscire a sconfiggere RE SOL tutto ciò che annienta l'uomo.
Il potere, la falsità, la ricchezza, l'avidità, sono mostri da abbattere, noi però non siamo soli. | DO SOL Canta con noi, batti le mani, LA- MI- FA SOL alzale in alto, muovile al ritmo del canto. DO SOL Stringi la mano del tuo vicino LA- MI- FA SOL DO e scoprirai che è meno duro il cammino così.
Ci hai promesso il tuo spirito, lo sentiamo in mezzo a noi e perciò possiam credere che ogni cosa può cambiare.
Non possiamo più assistere impotenti ed attoniti perché siam responsabili della vita intorno a noi. RIT. |
EUCARESTIA
GUIDA 1: Oh Dio, quante volte siamo ciechi come i discepoli di Emmaus, incapaci di percepire le persone che ci stanno vicino, di leggere i segnali che ci circondano, di decifrare le parole che ascoltiamo.
GRETA: Aiutaci a poter fare come un piccolo popolo che, tra mille difficoltà, ha saputo tramandare “il pensiero di Te”. I loro racconti bellissimi sono diventati anche i nostri racconti e ci parlano di Te, Dio vicino ed amorevole.
DANIELA: Essi ed esse hanno saputo “dare spazio a Dio”, individuando gesti, giorni, simboli che permettessero di non dimenticarsi della Tua presenza e del Tuo amore, che ci accompagna sin dall’aurora.
LAURA: E quel Gesù di Nazareth, che ha saputo leggere le Parole della Legge con un nuovo sguardo e le Parole della Tradizione con un nuovo spirito. Disegnando per terra con un dito, ha risvegliato la coscienza di ognuno e trasformato la condanna in possibilità di rinascita.
CLAUDIO: Aiuta noi, come gli amici e le amiche di Gesù, a vederlo come una persona importante per la nostra vita. Aiutaci a saperci soffermare per riflettere e discernere la strada giusta per noi, identificando le cose e le persone più importanti che danno un senso alla nostra vita; aiutaci ad ispirarci a Te nelle nostre azioni.
TUTTI: Eccoci, o Padre e Madre, alla memoria dell’ultima cena di Gesù, come suoi discepoli e discepole. Egli, intuendo ormai vicina l’ora della sua cattura, concentrò nel semplice segno del pane spezzato e del vino condiviso tutto il suo insegnamento e disse: “Ho tanto desiderato fare questa cena pasquale con voi!”. Poi prese il pane, lo spezzò e disse: “Prendete e mangiatene tutti: la mia vita è data per voi e per l’umanità. Quando mangerete questo pane, lo farete per ricordarvi di me”. Poi prese la coppa del vino e disse: “Prendete e bevete: la mia vita ha pagato sino allo spargimento di sangue, ma Dio non ritirerà mai il suo amore dall’umanità. Mangiate questo pasto, ve lo raccomando, per non dimenticarvi di me, di tutto quello che vi ho detto e di tutto quello che ho fatto”.
FRANCO SPEZZA IL PANE - CANTO: STELLA POLARE (Te, al centro del mio cuore)
| LA- DO Anche il cielo gira intorno e non ha pace RIT.
| DO FA SOL LA- Che Tu splenda sempre al centro del mio cuore RIT. Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore |
FRANCO: PREGHIERE SPONTANEE
PREGHIERA FINALE
GUIDA 1. Quando sentiamo che la tristezza, lo scoramento, l’infelicità, la paura ci stanno addosso, pensiamo ai discepoli di Emmaus: mentre tornavano sui loro passi credendo che tutto fosse perduto, le speranze tradite, l’ingiustizia dilagante, li ha salvati un incontro.
GUIDA 2: Quando qualcuno ascolta e fa un pezzo di strada con noi, il nostro cuore si scalda poco alla volta e il nostro sguardo cambia prospettiva.
TUTTI: Aiutaci oh Dio a coltivare ed accogliere le compagnie che scaldano il cuore, le letture che ci parlano della vita, i gesti che ci fanno sentire la tua presenza.
BENEDIZIONE FINALE:
RAGAZZE: Siate audaci come Eva,
sfrontate come Sara,
riconoscenti come Miriam,
leali come Ruth,
coraggiose come Giuditta,
presenti come Maria,
appassionate come Maddalena,
TUTTI: affinché possiate leggere negli eventi della vita
l’amore di Dio che ci circonda, ci sostiene,
ci dà la possibilità di rinascere.
GRETA E DANIELA:
“Noi siamo le figlie del fuoco segreto,
del fuoco che circola nelle viscere della Terra;
siamo le figlie dell’aurora e della rugiada,
siamo le figlie dell’aria;
siamo le figlie dell’acqua,
ma prima di tutto siamo le figlie del cielo”. (Pierre Marcay)
CANTO: Mi fido di te (Jovanotti)
| Case di pane, riunioni di rane vecchie che ballano nelle cadillac muscoli d'oro, corone d'alloro canzoni d'amore per bimbi col frack musica seria, luce che varia pioggia che cade, vita che scorre cani randagi, cammelli e re magi
RIT: forse fa male eppure mi va di stare collegato di vivere di un fiato di stendermi sopra al burrone di guardare giù la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
mi fido di te {x4} io mi fido di te ehi mi fido di te cosa sei disposto a perdere
Lampi di luce, al collo una croce la dea dell'amore si muove nei jeans culi e catene, assassini per bene la radio si accende su un pezzo funky teste fasciate, ferite curate l'affitto del sole si paga in anticipo prego arcobaleno, più per meno meno RIT | mi fido di te {x3} cosa sei disposto a perdere mi fido di te {x2} io mi fido di te cosa sei disposto a perdere
rabbia stupore la parte l'attore dottore che sintomi ha la felicità evoluzione il cielo in prigione questa non è un'esercitazione forza e coraggio la sete il miraggio la luna nell'altra metà lupi in agguato il peggio è passato
RIT
mi fido di te {x3} cosa sei disposto a perdere eh mi fido di te mi fido di te {x3} cosa sei disposto a perdere
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