A Savona c'è chi, in gran segreto, lo aveva soprannominato monsignor Rambo. Ma ora che la passione per le armi del cardinal Domenico Calcagno è diventata di dominio pubblico, dal Vaticano filtrano commenti, tanto anonimi, quanto imbarazzati.
Il caso, infatti, coinvolge, uno dei porporati più potenti ed autorevoli, attualmente a capo dell'Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) ed in passato responsabile degli affari economici della Cei, la conferenza dei vescovi.
Accade, infatti, che monsignor Calcagno, 68 anni, occhi placidi e fisico da prete di campagna, sia proprietario di una vera e propria armeria che conta tredici tra fucili e pistole. E non si tratta degli "schioppi" ereditati da qualche parente delle sue campagne d'origine - quelle di Parodi Ligure, in provincia di Alessandria - bensì di molti pezzi da vero intenditore.
A rivelare l'anima guerriera del cardinale è stato il giornalista Mario Molinari sul sito Savonanews, dove sono state pubblicate anche copie delle denuncia di proprietà e di acquisto depositate nella questura di Savona dove Calcagno è stato vescovo dal 2002 al 2007, prima di essere chiamato a ricoprire l'incarico in Vaticano.
(Repubblica, 11 aprile)