domenica 15 aprile 2012

Spero nel Signore, che io non resti confuso

Signore, tutto mi parla di te, ma per quanto aguzzi lo sguardo, non riesco a vederti.

Mi hanno detto di non cercarti nei libri dei filosofi,
le loro parole troppo difficili possono diventare come grovigli di rovi
dove la tua Parola si impiglia e si lacera.
Mi hanno detto invece di cercarti negli occhi dei bimbi che non hanno nulla,
eppure ti donano un sorriso;
di cercarti negli occhi delle donne dei villaggi sulle Ande,
che hanno detto: basta ad ogni sfruttamento
e vivono e lottano per una nuova dignità ed una nuova speranza.
Speranza: ecco il tuo nome.
Signore, non continuare a rimanere nascosto,
fatti sentire, vinci la nostra sordità e cecità.
Non lasciare che la speranza sia derisa da chi crede soltanto nei soldi e nell'apparire,
o che si riduca a facile e passeggera illusione.
Dacci braccia robuste, badili, carriole, pietre e cemento
per costruire la speranza insieme ai più poveri dei mondo.

Anonimo andino