Un passaggio nel Movimento 5 Stelle, poi l’addio a Grillo e l’abbraccio con Renzi. Ha scelto di candidarsi con il Pd alle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco a Livorno, Nicoletta Batini, 43 anni, lavora al Fondo monetario internazionale ed è mamma di due gemelle di 4 anni. Si era iscritta (nel marzo 2013) al M5S e si era anche impegnata nell’organizzare il «meetup» grillino addirittura a Washington, dove lavorava (con «9 iscritti», comunicava sul suo sito con un certo orgoglio per aver portato i 5 stelle negli Usa).
Sarebbe la prima donna candidata sindaco per la città portuale toscana. Un curriculum notevole, laureata in Economia alla scuola d’eccellenza Sant’Anna di Pisa (da dove provengono sia il premier Enrico Letta che la ministra Maria Chiara Carrozza), ha conseguito un dottorato in Finanza Internazionale e un Phd ad Oxford in Economia monetaria.
Sul suo sito Nicoletta si definisce «Macroeconomista di professione», è figlia di Giuseppe Batini, uno degli avvocati più noti di Livorno che è stato un politico di lungo corso nella Democrazia Cristiana.
Quindi, se pure era stata attratta dal vento di rinnovamento inizialmente soffiato da Grillo, ora Nicoletta Batini sembra delusa e trova che Matteo Renzi sia veramente «il nuovo», mentre l’ex comico e, secondo lei, «un buon intenzionato che non riesce a concretizzare». L’arrivo del segretario democratico, invece, l’ha convinta a «scendere in campo e a fare qualcosa per la mia citta: Livorno».
L’annuncio è arrivato dopo un incontro con i delegati renziani, ma a convincere Nicoletta a candidarsi alle primarie per il sindaco è stata soprattutto Marida Bolognesi, ex parlamentare Pd, che sta cercando un’intesa con il segretario Yari De Filicaia ed il capogruppo in regione Marco Ruggeri. Quest’ultimo in effetti è il candidato di sinistra per la città dove nacque il Pci nel 1921 dalla scissione con i socialisti e che è da sempre una roccaforte «rossa». L’obiettivo di Marida Bolognesi è quello di far candidare Nicoletta Batini solo se è condivisa da tutto il partito, sperando di riuscirci per il fatto di puntare su una donna con tale esperienza, e comunque giovane.
La sua candidatura è stato scelta nella riunione con i renziani, dove inizialmente era stato valutato anche il nome della studiosa Olimpia Vaccari.
Nicoletta Batini, castana, aria amichevole, sogna di tornare alla Livorno degli anni 70 quando come città portuale si faceva valere. Oggi invece «Livorno è depressa», dice l’economista, «Ha bisogno di una svolta, proprio come nella politica e nel governo dell’Italia che Matteo sta dando».
L’economista ha annunciato che potrebbe anche dimettersi dal suo lavoro all’Fmi se dovesse essere lei la candidata sindaco per il centrosinistra. Al momento è in aspettativa ed è responsabile dell’ufficio del Tesoro che si occupa di politiche economiche internazionali, è consulente per l’Italia al G-20 e vive a Roma.
(L’Unità 4 febbraio)
Sarebbe la prima donna candidata sindaco per la città portuale toscana. Un curriculum notevole, laureata in Economia alla scuola d’eccellenza Sant’Anna di Pisa (da dove provengono sia il premier Enrico Letta che la ministra Maria Chiara Carrozza), ha conseguito un dottorato in Finanza Internazionale e un Phd ad Oxford in Economia monetaria.
Sul suo sito Nicoletta si definisce «Macroeconomista di professione», è figlia di Giuseppe Batini, uno degli avvocati più noti di Livorno che è stato un politico di lungo corso nella Democrazia Cristiana.
Quindi, se pure era stata attratta dal vento di rinnovamento inizialmente soffiato da Grillo, ora Nicoletta Batini sembra delusa e trova che Matteo Renzi sia veramente «il nuovo», mentre l’ex comico e, secondo lei, «un buon intenzionato che non riesce a concretizzare». L’arrivo del segretario democratico, invece, l’ha convinta a «scendere in campo e a fare qualcosa per la mia citta: Livorno».
L’annuncio è arrivato dopo un incontro con i delegati renziani, ma a convincere Nicoletta a candidarsi alle primarie per il sindaco è stata soprattutto Marida Bolognesi, ex parlamentare Pd, che sta cercando un’intesa con il segretario Yari De Filicaia ed il capogruppo in regione Marco Ruggeri. Quest’ultimo in effetti è il candidato di sinistra per la città dove nacque il Pci nel 1921 dalla scissione con i socialisti e che è da sempre una roccaforte «rossa». L’obiettivo di Marida Bolognesi è quello di far candidare Nicoletta Batini solo se è condivisa da tutto il partito, sperando di riuscirci per il fatto di puntare su una donna con tale esperienza, e comunque giovane.
La sua candidatura è stato scelta nella riunione con i renziani, dove inizialmente era stato valutato anche il nome della studiosa Olimpia Vaccari.
Nicoletta Batini, castana, aria amichevole, sogna di tornare alla Livorno degli anni 70 quando come città portuale si faceva valere. Oggi invece «Livorno è depressa», dice l’economista, «Ha bisogno di una svolta, proprio come nella politica e nel governo dell’Italia che Matteo sta dando».
L’economista ha annunciato che potrebbe anche dimettersi dal suo lavoro all’Fmi se dovesse essere lei la candidata sindaco per il centrosinistra. Al momento è in aspettativa ed è responsabile dell’ufficio del Tesoro che si occupa di politiche economiche internazionali, è consulente per l’Italia al G-20 e vive a Roma.
(L’Unità 4 febbraio)