lunedì 3 febbraio 2014

L'UNESCO: SENZA SCUOLA 57 MILIONI DI BAMBINI


Ci vorranno più di 70 anni prima che tutti i bambini abbiano accesso all'istruzione primaria. È quanto si legge nel rapporto diffuso ieri dall'Unesco sullo stato di avanzamento degli Obiettivi del Millennio. Quello dell'accesso all'istruzione era tra le mete che tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite si sono impegnati a raggiungere entro il 2015. Ma l'anno prossimo si avvicina e l'obiettivo resta lontanissimo, tanto che l'autrice del rapporto Pauline Rose ha parlato di una crisi mondiale dell'istruzione.

Restano fuori da ogni forma di scolarizzazione 57 milioni di bambini e soprattutto bambine. Nello studio, redatto alla luce dei dati del 2011, si precisa che, a condizioni immutate, solo nel 2086 l'accesso alla scuola primaria sarà garantito anche alle ragazze africane più povere, che vivono nelle zone rurali, attualmente le più penalizzate. Dati «scioccanti», secondo l'autrice del rapporto, non solo per i tanti bambini che non hanno accesso alla scuola, ma anche per la scarsa qualità degli studi offerta dalle scuole nei Paesi poveri.

A peggiorare la situazione è la diminuzione degli aiuti e il fatto che non vengono destinati agli Stati più bisognosi: il principale beneficiario dei finanziamenti è infatti la Cina, mentre è l'Africa sub-sahariana l'area che avrebbe bisogno di maggior supporto. Il sostegno all'educazione è andato scemando a partire dal 2008, anno d'inizio della crisi economica.

Nonostante il segno negativo, alcuni Paesi, come India, Vietnam, Etiopia e Tanzania hanno fatto considerevoli passi avanti. Netti miglioramenti anche nella qualità dell'istruzione, ma ci sono ancora 130 milioni di ragazzini che restano di fatto analfabeti nonostante abbiano avuto la possibilità di frequentare una scuola. Secondo il rapporto un ragazzo su quattro nei Paesi più poveri non sa leggere e scrivere, con gravi conseguenze per le prospettive di sviluppo economico della regione di appartenenza. A pagare di più le conseguenze sono le ragazze, che più spesso vengono tenute fuori dal sistema scolastico.

Il rapporto denuncia anche come la scarsa qualità dell'insegnamenti si traduca in un grosso spreco di risorse: la metà degli investimenti nel settore resta improduttiva, per una perdita stimata in 129 miliardi di dollari. A volte sono barriere materiali a limitare il successo degli studi: in Tanzania, per dire, solo il 3,5% dei bambini ha libri di testo, mentre in Malawi ci sono classi che arrivano a 130 studenti.

(L'Unità 3 gennaio)

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