Ai fratelli e alle sorelle del coordinamento nazionale delle comunità cristiane di base italiane
Desidero essere partecipe dei lavori con una mia riflessione e con qualche proposta.
Guardando al presente e al futuro delle comunità cristiane di base sento come centrali e prioritarie le “domande” poste dalla comunità di Piossasco sulle quali ci confronteremo nel prossimo convegno regionale piemontese.
Trovo che, rispetto a terreni prettamente culturali e politici, le occasioni di confronto ed approfondimento non ci mancano in sede locale, nelle associazioni, nei movimenti e nell’impegno politico. Potrebbe, a mio avviso,essere proficuo per il nostro cammino comunitario e personale, valorizzare di più anche pochi “appuntamenti” regionali e nazionali facendo centro sui pilastri portanti della nostra esperienza di fede.
Considero decisamente interessante la proposta di Gilberto Squizzato, ovviamente da precisare nei contenuti e nelle modalità componibili con un convegno.
Proprio per favorire l’approfondimento e l’allargamento del confronto, propongo tre “tematiche” che mi sembrano oggi molto attuali e determinanti per il cammino nostro e di tanti fratelli e sorelle che spesso incontro in altre esperienze ecclesiali diverse dalle nostre ( gruppi scout, gruppi genitori, esperienze di Rivalta, di Torino, Moncalieri……..):
“Come viviamo oggi, in un mutato contesto storico, l’esperienza della lettura biblica e della preghiera?”
“Come ci attrezziamo e ci avventuriamo nella elaborazione di un linguaggio adeguato all’oggi nella testimonianza e nell’annuncio della fede nel Dio di Gesù?”
“Non e’ più sufficiente il nostro convinto sostegno ad Adista. Esso deve far parte, a mio avviso, di un convegno ecclesiale ecumenico sul ruolo della comunicazione nella chiesa- nelle chiese. Si tratta di un problema teologico di prim’ordine e quindi non solo economico. Adista svolge oggi un servizio che, per le sue qualità eccezionali, non può venirci a mancare.
Penso che anni di appassionata ricerca, di studio, di confronto con l’esegesi, l’ermeneutica, la psicanalisi, le teologie femministe, i metodi storico-critici e linguistici abbiano prodotto nelle nostre comunità e nei vari circuiti ecclesiali un patrimonio prezioso, in continuo arricchimento, da non disperdere e da socializzare.
Tutto questo non è una “moneta da sotterrare”, ma un cammino da proseguire con passione e rigore.
Nello scambio su questi terreni le nostre comunità cristiane di base hanno qualcosa da dire e parecchio da ricevere.
Franco Barbero Pinerolo 31/01/14