In un programma televisivo Grillo scatenato ha detto di essere un Grillo cattivo un po' contro tutti, come del resto l'ho sempre sentito, da quando ha smesso di fare il pagliaccio ed è entrato in politica. A me che ho più di cento anni, con i suoi fanatici discorsi, purtroppo mi porta alla memoria un altro salvatore della Patria, Benito Mussolini.
(Leone Sacchi)
Utilizzare il lavoro dei magistrati che hanno rivelato una trama di corruzione per mandare al diavolo l’Expo di Milano, l’impresa in cui sono stati impegnati per anni uomini e donne per bene ed in cui sono stati investiti capitali importanti dal punto di vista finanziario, professionale ed umano, è un modo di buttare il bambino con l’acqua sporca ma è soprattutto un modo disonesto di cavalcare gli stati d’animo della gente. Quello che si dovrebbe fare ragionando in questo modo è chiudere i ministeri in cui qualcuno si fa corrompere, le fabbriche in cui ci sono degli incidenti, le strade dove ci sono delle buche, la scuole in cui un professore fa delle prepotenze ai ragazzi, le banche su cui a qualsiasi titolo si svolgono delle indagini, i campionati sportivi, a partire dal calcio, in cui episodi di corruzione vengono segnati e soprattutto i partiti (degli altri) in cui sono state trovate delle mele marce. Ciò che resterebbe, dopo questa rivoluzione “totale” portata avanti da un Grillo “cattivo contro tutti”, è il suo ricciolo bianco sul faccione eternamente insoddisfatto o francamente “incazzato” e il rotolare dei suoi insulti a tutto e a tutti. Uno “sfascismo” come quello di Grillo dove il ”vaffa” è il degno erede del “me ne frego” andrebbe fatalmente, anche io lo penso, verso questo tipo di epilogo se il voto degli italiani non lo fermerà.
(Luigi Cancrini, L'Unità 29-31 maggio)