venerdì 6 giugno 2014

COSÌ IL SINDACO A 5 STELLE

ROMA. Bambini che avranno il dolce e bambini che non lo avranno. Ai quali non resterà che guardare i compagni gustarlo soddisfatti. Alunni di serie A e di serie B nella stessa classe, nelle stesse scuole materne ed elementari di Pomezia. Divisi dalla ricchezza dei genitori, da quanto mamma e papà potranno pagare alla mensa scolastica che da settembre prevederà menu differenziati: completo con dolce a 4,44 euro, senza a 4.
Dopo i casi di Adro, di Vigevano e di altre scuole comunali da Vercelli a Mantova, con i ragazzini in aula a mordere il panino portato da casa perché i genitori non avevano potuto pagare la retta, una nuova polemica coinvolge i più piccoli. In un'Italia divisa tra famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e Comuni che devono aumentare i prezzi dei servizi pubblici perché i soldi dallo Stato sono dimezzati.
A scatenare l'ultima polemica sui tagli nella scuola, il bando di aggiudicazione del servizio di refezione che prevede i due menu differenziati dalla presenza del dolce, pubblicato sul sito del comune alle porte di Roma. Mentre il sindaco, travolto dalla proteste ribatte: "E stata una decisione presa con i genitori».
«E' una scelta inaccettabile, ingiusta, discriminatoria non si può far sentire la diseguaglianza sociale già a quell'età. E' orribile trattare i bambini e farli sentire diversi in base al censo e alla ricchezza». A polemizzare contro la giunta del Movimento Cinquestelle che guida Pomezia è la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli del Pd. «Mi ha chiamato una mamma e mi ha detto: come lo spiegherò a mio figlio che non ho i soldi per pagargli il dolce, si sentirà diverso dai suo compagni. Se era per risparmiare, per tagliare i costi del servizio, allora era molto meglio abolire il dolce a tutti senza creare inutili umiliazioni che a quell'età pesano, restano. E anche più sano».
Sono pronte a dare battaglia le mamme di Pomezia, che scrivono sulla pagina facebook del sindaco Fabio Fucci, per dire la loro, per fare sentire la loro voce in difesa dei figli. Come Grazia.

Caterina Pasolini