Case da capogiro, ricchezze inimmaginabili, una città accogliente e un sistema fiscale amichevole. È Londra la capitale dei super-ricchi in Europa, subito prima di Parigi e Zurigo. Ad attestarlo è la classifica stilata da Ubs nel rapporto annuale sui Paperoni globali, gli "ultra high net worth individuals", coloro che possiedono un patrimonio di almeno 30 milioni di dollari.
A Londra i super-ricchi sono ben 6360, 300 in più dello scorso anno. Parigi resta a distanza con 3195 super-ricchi, cresciuti di numero - circa il 12 percento - nonostante le temutissime tasse propugnate dal governo Hollande, ma di fatto restate sulla carta. Zurigo si ferma a 1940, ma nel 2012 ne contava 1805. Ben piazzate anche tre città tedesche: Dusseldorf (sesta con 1420 super-ricchi), davanti ad Amburgo e Francoforte. Dati in aumento anche a Roma - solo in nona posizione seguita da Madrid -dove si contano 1195 ultra ricchi, 65 in più rispetto al 2012.
Il fatto è che la crisi non sfiora nemmeno le alte sfere, il numero degli ultra ricchi è aumentato anche nell'ultimo anno. Secondo il rapporto Ubs i Paperoni sono oggi 199.235, il 6 percento in più rispetto a due anni fa. Le loro ricchezze totalizzano 28.000 miliardi di dollari, grazie ai 2000 miliardi che si sono aggiunti nel 2013, l'equivalente del Pil dell'intera India. A conferma della tendenza che vede ampliarsi la forbice tra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno.
In crescita anche la casta dei miliardari: Ubs ne ha recensiti 2170, 10 in più che nel 2011 con patrimoni per un totale di 6516 miliardi (+5,3%)
L'aumento degli ultra high nei worth individuals si è concentrato in particolar modo nel Nord America ed Europa, che vantano 10.000 super-ricchi in più, con una crescita della loro ricchezza di 1500 miliardi di dollari.
La tendenza è confermata anche in Italia, quindi nella classifica europea. Anche da noi i super-ricchi sono aumentati: se ne contano 2075 con patrimoni per un totale di 235 miliardi di dollari. Nel 2012 erano 1940 e avevano ricchezze per 220 miliardi. In entrambi i casi un incremento del 7 percento circa. La crisi sembra aver agito da catalizzatore, drenando ulteriormente ricchezze dal basso verso l'alto della scala sociale.
(L'Unità 12 maggio)