Il 31 marzo del 1984 veniva assassinata Renata Fonte. Fu Assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del comune di Nardò. Nella sentenza si legge che “Renata Fonte sarebbe stata soppressa perché si opponeva alle speculazioni edilizie sulla costa salentina”.
Fu assassinata dalla mala locale perché scomoda, il mandante fu un suo collega di partito PRI-Partito Repubblicano Italiano. Anche la memoria di Renata Fonte è stata profanata: è stata distrutta la targa in suo ricordo nel meraviglioso parco di Nardò.
La vicenda di Renata Fonte è stata narrata da Carlo Bollino, nel libro La posta in gioco, edito da Carmine De Benedittis; da Antonella Mascali nel libro Lotta civile, nel quale è narrata la vita di Renata Fonte raccontata dai suoi familiari. Dal libro di Bollino è stato tratto l'omonimo film, per la regia di Sergio Nasca e interpretato da Lina Sastri, Turi Ferro e Vittorio Caprioli. In memoria di Renata Fonte nasce l'associazione "Donne Insieme" nel 1998 con l'intento di promuovere la legalità e non violenza sul territorio. Da un'intensa collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, nasce la Rete Antiviolenza Renata Fonte, primo centro antiviolenza riconosciuto dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Nel comune di Nardò (Lecce) sono state dedicate Renata Fonte una piazza e la sala consiliare. Nel 2009, in occasione del 25° anniversario della morte, è stata inaugurata, al Parco di Porto Selvaggio, una stele in memoria dell'impegno civile e politico di Renata Fonte. Renata Fonte è ricordata ogni anno, il 21 marzo della Giornata della Memoria e dell'Impegno di Libera, la rete di associazioni contro le mafie, che in questa data legge il lungo elenco dei nomi delle vittime di mafia e fenomeni mafiosi.
Il comune di Nardò, il Presidio neretino di Libera, intitolato Renata Fonte, e l'Unione degli Studenti di Nardò hanno organizzato, per il 31 marzo 2014, una serie di eventi: molte scuole salentine di diverso ordine e grado hanno presentato le varie esperienze positive vissute nei percorsi di educazione alla legalità democratica, testimoniando il proprio impegno alla presenza delle figlie di Renata, da tempo molto attive in Libera.
Chi ha detto che i politici sono tutti uguali? Condannare tutti in blocco non sarà una scusa per tirarci fuori dalle nostre personali responsabilità? Ci sono "valori cristiani" che fanno fare carriera e valori evangelici che mettono al primo posto il bene comune: il Calvario è un sovrappiù.
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli". Matteo 7, 21-29
Gianfranco Monaca