martedì 2 dicembre 2014

SERVIZIO CIVILE - Tagliati i fondi. L’Arci contro Renzi

«Altro che servizio civile universale! Un'altra promessa non mantenuta»: così la presidente dell'Arci Francesca Chiavacci dopo la bocciatura da parte del governo dell'emendamento che attribuiva 200 milioni al servizio civile; anziché i 65 stanziati. «Si tratta della cifra più bassa destinata al Servizio civile nazionale dal 2001 e riguarda i 100mila giovani che secondo l'annuncio del presidente del consiglio avrebbero potuto accedere, grazie alla magnanimità delle risorse stanziate, al servizio civile nazionale». L'annuncio è stato clamorosamente smentito dai fatti. E lo sbandierato investimento politico ed economico per la reale diffusione di questo importante strumento di impegno sociale e civile viene rinviato a data da destinarsi.
«Nessuna svolta dunque, al contrario ulteriori restrizioni per l'economia sociale - continua la presidente dell'Arci -. L'effetto di così magri finanziamenti sarà immediato: nel 2015 salteranno 1.800 posti nella programmazione degli avvii in Italia, che quindi non saranno più 24.500, e nel 2016 si potranno finanziare meno di 9mila posti, chiudendo anche questa porta in faccia ai giovani, già colpiti da una disoccupazione ormai attestata sopra il 43%. Continuando su questa strada il servizio civile nazionale è un'esperienza destinata ad esaurirsi. Nemmeno al governo Berlusconi era riuscita un'impresa del genere, per quanto ci avesse provato - attacca Francesca Chiavacci -. Ora non resta che augurarsi che nel passaggio al Senato l'emendamento venga ripresentato e accolto. Ma forse aspettarsi coerenza e un sussulto di coscienza civile su queste tematiche da questo governo è davvero una ingenuità. Eppure ci ostiniamo a pensare che per far ripartire un paese sia indispensabile sostenere le buone pratiche».

(Il Manifesto 30 novembre)