LE
SALME CREMATE E I CORPI OFFESI
(Pubblicato
dalla Gazzetta di Modena il 30 ottobre 2016)
Mentre
il pio Enea fugge da Cartagine per seguire il suo destino di gloria,
vede da lontano il fumo della pira dove sta bruciando il cadavere di
Didone tradita da Enea e dal volere degli dei. Nel tempo i modi di
sepoltura sono stati vari: la cremazione, l’inumazione, la
dissoluzione all’aperto, la tomba nel mare.
“Ad
resurgendum cum Christo” “Per risorgere con Cristo”, è il
documento della Congregazione per la conservazione della fede,
pubblicato da qualche giorno, che ammette la cremazione per i
cattolici. Fino a qualche anno fa la chiesa proibiva la cremazione
perché vedeva in essa un’offesa alla sacralità del corpo
destinato alla resurrezione. La teologia cristiana parla di
resurrezione dei corpi, Cimitero, in greco significa dormitorio, dove
i fedeli sono come addormentati in attesa di risvegliarsi al suono
delle trombe del giudizio universale. Sopra al portale del cimitero
di Fiorano c’è scritto “Resurrecturis” “a coloro che devono
risorgere”. Si diceva anche, in modo un po’ discutibile, che la
distruzione del corpo rendeva più difficoltosa l’opera di Dio alla
fine del mondo. Poi i tempi cambiano e insieme le abitudini, anche se
la morale cattolica presume di essere sempre uguale. In verità il
dettame della chiesa era legato all’antico culto dei morti, del
rispetto e della cura del cadavere e della conservazione della salma
che garantiva una certa presenza affettiva del morto e attenuava il
lutto della separazione. E ancora oggi andiamo per cimiteri nei primi
giorni di novembre per visitare le tombe, fare memoria dei nostri
morti e consolarci con altri che visitano le tombe. Parlare,
ricordare curare la tomba mettere fiori freschi fa parte di questa
liturgia anche laica. La cremazione viene ancora avvertita come una
violenza e rischia di uccidere queste antiche ritualità dei defunti.
Già Foscolo quando Napoleone nel 1805 con l’editto di Saint Cloud
obbligava a seppellire i morti in lontani cimiteri extraurbani,
nell’ode Ai Sepolcri accusava i governanti di dissacrazione perché
le tombe sono monumenti, ricordi, che servono ai vivi per ricordare
le virtù e gli affetti dei morti.
I
diversi commi del decreto sulla proibizione della dispersioni delle
ceneri o di portarsi l’urna in casa ecc suonano un po’ ingenui e
sono ascoltati ovviamente solo dai credenti osservanti. Già da molto
tempo la maggioranza dei cittadini sceglie i propri comportamenti
seguendo la propria coscienza
Il
corpo battezzato è stato benedetto dall’acqua lustrale e
dall’incenso. E’ sacro e non va profanato, si dice. Ma non solo
il corpo del cristiano. Oggi più che mai dovremmo pensare a questo,
quando migliaia di corpi sono offesi: torturati, massacrati, lasciati
morire di fame e di sete nel deserto, buttati a mare. Muoiono lontani
dalla loro casa e dalla loro patria. Soli e abbandonati. E non hanno
l’ultimo abbraccio della persona cara o il ricordo e il pianto
degli amici.
Beppe
Manni