venerdì 4 novembre 2016

DOPO LA MORTE, LASCIAMO FARE A DIO

LE SALME CREMATE E I CORPI OFFESI
(Pubblicato dalla Gazzetta di Modena il 30 ottobre 2016)
Mentre il pio Enea fugge da Cartagine per seguire il suo destino di gloria, vede da lontano il fumo della pira dove sta bruciando il cadavere di Didone tradita da Enea e dal volere degli dei. Nel tempo i modi di sepoltura sono stati vari: la cremazione, l’inumazione, la dissoluzione all’aperto, la tomba nel mare.
Ad resurgendum cum Christo” “Per risorgere con Cristo”, è il documento della Congregazione per la conservazione della fede, pubblicato da qualche giorno, che ammette la cremazione per i cattolici. Fino a qualche anno fa la chiesa proibiva la cremazione perché vedeva in essa un’offesa alla sacralità del corpo destinato alla resurrezione. La teologia cristiana parla di resurrezione dei corpi, Cimitero, in greco significa dormitorio, dove i fedeli sono come addormentati in attesa di risvegliarsi al suono delle trombe del giudizio universale. Sopra al portale del cimitero di Fiorano c’è scritto “Resurrecturis” “a coloro che devono risorgere”. Si diceva anche, in modo un po’ discutibile, che la distruzione del corpo rendeva più difficoltosa l’opera di Dio alla fine del mondo. Poi i tempi cambiano e insieme le abitudini, anche se la morale cattolica presume di essere sempre uguale. In verità il dettame della chiesa era legato all’antico culto dei morti, del rispetto e della cura del cadavere e della conservazione della salma che garantiva una certa presenza affettiva del morto e attenuava il lutto della separazione. E ancora oggi andiamo per cimiteri nei primi giorni di novembre per visitare le tombe, fare memoria dei nostri morti e consolarci con altri che visitano le tombe. Parlare, ricordare curare la tomba mettere fiori freschi fa parte di questa liturgia anche laica. La cremazione viene ancora avvertita come una violenza e rischia di uccidere queste antiche ritualità dei defunti. Già Foscolo quando Napoleone nel 1805 con l’editto di Saint Cloud obbligava a seppellire i morti in lontani cimiteri extraurbani, nell’ode Ai Sepolcri accusava i governanti di dissacrazione perché le tombe sono monumenti, ricordi, che servono ai vivi per ricordare le virtù e gli affetti dei morti.
I diversi commi del decreto sulla proibizione della dispersioni delle ceneri o di portarsi l’urna in casa ecc suonano un po’ ingenui e sono ascoltati ovviamente solo dai credenti osservanti. Già da molto tempo la maggioranza dei cittadini sceglie i propri comportamenti seguendo la propria coscienza
Il corpo battezzato è stato benedetto dall’acqua lustrale e dall’incenso. E’ sacro e non va profanato, si dice. Ma non solo il corpo del cristiano. Oggi più che mai dovremmo pensare a questo, quando migliaia di corpi sono offesi: torturati, massacrati, lasciati morire di fame e di sete nel deserto, buttati a mare. Muoiono lontani dalla loro casa e dalla loro patria. Soli e abbandonati. E non hanno l’ultimo abbraccio della persona cara o il ricordo e il pianto degli amici.

Beppe Manni